BLANK REALM “Grassed Inn”

BLANK REALM

Grassed Inn

Fire Records/Goodfellas

Black-realm-grassed-inn

Solare, ricercato, naif, pop: eccovi qui presentato il nuovo album dei Blank Realm. Il gruppo è formato dai tre fratelli Daniel Spencer (voce, batteria), Sarah Spencer  (voce, synth), Luke Spencer (basso) e dal chitarrista Luke Walsh, provenienti da Brisbane, in Australia. Se si pensa ai loro lavori precedenti, non è difficile notare il cambiamento  avvenuto con Grassed Inn, dove i baccanali noise lasciano spazio ad un suono (non sempre impeccabile ma sicuramente interessante) più vivace, festoso e, come già detto, pop, con elementi di psichedelia che in molti casi prendono il sopravvento. Queste caratteristiche sono subito riscontrabili nell’iniziale Back to The Flood e nella deliziosa psichedelia di Falling Down The Stairs, con l’organetto padrone indiscusso; i Blank Realm, oggi, non sembrano suonare più come i Sonic Youth, bensì come i Modern Lovers. Vero, ma fino ad un certo punto, visto che i “giovani sonici” sono stati presenza ingombrante in tutta la loro discografia e non potevano mancare neanche in questo nuovo album, basti pensare a Bulldozer Love, con le chitarre che poco alla volta si fanno sempre più distorte, seguite nel loro incedere da un organo spaziale. I fratelli australiani ci mettono dentro anche un pizzico di elettronica in Violet Delivery, mentre la ballata noise di Baby Closes The Door è un chiaro richiamo ai Velvet Underground, altro gruppo molto caro ai nostri. Anche lo stomp elettronico di Even The Score, sfociante in un incursione noise -psichedelica, non può far altro che portare di nuovo alla mente i Velvet Underground. In questo articolato insieme di suoni non mancano anche le più morbide, ma non meno noiseggianti, visioni psichedeliche di Bell Tower e della finale Reach You On The Phone, dove il synth prende vita un po’ alla volta fino a dominare la scena. Grassed Inn si può certamente definire un buon disco, anche se non esente da evidenti cadute di tono, vedi l’incedere a volte troppo confusionario e le traballanti doti vocali. Detto questo, in un momento in cui gran parte delle band rifanno se stesse album dopo album, i Blank Realm sono riusciti ad attuare un interessante cambio di rotta, intelligente e non privo di originalità.

Alessandro Labanca

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