END OF THE ROAD FESTIVAL 2013

Dopo aver assistito al Primavera Sound di Barcellona, quest’anno chiuderemo idealmente la stagione dei festival partecipando anche all’End Of The Road, da cui vi faremo avere impressioni, foto ed un completo report. Qui sotto trovate il programma completo, più una serie di link attraverso i quali potrete acquistare gli ultimi biglietti disponibili (nel caso vogliate chiudere le vostre vacanze con un bel festival nel sud dell’Inghilterra), ascoltare dei mixtapes con gli artisti in cartellone, avere tutte le informazioni al riguardo. L’End Of The Road 2013 si terrà dal 30 agosto al 1 settembre nei Larmer Tree Gardens, nel North Dorset.

Per i biglietti qui

Per tutte le info qui, ed in particolare qui per avere informazioni su come raggiungere il festival da Londra

Mixtape #1

Mixtape #2

Mixtape #3

Mixtape #4

EOTR2013_runningorder_final

SAVOIRE ADORE “Our Nature”

SAVOIRE ADORE

Our Nature

Nettwerk/Self

Savoir-Adore

Non è mai facile affrontare criticamente un disco che si pone platealmente quale disco pop, perché, chissà come mai, la tendenza è istantaneamente quella di sottostimarlo, manco la ricerca della più estrema comunicabilità ed immediatezza fosse una colpa. Prendiamo ad esempio questo terzo disco dei newyorchesi SAVOIR ADORE che, ben lungi dall’essere un capolavoro, un pugno di belle melodie le mette in campo. Come approcciarlo? Dal punto di vista dell’originalità dovremmo stroncarlo subito: musicalmente va a pescare un po’ in ogni dove, dal synth pop anni ’80, ad un moderato shoegaze, che il più delle volte si traduce in un guitar pop d’ascendenza sempre molto eighties. Le melodie, cantate a due voci, maschile e femminile, occhieggiano ai girl groups anni ’60, oppure lambiscono il dream pop, arrivando persino ai My Bloody Valentine, purgati ovviamente da qualsiasi tentazione noise. Tutto qui? Si e no, perché poi alla fine, il disco dà ciò che promette e raggiunge i suoi obiettivi: qualche affondo danzereccio e sintetico (il primo singolo Dreamers, l’edonista Regalia, Loveliest Creature), un po’ di pop chitarristico per non inimicarsi gli indie kids più seriosi (Sparrow, Imagination, At The Same Time), un po’ di sixties che non fanno mai male (Anywhere You Go) e un paio di momenti un po’ più introspettivi quali Our Nature e Wild Davie. Hanno un po’ esagerato coi tempi – quasi un’ora è decisamente troppo per un disco del genere – ma se quello che cercate è un album leggero ma ben fatto, una possibilità magari gliela darei.

Lino Brunetti

LIMONE “Spazio, Tempo e Circostanze”

LIMONE

Spazio, Tempo e Circostanze

Dischi Soviet/Audioglobe

Limone

 

Basta uno sguardo fugace al disegno di copertina – opera di Silvia Bresolin – per iniziare a farsi un’idea dei possibili contenuti di questo disco d’esordio di LIMONE, giovane cantautore del Nordest, il cui vero nome è Filippo Fantinato. Ho parlato d’esordio, però non è esattamente alla sua prima esperienza Filippo: inanzitutto ha fatto parte di diverse rock bands del suo territorio (come compositore, cantante e chitarrista) e poi ha sempre messo in piedi tonnellate di registrazioni casalinghe, utilizzate come un vero e proprio sfogo, dovuto all’esigenza di chiarirsi le idee e dare una forma musicale a pensieri e sensazioni sul mondo circostante. Quest’ultima cosa rimane un po’ il leit motiv anche delle canzoni di Spazio, Tempo e Circostanze: i testi di questi brani appaiono sempre, quantomeno apparentemente, molto intimi e personali, e riescono ad essere profondi e sensibili, pur utilizzando un tono ed uno stile spesso svagato, leggero e naif. Sulla stessa linea si muove la parte musicale del lavoro, orientandosi verso un pop limpido e giocoso, per buona parte caratterizzato da sonorità electro, con synth e batterie elettroniche a farla da padrone (manovrate dal co-produttore Leslie Lello). In questi pezzi si parla degli effimeri discorsi da aperitivo, dei sogni di gloria tarpati dal mercato discografico, di condoni edilizi e di quanto è bello abbandonarsi agli amori primaverili. Personalmente, i brani che preferisco sono quelli più introspettivi, anche musicalmente (Proiettile Di LanaChi Sono Io?, per dirne due), ma nell’insieme, pur essendo anni luce dai miei gusti musicali, devo ammettere che quest’album di frecce al proprio arco ne ha diverse. Gli amanti del Samuele Bersani più volatile o del Dente meno malinconico, potrebbero fare con questo disco una nuova scoperta.

Lino Brunetti