THE MAGNETIC NORTH “Orkney: Symphony Of The Magnetic North”

THE MAGNETIC NORTH

Orkney: Symphony of The Magnetic North

Full Time Hobby

La Scozia è notoriamente terra di spiriti e fantasmi, ma è probabilmente la prima volta che tali presenze si manifestano attraverso una manciata di canzoni, nello specifico quelle concepite dal progetto The Magnetic North, una band appositamente creata per dar corpo ad un sogno. Degna di un romanzo di Stephen King, la genesi del concept intitolato Orkney: Symphony of the Magnetic North, nasce da una fantasia onirica del cantante e chitarrista Erland Cooper della formazione folk-rock londinese Erland and The Carnival, risvegliatosi un mattino da un’esperienza poltergeist che lo esortava a recarsi nelle isole Orcadi, un’arcipelago situato al largo delle coste scozzesi, per la realizzazione di un nuovo disco. Suggestionato da tale apparizione, Cooper mette insieme un trio con Simon Tong, ex chitarrista dei Verve ed oggi multistrumentista dei Carnival, e con la cantautrice ed arrangiatrice Hannah Peel, e parte per le fantomatiche isole seguendo gli intinerari di un’antica guida. L’esperienza viene tradotta in musica dalle dodici canzoni che compongono questo album, dedicato ai luoghi, alla storia, alla geografia delle isole ed alle sventure di Betty Corrigall, la fanciulla suicidatasi nel 1770, che pare essere la musa ispiratrice del progetto: una sinfonia atmosferica e rarefatta che intreccia cantautorato folk, musica da camera e melodia pop con leggere orchestrazioni d’archi ed un parco impiego d’elettronica, da cui trapelano l’etereo indie-pop dei Belle and Sebastian, la folktronica dei Tunng o la sulfurea magia di un lavoro come Spirit of Eden dei Talk Talk. Affascinante e raffinato, Orkney Symphony of the Magnetic North sembra evocare stati d’animo più che paesaggi, galleggiando sulla malinconica dolcezza di spettrali ballate dall’aura folk come l’intensa Bay of Skaill o la toccante Betty Corrigall; sull’eleganza cameristica dell’atmosferica Nethertons Teeth; sulle contaminazioni elettro-pop di Hi-Life e della pulsante Ward Hill; sulla memoria di antichi canti marinari con la corale Orphir; o sulla modernità di curiose contaminazioni folktroniche come Rockwick e Yesnaby. Suggestivo come i brumosi paesaggi a cui si ispira, il progetto dei The Magnetic North è un piccolo gioiello sospeso tra il sentire melodico di diverse generazioni di folksingers.

 Luca Salmini

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