MALEDUCAZIONE ALCOLICA “Resto Fuori”

MALEDUCAZIONE ALCOLICA

Resto Fuori

Maninalto!

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Una band di 9 elementi, una sezione fiati notevole e dirompente, una carica selvaggia che non ti abbandona mai, delle chitarre che sanno dare carica e potenza, testi che ovviamente si piazzano su temi sociali visti in maniera diretta o in modo scanzonato ed ironico. Ed una band che si dedica a questo genere, al rocksteady, punk, reggae, ska, di senso dell’umorismo ne deve per forza di cose essere invasa. Poi il disco è suonato benissimo, arrangiato ancora meglio e si avvale di collaborazioni notevoli: per dirne una Stress Homeless con Marino Severini dei Gang è proprio una canzone che va diretta nella direzione della band marchigiana. Ci si districa a zig zag tra scatenati ska con un grande lavoro dei fiati (Una Storia Da Evitare) e trascinanti rocksteady ricchi di grasse chitarre (Notte), tra fulminanti reggae (Marzo) e scanzonati brani dal sapore paesano (Amavi Le Fragole). C’è da divertirsi con Polli Beat, una canzone che ti shaekera completamente, impossibile restar fermi e che credevo fosse la mia preferita finchè non sono giunto al ritornello bomba di Puniscimi, dal taglio punk trascinante. Unico brano un po’ fuori contesto, ma molto bello, è Trash, dura e rappata, che si avvicina ad una versione light degli ultimi Linea77. Insomma, un disco da mettere su quando si ha voglia di ballare e lasciarsi andare, e sono convinto, pur non avendoli mai visti su un palco, che dal vivo potrebbero essere in grado di fare sfracelli.

Daniele Ghiro

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FISHBONE live @ Arci Lo-Fi – 14 novembre 2012

A volte le aspettative per un concerto non sono quelle giuste. Capita di avere una voglia matta di andarsi ad ascoltare un gruppo e se ne esce delusi. Poi ci sono quelle serate in cui ti chiedi: “vado o non vado?”, non è che ne hai tanta voglia, e i motivi possono essere svariati, poi stai a casa e ti penti oppure decidi di passare una serata ad ascoltare musica. Fortunatamente ho deciso di muovere il culo verso il LO-FI per gustarmi i Fishbone e ne sono stato ampiamente ripagato. Non che ci fosse il pienone ma tant’è: io mi sono divertito, stupito e entusiasmato. Inizio un po’ difficoltoso con qualche problema agli ampli e il tecnico del suono decisamente nervoso, poi tutto si è risolto nel migliore dei modi e i sette si sono immessi sulla loro autostrada fatta di funky, swing, ska, rocksteady, heavy metal, hardcore per lasciarla un’ora e quaranta minuti dopo. Dalla formazione originale i superstiti sono solo un’allampanato John Norwood Fisher al basso ed un devastante Angelo Moore, voce, terhemin e sax di ogni tipo. Un’alchimia perfetta ed una macchina sonora impressionante, sia quando tirano fuori quei funky melmosi con la chitarra che straborda sia quando si immettono su swing dai fiati impressionanti. Poi quà e là accelerano e si lasciano andare a furiose escursioni nel punk, senza tralasciare le spruzzate ska ed una latente ma sempre presente dose di rap. Angelo è un cabarettista prestato alla musica, tiene il palco alla grande, canta, soffia nel sax, balla, si dimena, incita il pubblico trovando anche il tempo per una passeggiata di saluto con baci e abbracci al gentil sesso. Una band che a dispetto del lungo periodo di silenzio sembra avere ancora la forza per andare avanti, l’ultimo Crazy Glue ne è una dignitosa dimostrazione, ma non è sulle tracce fisiche che i Fishbone danno il meglio di sé: dal vivo è tutta un’altra storia, particolari, potentissimi, divertenti, ancora in pista e ne sono contento. Pensare che ho rischiato di rimanere attaccato al divano di casa. Mi sarei perso un pezzo di storia.

Daniele Ghiro