Sesta edizione premio “MUSICA CONTRO LE MAFIE”

CHIUDONO L’ 8 NOVEMBRE

LE ISCRIZIONI AL PREMIO NAZIONALE

“MUSICA CONTRO LE MAFIE” 6^ EDIZIONE

ANNUNCIATI I NOMI

DEI COMPONENTI DELLA GIURIA RESPONSABILE

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Chiuderanno l’ 8 novembre le iscrizioni al “Premio Musica contro le mafie – 6^ edizione”, l’ importante premio musicale che coniuga la musica all’impegno sociale, il cui obiettivo è quello di premiare artisti che diffondano messaggi positivi, brani che abbiano contenuti a favore della Memoria, Denuncia, Giustizia Sociale, Resistenza e Libertà.

Sono stati annunciati i nomi dei membri della giuria “Responsabile” che, insieme a quella Facebookiana e Studentesca, decreteranno i dieci finalisti del premio che si esibiranno nelle due finali [il 12 Dicembre a Cosenza (con il supporto di “MkLive”) e il 17 Dicembre a Monteprandone – Ascoli Piceno (con il supporto del “17 Festival”)] per essere poi premiati a Febbraio 2016 presso “Casa Sanremo” nella settimana del Festival della canzone italiana.

La giuria è composta da 20 giurati provenienti dai più diversi e disparati “mondi” della cultura, della musica, dell’associazionismo antimafia, del giornalismo e della critica musicale, al fine di avere un giudizio finale il più plurale e ampio possibile:

Enrico De Angelis : Direttore Artistico – “Club Tenco”; Marcello Ravveduto : Giornalista/Scrittore/Editorialista – “L’Espresso, Fan Page, Narcomafie”; Pasquale Rinaldis : Giornalista/Critico Musicale – “Il Fatto Quotidiano”; Luca Minutolo : Giornalista/Critico Musicale – “Rumore”; Ambrosia Jole Silvia Imbornone : Critico Musicale – “L’Isola, Mescalina, Rockerilla”; Monica Reale : Capo Redattore – “Muzi Kult”; Annino La Posta : Giornalista/Scrittore/Critico Musicale – “Club Tenco”; Gianluca Veltri : Giornalista/Critico Musicale – “Il Mucchio”; Lino Brunetti : Critico Musicale – “Buscadero”; Mauro De Cillis : Rai Isoradio; Michele Saran : Giornalista/Critico Musicale – “OndaRock.it”; Michele Gagliardo : Responsabile Nazionale Libera ‘Formazione’ – Libera (Associazioni nomi e numeri contro le mafie); Giuseppe Parente : Libera ‘Formazione’ – Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie); Leonardo Ferrante : Referente Scientifico – “Riparte il Futuro” (Libera/Gruppo Abele); Gennaro de Rosa : Coordinatore – “Musica contro le mafie”; Alessandro Angrisano : Presidente – “A.C.E.P.”; Vincenzo Russolillo : Presidente – “Gruppo Eventi, Casa Sanremo”; Daniela Serra : Amministratrice – “Exit Communication”; Marco Verteramo : Head Promoter Live – “MkRecords/MkLive”; Morea Velati : Consigliere – “SMartIt”

“Musica contro le mafie” è ideato, organizzato e diretto dall’ Associazone “Musica contro le mafie” sotto l’egida di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), sviluppato e sponsorizzato da Mkrecords con il supporto di ACEP, UNEMIA e SMartIt e con il sostegno e la partnership di Club Tenco, Casa Sanremo con Radio 105 e Radio Montecarlo, Gruppo Eventi, Exit Communication, Puglia Sounds, Rumore, Muzi Kult, il M° orafo Michele Affidato (che realizzerà i premi dei vincitori) e con il rinnovato sostengo della campagna “Riparte il Futuro”.

