VENUA “Blah Blah Blah”

VENUA

Blah Blah Blah

Libellula/Audioglobe

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L’accoglienza con le melodie brillanti di Lei Dice Ormai, ci parla di un secondo album che fa un bel passo avanti rispetto all’esordio di tre anni fa. E’ il primo pezzo di Blah Blah Blah, nuovo disco dei, parzialmente rinnovati, VENUA di Bergamo. Ai membri storici, Samuele Ghidotti e Jodi Pedrali, si aggiungono oggi Fabio Dalè al basso ed il Jennifer Gentle Marco Fasolo alla batteria e alla produzione del disco. Le sonorità che facevano già bella mostra di sé nel primo album, oggi vengono rilanciate con maggior efficacia, con un suono più rifinito e attraverso una più matura ed oculata scrittura. Le ascendenze rimangono più o meno le stesse: i sixties pop e rock, il surf, un po’ di psichedelia o di blues. Brani come 9 Settembre o Se Vuoi Devi, fanno pensare ad una versione italianizzata degli ultimi Black Keys, Aprile Dolce Dormire, uno dei pezzi più platealmente rock in scaletta, non sarebbe stato male nel disco solista di Jack White, la sbarazzina ed ironica Bang!, al suo mood anni sessanta, aggiunge una sfumatura morriconiana. I sixties furoreggiano inoltre nelle trame della bella Alice, dove è l’organo lo strumento cardine, o nel pop virato surf di Sunday. Solo due, ma di gran livello, le ballate in scaletta: la notturna, con un bel dialogo piano-chitarra acustica, Via Petrarca, e la malinconica Nuova Amsterdam, con un sapido intreccio di chitarre che continua nella psichedelica A Presto.., un po’ la coda strumentale del pezzo precedente. Un disco di svagata ma non disimpegnata leggerezza. Da sentire.

Lino Brunetti

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