The Heliocentrics: due imminenti date in Italia

Gli inglesi Heliocentrics tornano in Italia per suonare dal vivo i loro classici, i brani del loro quarto e ultimo album, A World of Masks (uscito a fine maggio scorso per la londinese Soundway Records), e quelli della recente colonna sonora originale del film documentario The Sunshine Makers (dai creatori del premio Oscar Searching For Sugarman), uscita questa estate in edizione limitata in vinile 180 grammi sempre per Soundway Records. Il collettivo di stanza a Londra capitanato da uno dei batteristi più rappresentativi della scena musicale internazionale contemporanea, Malcolm Catto, e dal bassista Jake Ferguson, si esibirà al Rework di Perugia venerdì 12 gennaio e al Biko di Milano sabato 13 gennaio, data che aprirà la stagione 2018 dei concerti del Circolo Arci milanese.
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Fin dagli esordi, il suono degli Heliocentrics ha dimostrato di non conoscere confini tra generi, battendo una strada che fluttua tra jazz, funk, hip hop, psichedelia, krautrock e musica concreta. Lo hanno messo in chiaro a partire dalla prima apparizione del 2006 nell’album di DJ Shadow The Outsider (A&M), a cui ha fatto seguito nel 2007 il debutto Out There per Now Again Records, etichetta sussidiaria della Stones Throw.
 
Il percorso di questo collettivo di virtuosi si è sviluppato e consolidato nel tempo e nei successivi lavori 13 Degrees Of Reality (Now Again Rec., 2013) e From the Deep (Now Again Rec., 2016). Forti di un eclettismo fuori dal comune, gli Heliocentrics si sono da subito messi in gioco collaborando con veri e propri pesi massimi della storia della musica come Mulatu Astatke, pioniere dell’ethio-jazz, LLoyd Miller, jazzista, studioso e massimo esperto di musica medio-orientale, Orlando Julius, padrino dell’afro-soul, e Melvin Van Peebles, il padre spirituale della blaxploitation, con cui hanno firmato l’album The Last Transmission
Nel 2009, Inspiration Information, il disco prodotto con Mulatu Astatke, è stato eletto album dell’anno ai Worldwide Awards di Gilles Peterson, inserito nella lista dei migliori album jazz di tutti i tempi da Jamie Cullum – il celebre cantante, pianista e conduttore radiofonico di BBC2 – e finito nelle playlist di molte testate musicali internazionali.
 
Sono passati quasi quindici anni dalla prima apparizione discografica del collettivo, anni in cui, man mano, intorno a Malcolm Catto e ai suoi musicisti si è aggregato un plotone di fan di prestigio tra cui spiccano Madlib, Gaslamp Killer, MF Doom, Archie Shepp, Marshall Allen (Sun Ra Arkestra) e il compianto David Axelrod, scomparso poco meno di un anno fa. 
 
heliocentricsCon A World of Masks, il collettivo residente al Quatermass Sound Lab – lo studio analogico di East London – ha introdotto una novità rispetto ai precedenti lavori, accogliendo la voce della giovane cantante slovacca Barbora Patkova. Con un groove in continua evoluzione e ritmi che muovono verso dimensioni non ancora esplorate così a fondo, gli Heliocentrics sviluppano e rivitalizzano il concetto di cosmic jazz, tanto che, da qualche mese, si parla di un futuro album in collaborazione con la Sun Ra Arkestra.
 
Gli Heliocentrics si esibiranno al Biko con questa formazione: Malcolm Catto (batteria), Jake Ferguson (basso), Raven Bush (violino, elettronica), Tom Hodges (synth, elettronica), Barbora Patkova (voce), Dan Smith (chitarra), Ade Owusu (chitarra). 
A World of Masks e The Sunshine Makers sono distribuiti in Italia da Audioglobe. 
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BEST OF THE YEAR 2017

Quando ormai ne avrete lette di tutti i tipi e non ne potrete più, ecco che arrivo pure io con la mia lista di fine anno. Stilare queste classifiche è da tempo quasi una piccola impresa. Qual’è, ad esempio, il criterio più giusto da adottare nell’operare queste scelte? Da tempo ascolto centinaia di album all’anno e, nonostante ciò, quello che arriva alle mie orecchie è giusto una goccia nel mare. Essendo una lista personale, a parte il mio gusto, anche quest’anno mi sono basato sulle frequentazioni, ovvero quei dischi a cui, prima ancora che per lavoro, mi sono dedicato continuativamente per puro piacere. In un primo momento avevo messo giù una lista veramente lunghissima – potete farvene un’idea ascoltando la playlist che troverete alla fine di questa breve introduzione – poi, revisione dopo revisione, sono arrivato alla trentina di titoli di seguito elencati. Il fatto è che, al contrario degli anni precedenti in cui ero riuscito a identificare chiaramente due/tre titoli chiave, per me il 2017 è stato un anno colmo certamente di gran bei dischi (tanti, forse pure troppi), ma nessuno a cui affibbiare inequivocabilmente il titolo di disco dell’anno (guardando alle classifiche che si trovano in giro sembrerebbe che questo titolo debba andare al nuovo lavoro di Kendrick Lamar, un album che io, però, ho sentito a malapena una volta e che, quantomeno per quello che riguarda il versante strettamente musicale, non m’è sembrato proprio nulla di speciale). Diciamo che se dovessi proprio sbilanciarmi riducendo ulteriormente la lista, indicherei come top i cinque album che sotto troverete separati da tutti gli altri. Per il resto, il mio consiglio spassionato è quello di esplorare e frequentare la playlist, da usare sia per ricordare le tante uscite dell’anno che, magari, chissà, fare qualche nuova scoperta (che è un po’ l’uso che faccio io delle playlist degli altri). Buon ascolto!

Lino Brunetti

TOP 5 (in ordine alfabetico)

ALGIERS – The Underside Of Powers

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THE DREAM SYNDICATE – How Did I Find Myself Here

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KING KRULE – The Ooz

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LCD SOUNDSYSTEM – American Dream

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THE WAR ON DRUGS – A Deeper Understanding

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Gli altri 25 (in ordine sparso)

GODSPEED YOU! BLACK EMEPEROR – Luciferian Towers

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THE NATIONAL – Sleep Well Beast

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THE NECKS – Unfold

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CESARE BASILE – U Fujutu Su Nesci Chi Fa

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THE BLACK ANGELS – Death Song

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FEIST – Pleasure

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ST VINCENT – Masseduction

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JANE WEAVER – Modern Kosmology

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ANDREA LASZLO DE SIMONE – Uomo Donna

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FATHER JOHN MISTY – Pure Comedy

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MICHAEL CHAPMAN – 50

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TY SEGALL – Ty Segall

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SLEAFORD MODS – English Tapas

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THE HELIOCENTRICS – A World Of Masks

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THE MAGNETIC FIELDS – 50 Song Memoir

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RICHARD DAWSON – Peasant

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PROTOMARTYR – Relatives In Descent

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MOUNT EERIE – A Crow Looked At Me

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ALDOUS HARDING – Party

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JULIEN BAKER – Turn Out The Lights

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KEVIN MORBY – City Music

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KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD – Flying Microtonal Banana

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JOHN MURRY – A Short History Of Decay

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ENTRANCE – Book Of Changes

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METZ – Strange Peace

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Una ristampa

HÜSKER DÜ – Savage Young Dü

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Concerto dell’anno

NICK CAVE & THE BAD SEEDS, 6 novembre, Mediolanum Forum, Assago (MI)

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Foto di Rodolfo Sassano