Inside Primavera Sound #7

primavera-sound-2018png.jpg

Panoramica sugli artisti della line up del Primavera Sound 2018.

MATTIEL

Al momento questa cantautrice della Georgia non è ancora molto famosa, ma a giudicare dall’omonimo disco uscito su Burger Records nel 2017 – ma in procinto di essere ristampato in Europa su Heavenly Recordings – questo stato di cose è destinato a cambiare. Tra le influenze della sua musica cita Screaming Jay Hawkins, Andre 3000, Jack White, Sister Rosetta Tharpe e gli Staples Singers. Se non bastano questi nomi ad incuriosirvi, date un’occhiata e un ascolto ai video qui sotto.

Annunci

PSYCHO KINDER “Extension”

PSYCHO KINDER
Extension
Alienated/Fonetica Meccanica/Solchi Sperimentali Discografici/Bunker

a1886964831_16

Extension non è il nuovo album degli Psycho Kinder, il progetto musicale guidato e orchestrato da Alessandro Camilletti. Anche se forse non è chiarissimo a guardarne la copertina, questo è un disco in cui vengono presi brani provenienti in larga parte dalle precedenti opere della formazione, per essere poi remixati da artisti quali Valerio Zecchini, Kill You Boyfriend, Celery Price, Michele Caserta, Deca, Degada Saf Faust, Listfrank, Carnera, Miro Snejdr, Andrea Chimenti. Quasi tutte le riletture accrescono la componente elettronica degli originali (molto più goticamente rock-wave) spedendoli in territori alternatamente synth, electro, cyber, dark, industrial, ambient, ebm. Volendo segnalare qualche momento, citerei il lirismo messo in campo da Celery Price in 2009, la siderale stilizzazione con cui Deca ha riletto Oltre Il Tempo, le dilatate sonorità de Il Tramonto dell’Evidente (Carnera) e il romanticismo post che Miro Snejdr ha reso palpabile in Vivo E Invisibile. Zecchini e Chimenti, in apertura e chiusura, hanno invece il ruolo di puri narratori su bordoni ambientali, il primo in Nel Caos Dell’Ecumene, il secondo in Essere. In attesa di un vero nuovo album, un’uscita non del tutto estemporanea, quanto piuttosto l’ennesima certificazione del carattere partecipativo del progetto di Camilletti, oltre che un modo per ricordarne poetica e filosofia.

Lino Brunetti

CACAO MENTAL “Para Extrañas Criaturas”

CACAO MENTAL
Para Extrañas Criaturas
La Tempesta Sur

CM_PEC_Cover_online

Loro la chiamano “Spaghetti Cumbia” e la definizione a guardar bene ci sta tutta. I Cacao Mental sono una nuova formazione nata dall’incontro tra il multistrumentista, produttore e arrangiatore Stefano Iascone (già con Roy Paci e i Figli Di Madre Ignota), il cantante di origini peruviane Kit Ramos e il chitarrista Marco Pampaluna. In Para Extrañas Criaturas, il loro esordio, mescolano brani originali (la maggior parte) e qualche traditional, per affrescare un sound capace di mescolare Sud America e Italia, i ritmi della cumbia con psichedelia ed echi morriconiani (elementi portati soprattutto dalla chitarra twanging di Pampaluna), l’elettronico battito metropolitano e lo sciamanesimo amazzonico. Il risultato di queste alchemiche addizioni è un disco coloratissimo e pulsante, in bilico tra l’electro moderna dell’altrimenti tradizionale El Loro Y La Lora e le spirali lisergiche di Tingo Maria, tra l’hip hop in salsa Talking Heads di Candela e le atmosfere morriconiane delle ottime Ayahuasca Sublime e El Pescador, la seconda in odor di primi Calexico, come pure Viuda Negra, stavolta in versione “fiesta”. Bravissimo Iascone a riempire le varie canzoni coi suoi suoni, in particolar modo una tromba efficacissima in ogni frangente e ottimo anche Ramos con le sue melodie e alcuni passaggi rappati. In Cumbia Triste, il cui titolo dice tutto, appare Davide Toffolo alla voce, mentre altre ospitate sono presenti in un paio di altri pezzi. Qualcosa mi dice che i Cacao Mental rallegreranno non poco, coi loro concerti, l’estate a venire. 

