GEA “Alle Ore Blu”

GEA

Alle Ore Blu

Santeria/Audioglobe

E’ dedicato Alle Ore Blu il nuovo – il quinto – album dei bergamaschi GEA. L’ora blu, lo sanno bene i fotografi, è il momento appena precedente la notte, quello in cui il paesaggio viene pervaso dalla tonalità intensa di quel colore e tutto assume un contorno più romantico e sognante. Mettendo la title-track più o meno a metà della scaletta, come primo brano della seconda facciata – l’album viene pubblicato solo in LP – un po’ tutta la sequenza del disco pare essere influenzata da quel particolare momento. La prima parte è senza dubbio più potente e spigolosa, mentre la seconda, una volta arrivata l’ora blu, assume un feeling più sospeso, quieto, quasi onirico. Se la prima side è infatti contrassegnata, tra le altre, da brani come Peep Hot, funky track dalle chitarre acuminate, As It Is, ottimo blues post-hardcore alla maniera dei Jesus Lizard, con un deciso ritornello melodico, Single Malt Nightmare, plumbeo pezzo memore della lezione dei Cop Shoot Cop, decisamente più variegata è la seconda facciata: come dicevamo, l’apertura in questo caso è affidata a Alle Ore Blu, ancora potente ed attraversata da ficcanti innesti chitarristici ma, nello stesso tempo, pure baciata da un’evidente gusto pop. Demodé ha una base quasi post, un mood sospeso ed attendista, ma anche una melodia filiforme che l’attraversa, Lupi Streghe Vino Pietra mostra le sembianze di una sognante filastrocca dark, Mid Air Dance, uno dei pezzi migliori in scaletta, è praticamente una ballata notturna che verrebbe quasi da definire psichedelica. Unico momento veramente duro in questo secondo lato è una Mirame dai contorni Faith No More, spettro che qui e là pare aleggiare tra le influenze dei  quattro Gea. Ottima la produzione curata dalla band col solito, immenso Fabio Magistrali, non male i testi, mentre non sempre è invece memorabile la scrittura, comunque bilanciata da un suono che non fa prigionieri. Un lavoro solido, livido, ben calato nei nostri tempi bui, insomma, che senz’altro piacerà a tutti gli amanti del sound alternative anni ’90, ed una conferma per un gruppo che ormai calca con onore i palchi da un buon quindicennio.

Lino Brunetti

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