GOD DAMN “Everything Ever”

GOD DAMN
Everything Ever
One Little Indian/Audioglobe

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Considerando che solo solamente un duo – Thom Edward a chitarra e voce e Ash Weaver alla batteria – i God Damn riversano sugli ascoltatori una tempesta elettrica d’incomparabile violenza. Ci avevano colpito con il loro esordio dell’anno scorso, Vultures, rilanciano facendo ancora meglio col nuovo Everything Ever, un disco più riuscito sotto tutti gli aspetti. Prodotte da Ross Orton (Fall, Drenge, Tricky), le tredici nuove canzoni non perdono minimamente in potenza – quel paio di ballate che ci sono, I’ll Bury You e Oh No, sono comunque torturate e seppellite dalla distorsione e solo la conclusiva Easily Misbled ha sonorità più acustiche – ma guadagnano in cura generale, mostrano una scrittura viscerale, ma più consapevole e rifinita e nell’insieme non lasciano indifferenti, soprattutto se siete fan della musica degli anni ’90. Si, perché è agli anni del grunge che guardano i due God Damn, agli ovvi Nirvana, agli Smashing Pumpkins, infilandoci un pizzico di sensibilità garage odierna, dello stoner, qualche riff sabbathiano e un po’ di psichedelia, nel tentativo di mescolare ulteriormente le carte. A rendere particolarmente rimarchevole ciascun brano, c’è poi il fatto che, nonostante il tutto sia rabbioso, abrasivo, metallico e autenticamente devastante, sia evidente una pur perversa qualità pop che, come ai tempi di Nevermind, potrebbe rivelarsi il viatico per una notorietà sempre maggiore. Intanto prossimamente passeranno dall’Italia: varrebbe la pena andare a vederli.

Lino Brunetti

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