MUDHONEY “Morning In America”

MUDHONEY
MORNING IN AMERICA
SUB POP

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L’ultimo album dei Mudhoney, Digital Garbage, uscito nel 2018, ci mostrava Mark Arm e soci in forma smagliante, niente affatto intaccati dal passare del tempo. Dalle stesse session di quel disco arrivano le sette canzoni che oggi riempono Morning In America, un EP ancora una volta potente e al passo coi tempi. Il fatto è che l’attuale situazione politica americana sta fornendo buon materiale per mantenere alta l’incazzatura della band, che infatti non manca di farsi portavoce di affondi politici sia nel malatissimo blues melmoso che titola il dischetto, che nel punk affilato e fulminante Creeps Are Everywhere, ma in fondo lungo un po’ tutta la scaletta. In parte inediti, in parte provenienti  dagli ormai introvabili singoli usciti assieme all’ultimo album un anno fa, i pezzi che compongono il programma allineano cover per intenditori (Ensam I Natt della band di culto svedese Leather Nun), hard blues velenosi (Vortex Of Lies, la conclusiva One Bad Actor), punk’n’roll che non lasciano scampo come la bellissima Let’s Kill Yourself Live Again, affondi degni dei migliori Stooges come l’acida Snake Oil Charmer. Della generazione grunge i Mudhoney si stanno rivelando non solo la band più longeva, ma anche quella artisticamente più credibile, non mostrando nessun reale segno di cedimento e, anzi, continuando a palesarsi alfieri del più crudo e autentico rock in circolazione. Teniamoceli stretti! 

Lino Brunetti

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