END OF THE ROAD 2013 – UN RACCONTO PER IMMAGINI

senza titolo-124Un po’ come abbiamo fatto per il Primavera Sound, vi raccontiamo qui l’edizione 2013 del bellissimo festival End Of The Road – si tiene nel Dorset, in Inghilterra, ogni anno alla fine di agosto – attraverso una galleria di immagini, rimandandovi ad un più completo report che apparirà sul prossimo Buscadero. Per il momento, buona visione quindi.

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Annie Eve

Annie Eve

Widowspeak

Widowspeak

Diana Jones

Diana Jones

Landshapes

Landshapes

Ralfe Band

Ralfe Band

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Pins

Pins

Pins

Pins

Pins

Pins

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Futur Primitif

Futur Primitif

Allo Darlin'

Allo Darlin’

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Doug Paisley

Doug Paisley

Serafina Steer

Serafina Steer

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Money

Money

Eels

Eels

Eels

Eels

Eels

Eels

Matthew E. White

Matthew E. White

Bob Lind

Bob Lind

David Byrne

David Byrne

St. Vincent

St. Vincent

Savages

Savages

Savages

Savages

King Khan & The Shrines

King Khan & The Shrines

Birthday Girl

Birthday Girl

Fossil Collective

Fossil Collective

Evening Hymns

Evening Hymns

Pokey La Farge

Pokey La Farge

Indians

Indians

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Night Beds

Night Beds

Dawes

Dawes

Dawes

Dawes

Angel Olsen

Angel Olsen

Angel Olsen

Angel Olsen

Leisure Society

Leisure Society

Leisure Society

Leisure Society

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Warpaint

Warpaint

Warpaint

Warpaint

Warpaint

Warpaint

Anna Von Hausswolff

Anna Von Hausswolff

Anna Von Hausswolff

Anna Von Hausswolff

Trembling Bells

Trembling Bells

Trembling Bells with Mike Heron

Trembling Bells with Mike Heron

Mike Heron

Mike Heron

Mike Heron

Mike Heron

Crocodiles

Crocodiles

Barr Brothers

Barr Brothers

Barr Brothers

Barr Brothers

Barr Brothers

Barr Brothers

Barr Brothers

Barr Brothers

Barr Brothers

Barr Brothers

Charlie Boyer & The Voyeurs

Charlie Boyer & The Voyeurs

Charlie Boyer & The Voyeurs

Charlie Boyer & The Voyeurs

Damien Jurado

Damien Jurado

William Tyler

William Tyler

Bo Ningen

Bo Ningen

Bo Ningen

Bo Ningen

Bo Ningen

Bo Ningen

Valerie June

Valerie June

Valerie June

Valerie June

Valerie June

Valerie June

Broken Twin

Broken Twin

Broken Twin

Broken Twin

John Murry

John Murry

John Murry

John Murry

Dinosaur Jr

Dinosaur Jr

Dinosaur Jr

Dinosaur Jr

Barr Brothers with Futur Primitif

Barr Brothers with Futur Primitif

Caitlin' Rose
Caitlin’ Rose

All photos © Lino Brunetti

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PETRINA “Petrina”

PETRINA

Petrina

Ala Bianca Group/Warner

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Si deve probabilmente al variegato background di Petrina, l’eclettica ricchezza di un disco come questo. Intitolato con lo stesso nome della sua autrice, a voler sottolineare la completa identificazione con le canzoni qui contenute, quest’album segue un’esordio autoprodotto, pubblicato quattro anni fa (In Doma). Petrina è una cantante, pianista, tastierista e compositrice assai versatile; con una formazione di pianista classica e contemporanea, fino ad oggi ha saputo spaziare tra diversi ambiti, muovendosi tra jazz ed avanguardia, pop ed il mondo delle colonne sonore, del teatro e dei balletti. Un curriculum che le ha permesso di farsi notare da artisti di grande fama ma di diversissima estrazione, quali David Byrne, Elliott Sharp o Terry Riley. Il suo mondo lo si trova condensato oggi nelle undici tracce qui contenute, un universo continuamente cangiante e non sempre così facilmente afferrabile. Aiutata da musicisti quali Gianni Bertoncini, Alessandro Fedrigo, Niccolò Romanin, Pier Bittolo Bon e dal co-produttore Mirko Di Cataldo, oltre che da alcuni ospiti, come vedremo, qui Petrina ha tentato una sintesi fra le sue diverse anime e fra mondi apparentemente inconciliabili. Sentitevi ad esempio la traccia strumentale che apre il disco, Little Fish From The Sky, dove la partitura pianistica di sapore jazz, viene sostenuta da un tessuto ritmico elettronico drum’n’bass, oppure la raffinatezza pop, eppur assai poco lineare, di The Invisible Circus. Un possibile paragone internazionale che viene in mente ascoltando queste canzoni, è quello con le analoghe ricerche musicali compiute da un’artista quale My Brightest Diamond: anche qui può capitare d’imbattersi in pezzi dal piglio dinamico e rock come Princess (con John Parish alla chitarra) o come la bellissima Sky-Stripes In August, così come in pezzi più “teatrali” e giocati sulle suggestioni e sul rafforzamento reciproco tra testo e musica come in Niente Dei Ricci, in episodi circensi e waitsiani come I Fuochi D’Artificio, così come in sbarazzini e dolceamari numeri pop come nel dittico Vita Da Cani/Dog In Space. Meno interessante, a mio parere, il jazz-funk rappato, piuttosto mainstream, di Denti (chiaramente scelto come singolo), mentre invece sono assolutamenti coinvolgenti sia il racconto poetico di Lina (sottolineato dal piano, gli archi, una fisarmonica, un cameo di David Byrne), che la versione orchestrale di Sky-Stripes In August, approntata con Jherek Bischoff e posta in chiusura di scaletta. Eccellente sia sotto il profilo canoro che musicale, qui e là si riscontra solo una certa freddezza, data forse da un perfezionismo in alcuni casi pure eccessivo. Ma sono forse considerazioni da vecchio rockettaro, il disco è nel suo insieme assai riuscito.

Lino Brunetti