CAVE IN “Final Transmission”

CAVE IN
Final Transmission
Hydra Head

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Per misurare l’integrità dei Cave In bisogna ritornare all’anno 2003 e all’uscita di Antenna per una major come l’RCA. Quello era un signor disco, la giusta summa del loro percorso precedente, dopo essere partiti aggressivi e molto metal, lentamente evolutisi verso un indie prog di notevole fattura. Successo commerciale ma poi al rifiuto della casa discografica di pubblicare il successivo Perfect Pitch Black, decisamente più duro e con il ritorno in grande stile del cantato growl, decidono di ritornare indipendenti con Hydra Head. A quell’album farà seguito, ben sei anni dopo, White Silence, ancora più duro ed intransigente. Stephen Brodsky (voce, chitarra) Adam McGrath (chitarra) John Robert Conners (batteria) e Caleb Scofield (voce, basso) si danno ad altri progetti (Mutoid Man, Old Man Gloom, Zozobra) senza mai dichiarare morta la band e si ritrovano a Boston nel febbraio 2018 per registrare un nuovo album. Dopo aver registrato per tutto un weekend Caleb se ne ritorna a casa nel New Hampshire: sarebbe stata l’ultima volta che i quattro avrebbero suonato insieme. Il giorno dopo Stephen, Adam e John ricevono un messaggio da Caleb con un memo vocale allegato: è l’idea per una nuova canzone nel quale Caleb suona una chitarra acustica e canticchia una melodia che pari pari diventa la struggente title track di Final Transmission posta in apertura del nuovo disco. Il 28 marzo 2018 infatti Caleb Scofield muore in un incidente d’auto ed ora i restanti tre membri con l’aiuto di Nate Newton (Converge) completano quelle tracce suonate lo scorso anno. Tutto questo per raccontare la storia del disco perché per descriverne la musica basta veramente poco: il disco è strepitoso, un ritorno alle sonorità spaziali di Jupiter, mescolate a tanto progressive metal completamente privo di tecnicismi inutili quanto noiosi, qui tutto è diretto e scintillante, dalle melodie vocali alla chitarra, fino ad incursioni ancora nel post hardcore. Un grande ritorno e solo il futuro potrà dirci se avrà un seguito, lo spirito di Caleb vive tra questi solchi. 

Daniele Ghiro

BAD RELIGION “Age Of Unreason”

BAD RELIGION
Age Of Unreason
Epitaph

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Anche Greg Hetson se ne è andato ed ora in formazione degli originali Bad Religion rimangono solo Greg Graffin e Jay Bentley. Poco male per una formazione che ha saputo rinnovarsi negli anni, inserendo nuovi membri e rinsaldando le fila ogni volta. Il discorso, ad ogni nuovo album, è sempre lo stesso: ne vale la pena? Siamo al diciassettesimo disco, abbondantemente cinquantenni, la panza prominente, le famiglie… il punk, mai sopito, mai abbandonato, mai edulcorato (beh un po’ si dai), ma mai scaduto di tono. Il fatto è che i creatori del punk melodico ancora impietosamente surclassano la pletora di band che hanno avuto in regalo Suffer dal proprio padre quando avevano sei anni. Sarà una questione di attitudine, anzi deve essere per forza quella, perché avere il coraggio di presentarsi ancora sui palchi a suonare questa musica è un atto di devozione al proprio percorso, alla propria vita, passata in giro per il mondo a suonare punk’n’roll. Quattordici pezzi, due brutti: Downfall, superfluo pop e Lose Your Heads inutile e sdolcinata, il resto è Bad Religion cento per cento. Anzi diciamo pure Greg Graffin cento per cento perché la sua voce è ancora quella che abbiamo imparato ad amare tanti anni fa, le sue melodie possono anche essere già sentite un milione di volte ma le sfumature che ogni volta inserisce sono strepitose e ancora mi fanno amare quei cori infiniti. Su tutte faccio un plauso a Faces Of Grief un brano che ha ancora dentro quella cattiveria hardcore di un tempo, un brano che le band sopra citate ancora fanno fatica a capire, figuriamoci a scrivere. Quindi giù il cappello, niente nostalgia e nemmeno l’ospizio, i Bad Religion sono ancora qui.

Daniele Ghiro

Wøm Fest 2019

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Saranno La Rappresentante di Lista e i Fast Animals and Slow Kids gli headliner del WØM FEST 2019, nei giorni 7 e 8 Giugno nel parco della storica Villa Bottini di Lucca.

In questa edizione il festival di primavera, organizzato dall’associazione culturale WOM, vuole puntare l’attenzione sulla parità tra uomo e donna, dedicando la prima giornata a concerti di voci femminili e la seconda a voci maschili.
Saranno infatti
Emma Morton and the Graces e la giovanissima Boyrebecca ad accompagnare La Rappresentate di Lista il primo giorno, mentre gli esterina e i Metropol saliranno sul palco con i FASK il secondo.

Oltre all’attenzione verso la proposta musicale, il WØM FEST ha voluto sottolineare la cura particolare verso quegli aspetti che potranno rendere migliore possibile l’esperienza del festival per il proprio pubblico.

Scegliere la splendida e accogliente cornice di Villa Bottini, in continuità con le precedenti edizioni, evidenzia l’obiettivo di proporre una location suggestiva, ma anche piacevole e rilassante. Oltre alla Zona Food, con una proposta culinaria variegata e comprendente anche street food di qualità, ci sarà una zona Expo con uno spazio dedicato al vinile e a diverse produzioni artistiche, ad opera di giovani artisti trasversali, tra dipinti e fumetti, stampe e disegni.

L’intenzione del WØM è quella di rendere l’area del festival un luogo ospitale che potrà accogliere il pubblico già dalle ore 18.00, per poter degustare un aperitivo di qualità con la musica selezionata da diversi DJ.

Il WØM FEST vi aspetta venerdì 7 a Sabato 8 Giugno a Lucca!

Biglietto giornaliero: 12 euro + d.p.
Abbonamento due giorni: 20 euro + d.p.
Prevendita: www.diyticket.it/festivals/9/wom-fest