BILLERI & OMBRELETTRICHE “Giona”

BILLERI & OMBRELETTRICHE
Giona
Fonografica Baroldi

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Valerio Billeri, romano, classe 1972, ha iniziato la sua carriera agli inizi degli anni ’90, dividendosi costantemente tra il classico stile dei nostri cantautori (De Gregori, De André) ed una più ruspante attitudine rock, folk e blues dalle radici americane. La sua è una discografia ricca e frastagliata, messa assieme a suo nome (per quello che riguarda le sortite più acustiche), con l’accompagnamento del gruppo I Pezzi d’Assemblaggio, infine, a partire dal 2015, con alle spalle una band nuova di zecca, le Ombrelettriche. Proprio con questi ultimi – Emanuele Carradori (batteria), Gian Luca Figus (chitarre, tastiere, basso, voce), Fabrizio Frattali (basso), Damiano Minucci (chitarre, slide, banjo), Antonio Zirilli (piano, organo), mentre Valerio tiene per sé chitarre acustiche, armonica e voce, ovviamente – pubblica il suo nuovo album, Giona. Come titolo e copertina fanno intuire, si tratta di un lavoro che mette il mare al centro dell’esistenza dei suoi personaggi. Il tono è opportunamente letterario, come si conviene ad un album che trae ispirazione da Moby Dick e dai quadri di Turner, con epici racconti di caccia alla balena e di lavoro, e anche se l’attualità c’entra solo per via traverse, non si può fare a meno di pensare alle storie di migranti delle quali quasi giornalmente ci troviamo a leggere, in filigrana quantomeno nell’accorata ballata pianistica Ulisse, quasi waitsiana a suo modo. Musicalmente il disco è vario e cesellato con perizia. Mette in mostra sia la scrittura classica di Billeri, che il sound caldo e organico di una band capace di passare dal blend chitarristico younghiano dell’ottima title-track, ai toni sospesi dell’elettroacustica Pequod; da una ballata che sa di Dylan come Scuotivento, ad un blues acustico (a cui io avrei aggiunto un’esplosione elettrica nel finale) come Dietro La Porta. Una slide guitar accarezza il romanticismo avvolgente di Sta Scendendo SeraPrima Di Casa prende la forma di un boogie blues dalle reminiscenze statetrooperianeZong, a colpi di banjo e staffilate elettriche, piacerà a chi ama i 16 Horsepower; Era Soltanto si tinge dei suoni del Mediterraneo e delle coste nordafricane; in chiusura, Van Gogh (sogno n°44) rilascia un fugace flash onirico. Un bel disco di cantautorato rock maturo, per un autore, Billeri, che merita di essere scoperto da tutti gli estimatori del genere. Giona è tra gli apici della sua discografia.

Lino Brunetti

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