Per informazioni e iscrizioni: Musica contro le mafie

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STEFANO BAROTTI “Pensieri Verticali”

STEFANO BAROTTI

Pensieri Verticali

Orange Home Records

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STEFANO BAROTTI è un cantautore toscano. Tra il 2003 ed il 2007 aveva pubblicato un paio di album per Club De Musique e forse qualcuno di voi se ne ricorderà. A dare un seguito al precedente Gli Ospiti ci ha messo insomma oltre sette anni, un lungo periodo di tempo che gli hanno permesso una lenta maturazione e che lo hanno visto infine accasarsi presso la Orange Home di Raffaele Abbate, qui nelle vesti, oltre che di discografico, pure di (validissimo) produttore e musicista in qualche brano. Quella di Barotti è una scrittura sostanzialmente classica, da cantautore tradizionale, indicamente sulla scia di un De Gregori, se proprio volessimo citarne uno. Con quest’ultimo ha in comune la capacità di costruire melodie lineari e gentili, nonché il cuore rivolto verso l’America folk, country, blues e rock (anche se non mancano pezzi il cui intimismo potrebbe rimandare a Nick Drake, presumibilmente molto amato, visto che, oltre che essere citato nei ringraziamenti, viene omaggiato dal breve strumentale A Cena Con Drake). Non lasciatevi ingannare comunque: Barotti di personalità ne ha da vendere, in primis nella scrittura di testi sempre bellissimi, divisi tra piccoli racconti e confessioni che, di volta in volta, sanno essere pervasi d’ironia (Blues Del Cuoco, Giudizio Non Ho), incantata poesia (La Ragazza, Rose Di Ottobre), sentito romanticismo (Ogni Cento Parole), persino una certo slancio visionario (L’Arcobaleno Rubato, Cuore Danzante). Poi c’è l’aspetto musicale, e qui entrano in campo sia la citata produzione di Abbate, che la partecipazione di musicisti quali Jono Manson, Paolo Bonfanti, Max De Bernardi, John Egenes, Vittorio Alinari, Henry Carpaneto (giusto per citarne qualcuno, fra i tanti), che alle chitarre acustiche ed alla voce di Barotti aggiungono basso, batteria, pedal steel, flauto, organo Hammond, archi, mandolino, piano, clarinetto, chitarre elettriche, slide e resofoniche, in modo da rendere sempre interessanti e personali, anche da un punto di vista strettamente musicale, le varie canzoni. È un disco bello e profondo Pensieri Verticali, uscito ad inizio anno e di cui arrivo a scriverne solo ora, per via dell’enorme mole di dischi che perennemente campeggia sui miei scaffali. Un recupero, si sarà capito, assolutamente necessario.

Lino Brunetti

EMMANUELLE SIGAL “Songs From The Underground”