Lino Brunetti

GIORGIO CICCARELLI “Bandiere”

e26ae8a48ef93c20fdb4913286638bf2_350x350GIORGIO CICCARELLI
Bandiere
FMA/Abramo Alliome Edizioni
Se Le Cose Cambiano (2015), il suo disco d’esordio, era stato per Giorgio Ciccarelli soprattutto una ripartenza, dopo la conclusione della sua storia con gli Afterhours, Bandiere è invece un modo per continuare a fare musica secondo modalità per lui nuove e stimolanti, in modo da fare qualcosa di significativo per lui in primis, l’unica via per poter poi comunicare qualcosa di forte anche gli altri. Consolidata la collaborazione con lo scrittore e fumettista Tito Faraci – anche qui autore dei testi – Ciccarelli ha qui vestito le sue canzoni – che di base rimangono rock songs – non solo con chitarre, basso e batteria, ma pure con tonnellate di synth, programmazioni elettroniche, loops, ritmi e suoni sintetici. Mentre i testi affrontano argomenti anche importanti, sia nella sfera pubblica che in quella privata, le musiche propongono un, a tratti roboante, ibrido organico/elettronico, forse non particolarmente originale, ma quasi sempre dritto al punto. Al sottoscritto, in particolare, hanno stuzzicato l’attenzione l’iconico rock chitarristico Voltarsi Indietro, una bella ballata come Conterò I Tuoi No, la chiusa atmosferica e stilizzata di Bandiere. Molte delle altre cose hanno per Ciccarelli lo stesso ruolo che i dischi post Blues Funeral hanno avuto per Lanegan: un modo di provare a suonare rock utilizzando sonorità ad esso (tutt’ora?) distanti. In questi casi l’equilibrio deve essere perfetto e qui ce la si cava discretamente, magari senza farsi mai realmente memorabile, ma neppure deludendo. È ancora un disco di transizione Bandiere, che vede il suo autore ancora alla ricerca di un più definito approdo.

Lino Brunetti

NUJU “Storie Vere Di Una Nave Fantasma”

NUJU
Storie Vere Di Una Nave Fantasma
Manita Dischi

Nuju-cover
I calabresi, ma emiliani d’adozione, Nuju, sono ormai da tempo tra i più credibili eredi di quella musica capace di mescolare folk, rock, punk e reggae, di quel sound un tempo chiamato patchanka e che negli anni, anche nella sua variante combat-folk, qui da noi ha sempre saputo conquistare l’affetto del pubblico. È musica popolare nel senso più ampio e nobile del termine, fatto di storie (e in questo loro sesto album ce ne sono davvero molte e tutte fascinose), racconti, di note e parole che vivono e fioriscono grazie all’inestricabile rapporto che si viene a creare proprio col pubblico. Le dodici canzoni di Storie Vere Di Una Nave Fantasma – tra l’altro splendidamente illustrate dal fumettista Lorenzo Menini in un artwork notevole fin dalla copertina – non vanno troppo al di fuori dai consolidati canoni del genere (al di là dell’uso di qualche synth o di un pizzico di elettronica qui e là), ma mettono in mostra una scrittura sempre sopraffina, un’abilità da performer consumati nel gestire il passaggio tra i pezzi più ritmati e arrembanti e quelli più d’atmosfera, nonché quella varietà di soluzioni che li fa apparire quali i nostri Gogol Bordello, forse pure più bravi degli originali. A partire da quel mix di festa e malinconia che è Burattinaio, passando per una ballata dagli echi waitsiani come Pagliaccio o per il tempo in levare di brani come Tracce Di Coriandoli o di una Glück cantata in tedesco, il disco garantisce un susseguirsi di buone vibrazioni.

Lino Brunetti

Inside Primavera Sound #6

primavera-sound-2018png.jpg

Panoramica sugli artisti della line up del Primavera Sound 2018.

EZRA FURMAN

Il suo ultimo, incantevole album s’intitola Transangelic Exodus. I suoi show sono sempre stati divertentissimi e super rock’n’roll! Insomma, Ezra Furman ha tutte le carte in regola per essere uno dei protagonisti dell’edizione 2018 del Primavera Sound!