ED “One Hand Clapping (Or The LP With One Sound)

ED

One Hand Clapping (Or The LP With One Sound)

Vulcanophono/Audioglobe

Ha alle spalle un paio d’apprezzati EP ed un demo, mentre oggi esordisce con un full lenght intitolato One Hand Clapping (Or The Lp With One Sound). Stiamo parlando di ED, nome d’arte del cantautore Marco Rossi, qui accompagnato dal fratello Paolo e da Ivan Borsari. Ispirate dai “Nove Racconti” di Salinger, le canzoni di questo disco ci mostrano un autore capace di tratteggiare un indie-pop elettroacustico, memore della lezione dell’indimenticato Elliot Smith, in grado di essere efficace sia quando esse veleggiano dalle parti di una malinconia comunque dolce e mai rassegnata, sia quando si smuovono di più, prendendo un tono più frizzante e vibrante (la bellissima It Wouldn’t Be The Same potrebbe contenere entrambi gli aspetti). Canta in inglese ED, cosa che, in questi anni di riscoperta dell’italiano, non dovrebbe però tenervi lontani dal fare la conoscenza della sua musica. Anche perché vi basterà anche un ascolto distratto, per rendervi conto del talento dell’autore di queste canzoni.

Lino Brunetti

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REKKIABILLY “Banana Split”

REKKIABILLY

Banana Split

Volume! Records/ Venus

Da Louis Prima a Fred Buscaglione, è sempre esistita una qualche corrispondenza tra lo swing e l’Italia, ed anche se  nel nostro paese il genere non è mai confluito in una scena come è successo negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni ’90, non sembra mancare qualcuno ancora capace di credere nell’intramontabile fascino dell’era aurea del rock’n’roll. I baresi Rekkiabilly, un’oriunda contrazione tra il piatto principe della cucina pugliese e lo stile proposto, sono tra coloro che non hanno mai smesso di sognare l’ebrezza di una Ford Thunderbird, il sole nascente della storica Sun Records o l’aria fumosa ed equivoca dei jazz club degli anni ’50: una passione che trapela da ogni singola nota di Banana Split, la seconda prova discografica del quintetto e forse, al momento, il più eccitante esempio di rockabilly targato Italia. Dalla brillante rilettura garagista di una delle pagine meno celebri della Motown, come Six By Six di Earl Van Dyke, fino allo strepitoso psyco-surf della traccia fantasma, Banana Split è un’esplosivo e furioso condensato di rock’n’roll, swing, soul, country e surf, che suona fresco e divertente come se il leggendario singolo di Elvis Presley That’s Alright (Mama) fosse uscito oggi, passando attraverso una varietà di atmosfere che vanno dalle fiammate rock’n’roll della surreale L’astronauta; al country&western di Mezzanotte di fuoco, sospeso tra Johnny Cash, la cronaca nera ed le strisce di Morris per Lucky Luke; al jazz fascinoso di Lulù Swing; fino al mood notturno e waitsiano di Compare, che sembra sfuggita ad una qualsiasi produzione di Joe Henry. Accanto ad un suono ispirato ai classici d’oltreoceano, l’uso della lingua italiana impiegato nelle liriche risulta inoltre particolarmente interessante, dato che la poetica dei Rekkiabilly non contempla solo divertenti aneddoti legati alle ore piccole (la titletrack e Notte Notte Notte) o agli incerti del mestiere dell’artista (Questo è il rock ‘n’ roll), ma seppur con una certa ironia e perfino un pizzico di sarcasmo, affonda anche nella contemporaneità (Sisma) o nel sociale (La Pensione), svelando il lato più profondo di una musica che non è solo semplice intrattenimento, ma che in un certo senso tiene vivo quello spirito ribelle che è alla base di tutto il rock’n’roll. Oggi i Rekkiabilly suonano come la versione “orecchiette e peperoni” di formazioni come Heavy Trash o Jim Jones Revue e ad esse non hanno nulla da invidiare.

Luca Salmini

THE HACIENDA / WEMEN “WH” + TELESTAR “Telestar”

THE HACIENDA / WEMEN

WH

Black Candy/Audioglobe

TELESTAR

Telestar

Autoprodotto/Audioglobe

Parliamo qui brevemente di una coppia di dischetti, freschi di stampa, che offrono diverse angolazioni della pop music. Partiamo con WH (Black Candy/Audioglobe), split di poco più di venti minuti che vede protagoniste due delle più titolate formazioni italiane dedite ad una musica melodica, molto british e dalle ascendenze sixties. Quest’ultima cosa vale soprattutto per THE HACIENDA, qui presenti con tre pezzi, due più soavemente pop, la terza – She’s Mine As The Sun, quella che io preferisco – più chitarristica e potente. Gli altri tre pezzi in programma, invece, sono a carico dei WEMEN, caratterizzati da tinte solari e melodie a pronta presa, come dimostra un pezzo che avrebbe fatto furore negli anni ’80 come Playa Do Rei. Un bel diversivo in attesa di nuovi dischi per le due formazioni. Sono al debutto i toscani TELESTAR, il cui album, autoprodotto ma distribuito da Audioglobe, s’intitola con il loro stesso nome. Rimaniamo in territorio tra pop e rock, che per loro significa tentare di fondere un pizzico di vecchia New Wave, tanta melodia, chitarre potenti ma tirate a lucido, in un approccio generale piuttosto mainstream. Voce in primo piano, qualche sfumatura U2 ultima maniera, una cornice da pop britannico e la tendenza ad andare più verso sonorità sanremesi che non verso l’underground. Tutto ineccepibile nel suo genere ma, se vogliamo essere sinceri, non proprio la mia tazza di the.

Lino Brunetti

BORDERLINE SYMPHONY “Ragazze Con La Pistola”

BORDERLINE SYMPHONY

Ragazze Con La Pistola

Autoprodotto

I BORDERLINE SYMPHONY sono un duo italo-svizzero che, in questi giorni, arriva ad un esordio autoprodotto (ma distribuito on line da Resisto.it), messo assieme lungo l’arco di cinque anni di lavoro. In Ragazze Con La Pistola troverete 11 tracce (in italiano tranne una) tra pop ed alternative rock, vagamente baustelliane in certe melodie e nello svolgimento testuale, ma decisamente più chitarristiche e propulsive nei suoni, anche quando al posto delle chitarre appaiono dei synth che li spingono verso scenari eighties (più rari). Nell’unire melodie e trame sonore tutt’altro che prive di una certa ruvidezza, Luca Pollioni e Filippo Argento, dimostrano già una certa abilità e il disco merita l’ascolto. Potremmo sentire parlare spesso di loro, in futuro. Altre info qui.

Lino Brunetti