EMMANUELLE SIGAL

Songs From The Underground

Brutture Moderne/Audioglobe-The Orchard

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Ha girovagato per mezzo mondo EMMANUELLE SIGAL: nata in Israele da genitori francesi, vi ha vissuto per 13 anni, prima di intraprendere una serie di spostamenti che l’hanno portata prima a Parigi con la madre e poi a risiedere, nell’ordine, a Bolzano, Berlino e Venezia. Il suo ultimo approdo – temporaneo? – dove vive tutt’ora, è Bologna. Proprio lì vicino, a Lido di Dante in provincia di Ravenna, nello studio Al Mare, ha realizzato Songs From The Underground, il suo disco d’esordio, dopo che in passato aveva avuto una prima esperienza con un’ensemble gypsy-jazz di Bolzano e aveva partecipato all’ultimo disco dei Sacri Cuori, Delone, nel quale figurava quale cantante ed autrice delle parole di Seuls Ensemble. Proprio i Sacri Cuori – Antonio Gramentieri (chitarra elettrica, basso VI), Francesco Giampaoli (basso, piano elettrico, percussioni), Diego Sapignoli (batteria e percussioni) – insieme a Marco Bovi (chitarra acustica, banjo, mandolino), appaiono come musicisti ed arrangiatori (Gramentieri e Giampaoli anche come produttori) delle 10 belle canzoni scritte da Emmanuelle per questo disco. Ispirati dal romanzo di Dostoevskij “Memorie dal sottosuolo”, questi brani mescolano esperienze personali, storie d’amore e di vita, considerazioni sul come portare avanti la propria esistenza. Nella bellissima Deep Cold Sea, Emmanuelle canta parole che ben sintetizzano il modo in cui guarda alla vita: “Desperation makes us grow/And time will tell us what we need/But till that moment we should live/Without any chains around our feet”. Musicalmente, la sua canzone d’autore si tinge d’influenze passate, in cui appaiono colorature swing, blues, folk. Il bel collage posto in copertina – sempre opera della Sigal stessa – ben illustra i contenuti dell’album, il suo far confluire la memoria nel presente. Il piglio old time e blues con cui il disco si apre (Blues Train), si stempera nei bellissimi ed avvolgenti arrangiamenti di Happiness prima, e tra le spire malinconiche, in cui serpeggia la splendida chitarra di Gramentieri, di Song From The Underground poi. Alcuni pezzi swingano da matti (la divertente e indiavolata Si Le Monde, una One For My Heart Four For His Rum quasi waitsiana, And I’m Dreaming); altri rallentano in forma di ballata (la citata Deep Cold Sea, una All I Ever Wanted a ritmo di cumbia, l’ondivaga My Ass Between Two Chairs, in cui ci s’immagina un dialogo con Charles Bukowski); la stupenda Refugee, messa in chiusura, ha le forme di un blues dalle sfumature klezmer. In tutti i casi, rifulge la scrittura e l’abilità interpretativa della Sigal, graziata inoltre dalla consueta abilità dei Sacri Cuori (e di Bovi ovviamente) nell’arrangiare i pezzi sempre nel migliore e più fantasioso dei modi. In definitiva, davvero un bell’esordio!

Lino Brunetti

Qui di seguito, in esclusiva per Backstreets Of Buscadero, lo streaming dell’album:

GIÖBIA “Magnifier”

GIÖBIA
Magnifier
Sulatron

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Stefano Bazu Basurto (voce, chitarre, ouz, bouzouki, santhur, synth), Saffo Fontana (organo, Moog, voce), Paolo Dertji Basurto (basso) e Pianetgong (batteria e percussioni) sono i GIÖBIA, formazione milanese tra le veterane della scena psichedelica nazionale, anche se ormai dovremmo dire internazionale, visto che suonano regolarmente all’estero e i loro dischi sono da tempo pubblicati dalla tedesca Sulatron Records. Il loro nuovo album, Magnifier, non fa eccezione, è inscatolato in una splendida copertina psych-prog disegnata da Laura Giardino (autrice anche dei testi di alcuni brani) e rischia seriamente di manifestarsi quale il più potente, visionario e riuscito dei loro lavori. Il gorgo in cui ci risucchia fin dall’inizio This World Was Being Watched Closely, trova continuazione in una The Pond che farà impazzire tutti i fan dei White Hills; in una più ondivaga (e sabbathiana) The Stain; nelle allucinazioni space di Lentamente La Luce Svanirà, dalle più marcate striature seventies prog (grazie alle pennellate d’organo); nei riff heavy, comunque disciolti in acide drappeggiature lisergiche, di Devil’s Howl. È a questo punto che, a dare il definitivo colpo di grazia, arrivano i 15 pulsanti minuti di una Sun Spectre vero e proprio space trip in direzione dell’accecante bagliore solare, un groviglio di ipnosi e rilasci ambientali con cui spappolarsi le ultime sinapsi rimaste ancora in funzione. Meno oscura invece The Magnifier posta in chiusura, anche se sempre un prismatico rifrangersi di chitarre liquide, ritmi e tastiere. Noi questa navicella spaziale la prendiamo al volo, augurando anche a voi buon viaggio!

Lino Brunetti