IL NIDO “I piedi della follia”

IL NIDO

I Piedi Della Follia

Gaiden Records

cover x web

Ritornano i funambolici abruzzesi che dopo l’EP dello scorso anno anno si chiudono nello studio di registrazione e in una settimana sfornano I piedi della Follia. E folli lo sono veramente, mischiando con una non misurata dose di pazzia tanti generi che si intrecciano e si rincorrono follemente. Tra aperture sinfoniche (L’inutile epicità) e chitarre punk rumorose (Lex Intro) si innestano sax tromba e tastiere che vagano inquiete in improbabili swing jazzati (Danza Cutturu). Suonato egregiamente e altrettanto egregiamente prodotto, il disco lascia semplicemente sbigottiti, se non perplessi, al primo ascolto. Ma poi si entra in sintonia con questi personaggi che vanno a rispolverare Squallor e Mr. Bungle, il disco si ascolta come puro divertimento, scoprendone a più riprese gli anfratti nascosti. Sorprendenti ma di non facile assimilazione, non abbandonateli con un ascolto superficiale perché potrebbero riservarvi soprese.

Ascoltatelo dal link qui sotto in streaming!

Daniele Ghiro

https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F10669924

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HOT HEAD SHOW “PERFECT”

HOT HEAD SHOW

Perfect

RBL/Tentacle

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Un’amico l’anno scorso mi dice: ascoltati gli Hot Head Show, sono veramente bravi, è la band del figlio del batterista dei Police. Mmm… non amo particolarmente i Police (anche se so che non c’entra nulla) e quindi la notizia non è che mi faccia girare la testa. Poi però bissa con un’altra informazione, decisamente più interessante: sono in tour con i Primus, aprono per loro. Ecco che allora immediatamente si accende una lampadina, perché a Les Claypool si potrebbe imputare di tutto, ma non di essere uno al quale piacciono le cose convenzionali, laccate e fighette. Chissà perché il gruppo del figlio del batterista dei Police me lo ero immaginato così. Sbagliato. Jordan Copeland con il suo trio si tuffa in una sorta di avant jazz dall’attitudine fortemente punk e innonda il tutto da tonnellate di funk caldo e rumoroso. E’ chiaro e limpido il riferimento ai Primus, anche se di quest’ultimi non hanno la cattiveria hard punk, puntando più che altro su ritmi compressi e completamente sballati, su deliziose armonie vocali e su una carica energetica fuori dal comune. Se ci trovate echi dei Birthday Party del buon Nick Cave, di quel pazzo di Captain Beefheart, o dei primi clamorosi lavori dei Red Hot Chili Peppers (che erano un’altra band rispetto a quella attuale) non avete sbagliato direzione, perché è proprio da lì che i Londinesi partono per arrivare a comporre un album che perfetto non è, ma che sicuramente si propone come una delle novità più interessanti dell’anno. Ora non mi resta che augurarvi buon ascolto, potete ascoltare in streaming l’intero album al link che trovate qui sotto.

Daniele Ghiro

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https://soundcloud.com/maggio2013-sei/sets/maggio2013_sei/s-dYe2m

FISHBONE live @ Arci Lo-Fi – 14 novembre 2012

A volte le aspettative per un concerto non sono quelle giuste. Capita di avere una voglia matta di andarsi ad ascoltare un gruppo e se ne esce delusi. Poi ci sono quelle serate in cui ti chiedi: “vado o non vado?”, non è che ne hai tanta voglia, e i motivi possono essere svariati, poi stai a casa e ti penti oppure decidi di passare una serata ad ascoltare musica. Fortunatamente ho deciso di muovere il culo verso il LO-FI per gustarmi i Fishbone e ne sono stato ampiamente ripagato. Non che ci fosse il pienone ma tant’è: io mi sono divertito, stupito e entusiasmato. Inizio un po’ difficoltoso con qualche problema agli ampli e il tecnico del suono decisamente nervoso, poi tutto si è risolto nel migliore dei modi e i sette si sono immessi sulla loro autostrada fatta di funky, swing, ska, rocksteady, heavy metal, hardcore per lasciarla un’ora e quaranta minuti dopo. Dalla formazione originale i superstiti sono solo un’allampanato John Norwood Fisher al basso ed un devastante Angelo Moore, voce, terhemin e sax di ogni tipo. Un’alchimia perfetta ed una macchina sonora impressionante, sia quando tirano fuori quei funky melmosi con la chitarra che straborda sia quando si immettono su swing dai fiati impressionanti. Poi quà e là accelerano e si lasciano andare a furiose escursioni nel punk, senza tralasciare le spruzzate ska ed una latente ma sempre presente dose di rap. Angelo è un cabarettista prestato alla musica, tiene il palco alla grande, canta, soffia nel sax, balla, si dimena, incita il pubblico trovando anche il tempo per una passeggiata di saluto con baci e abbracci al gentil sesso. Una band che a dispetto del lungo periodo di silenzio sembra avere ancora la forza per andare avanti, l’ultimo Crazy Glue ne è una dignitosa dimostrazione, ma non è sulle tracce fisiche che i Fishbone danno il meglio di sé: dal vivo è tutta un’altra storia, particolari, potentissimi, divertenti, ancora in pista e ne sono contento. Pensare che ho rischiato di rimanere attaccato al divano di casa. Mi sarei perso un pezzo di storia.

Daniele Ghiro