ULI JON ROTH “Tokyo Tapes Revisited, Live in Japan”

ULI JON ROTH
Tokyo Tapes RevisitedLive In Japan
UDR 2CD+DVD

uli
Si, lo so che molti di voi storceranno il naso al solo sentire pronunciare la parola Scorpions (chi? quelli di Winds Of Change? Bene o male ti rispondono tutti così) ma non faccio nessuna fatica ad ammettere che io gli Scorpions li ho ascoltati, visti e vissuti nella mia adolescenza, fino a quando negli anni ottanta sono andati musicalmente perdendosi nello show business. In molti strabuzzano gli occhi quando dico loro che Rudolf Schenker li fondò nel 1965 e nel 1969 si aggiunsero il fratello Michael e il cantante Klaus Meine debuttando con Lonesome Crow nel 1972. A quel punto in formazione entrò Ulrich Roth e la band con lui pubblicò quattro dischi (Fly To The Rainbow, In Trance, Virgin Killer e Taken By Force) fino al tour giapponese che produsse il doppio live Tokyo Tapes ma che segnò l’abbandono di Roth e la susseguente formazione del suo gruppo, gli Electric Sun. Grandissimo chitarrista, debitore tanto a Ritchie Blackmore quanto a Jimi Hendrix, con il suo gruppo non ha mai realmente sfondato ma ha sempre avuto un discreto seguito soprattutto nel paese del sol levante. Proseguendo la sua attività come solista ha deciso solo negli ultimi anni di riavvicinarsi alla musica degli Scorpions e di omaggiarla riprendendo quel glorioso live album (che ho ed è completamente consumato) e rivisitarlo con un tour celebrativo. La location è la stessa di Tokyo Tapes vale a dire la Nacano Sun Plaza Hall. Oltre alla sua, sul palco ci sono altre due chitarre (Niclas Turmann, David Klosinski), il basso di Ule W. Ritgen, le tastiere di Corvin Bahn, la batteria di Jamie Little e la voce di Nathan James. La scaletta è simile all’originale ma non uguale, con alcune esclusioni importanti (Steamrock Fever, He’s A Woman, She’s A Man) ma anche alcuni succosi inserti (Longin For Fire) e soprattutto una spettacolare versione della stupenda The Sails Of Charon. Il pubblico giapponese è calmo ed educato, il concerto fa fatica ad incendiarsi anche se il gruppo gira a mille e Roth ha quel piglio da signore d’altri tempi, timido e delicato nelle parole quanto veemente nel torturare la sua chitarra. Non posso non provare ancora emozione nel risentire brani quali We’ll Burn The Sky e Fly To The Raimbow riletti con precisione e feeling, nell’ascoltare la dolce pesantezza di un brano quale Pictured Life, nel rivedere Uli alle prese con quelle canzoni che fecero la storia della band. Ma negli encore non può esimersi di omaggiare il suo idolo ed ecco allora una caldissima versione di All Along The Watchtower e un’altra altrettanto sentita di Little Wing: sono sicuro che Jimi approverebbe!

Daniele Ghiro

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