SHANNON STEPHENS “Pull It Together”

SHANNON STEPHENS

Pull It Together

Asthmatic Kitty/Goodfellas

Se non insolita, quantomeno curiosa la carriera musicale della cantautrice statunitense Shannon Stephens. Sul finire degli anni novanta è leader della band indie-folk Marzuki, nelle cui fila è presente un giovanissimo Sufjan Stevens. Interrottasi quell’esperienza, proprio mentre Stevens pubblicava il suo primo disco (era il 2000), anche Shannon dava il via alla sua carriera solista, pubblicando un album omonimo, interessante ma dalle scarse fortune commerciali. Poi, per quasi dieci anni scompare; fa la moglie e la mamma e pare quasi che la musica sia una faccenda definitivamente accantonata. Tutto ciò fino a che Bonnie “Prince” Billy non rispolvera una delle sue canzoni (I’ll Be Glad, su Lie Down In The Light), e qualcuno, sulla stampa e su internet, si ricorda di quel suo primo disco. Non sappiamo se sia stata quella la molla, sta di fatto che l’anno dopo questa attestazione di stima da parte di Bonnie, nel 2009, la Stephens torna con un nuovo album, The Breadwinner, tra l’altro pubblicato dall’etichetta del vecchio amico, ormai una star, Sufjan Stevens, che l’anno seguente ristamperà pure l’ormai introvabile esordio. Arriviamo così all’oggi e a questo Pull It Together, disco di cantautorato femminile, che ci mostra un’autrice di gran talento, matura e di indubitabile classe. Con alle spalle una band composta dal chitarrista Jeff Fielder, dal tastierista Steve Moore e dal batterista James McAlister (ma della partita è anche il multistrumentista DM Stith) e con l’attenta produzione di Kory Kruckenberg, stavolta Shannon ci ha consegnato il suo disco più vario, solido, testimonianza di una definitiva e rinnovata consapevolezza delle proprie capacità. Si alternano così bei numeri di folk-rock melodico come Care Of You e brani dall’anima quasi blues come Your Faboulos Friends o Buddy Up To The Bully, entrambe con qualcosa di Ani Di Franco. Piace l’intimità di molte delle canzoni in scaletta: Wax And Feathers, voce, chitarra elettrica e contrabbasso, Cold November, opportunamente autunnale e quasi solo voce e piano, l’ottima Responsible Too Long, con cui il disco si chiude. Piacciono soprattutto tre ballate che sono dei piccoli capolavori e da sole valgono l’acquisto: Girl, dai risvolti soul e con un pianoforte sfiorante il jazz, l’impagabile e romanticissimo duetto con Bonnie “Prince” Billy in una Faces Like Ours dai toni country, con l’organo e la pedal steel a donare calore, la lunga e memorabile Down The Drain And It’s Gone, intensa, accorata, accesa di passione in un  ritornello fuso ad un impasto di chitarre elettriche. All’interno di un affollato campo come quello del cantautorato femminile, una prova davvero convincente.

Lino Brunetti

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