BLESSED CHILD OPERA “A Wonderful Breath Of Life”

BLESSED CHILD OPERA
A Wonderful Breath Of Life
Seahorse/Audioglobe

3e4a164dd3a4e8de50dba327d796d56a_238xPaolo Messere è una figura ormai storica dell’underground italiano, attivo da quasi un ventennio sia come discografico (con la sua Seahorse) che come musicista in proprio, principalmente, ma non solo, con la sua sigla storica, Blessed Child Opera. Proprio con questa moniker torna oggi a farsi vivo, con quello che è ormai l’ottavo album di una formazione da sempre osannata dalla critica, ma che a tutt’oggi fatica ad imporsi nei gusti del grande pubblico. Il fatto è che la musica di Messere è sempre stata tutt’altro che immediata, prediligendo atmosfere oscure, forme melodiche non immediatamente memorizzabili, un’impostazione di fondo memore della lezione wave e dark. A Wonderful Breath Of Life è un disco nato di getto, per certi versi quasi neppure preventivato, più simile ad un grumo emotivo da estirpare, che non alla meditata intenzione di reimmettersi sul mercato. Lo confessa lo stesso Messere che qui, come è sua abitudine, ha fatto tutto da solo, lasciando alla sola Rita Saviano il ruolo di ospite esterno nel duetto So What Does It Mean. Disco impetuoso e viscerale, in cui le chitarre e i ritmi si mescolano ad infiltrazioni elettroniche, a degli archi, in un suono che, sia pur allestito dando seguito a quell’urgenza di cui parlavamo, rimane denso e massimalista. La potenza lirica di brani come Tell Me That’s How You Wanted o della chitarristica I Will Return Improvising Something…, si specchia in drammatiche ballate dai drappi wave come Landing, tra le avvolgenti volte di The Beauty & The Beast, in una Maybe I Should Silence Them At All quasi a là Red House Painters. Dark eppure a suo modo arioso, A Wonderful Breath Of Life è un disco compatto e vibrante, nuova testimonianza di un percorso sempre in divenire.

Lino Brunetti

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BLESSED CHILD OPERA “The Darkest Sea”

BLESSED CHILD OPERA

The Darkest Sea

Seahorse Recordings/ Audioglobe

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Da anni il napoletano Paolo Messere è figura importante dell’underground musicale italiano, nelle molteplici vesti di produttore, discografico (sua la Seahorse) e musicista, dapprima in formazioni quali Silken Barb Ulan Bator, poi, dal 2001, a capo dei Blessed Child Opera, senza ombra di dubbio la sua creatura più personale e sentita. In una discografia che, con quest’ultimo, consta ormai di ben sei dischi, Paolo ha costruito un corpus autoriale intenso e denso di grande musica, con una sua sempre marcata coerenza, pur tra i mille cambi di formazione. Il nuovo The Darkest Sea si presenta con una copertina nera ed espressionista, resa affascinante dai disegni di Felice Roscigno, i quali ben introducono ai contenuti dell’album. La base sarebbe come sempre il rock ed il folk americano, ovviamente visto da una prospettiva gotica e profondamente dark. I referenti possibili sono molteplici: da un David Eugene Edwards affiorante in più episodi, al cantautorato sofferto di Mark Kozelek, dalla malinconia folk dei Willard Grant Conspiracy, alle ombre blues di un Hugo Race. Spesso il cuore di queste canzoni è acustico, anche se poi, attorno ad esso, fiorisce un pulsare elettrico e rock, capace d’inglobare anche elementi wave. E se non sempre la scrittura è realmente memorabile, il tutto viene supplito dalla costruzione di un mood unitario ma ricco di sfumature, dal suono veramente evocativo e stellare. Si passa così da ballate dark quali I Had Removed Everything a stilettate rock a là Woven Hand come Blindfold, dalle distorsioni sature di A Lazy Shot In The Belly ad un pezzo degno del migliore Kozelek come In The Morning (I Do Upset The Plans), una delle cose migliori del disco, con un passo ipnotico e mantrico. Ma parlavamo di sfumature diverse: I Look At You (But I Already Know Your Answer) tra rintocchi di banjo ed electronics penetra in oscure ed abissali profondità, sfiorando la ieratica ed allucinata arte dei Current 93; per contro, Friends Faraway ha un più sereno e classico impianto folk, mentre December Wind chiude tra vibrante tensione wave. Registrato in Sicilia, The Darkest Sea guarda oltreoceano virando le musiche di quei lidi in suoni che fanno filtrare ben poca luce. Se gli artisti citati sono nelle vostre corde, una discesa fra queste onde dovrebbe essere di vostro gradimento.

Lino Brunetti