DEVOCKA “Meccanismi E Desideri Semplici”

DEVOCKA
Meccanismi E Desideri Semplici
Dimora/New Model Label

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A dar solo retta al recitato declamante con cui Igor Tosi dà forma plastica ai testi delle undici canzoni qui presenti, un’ascoltatore distratto potrebbe liquidare i Devocka come puri emuli dei Massimo Volume. Proprio questi ultimi vengono in mente quando parte Storia Senza Nome, brano d’apertura di Meccanismi E Desideri Semplici, quarto album, sei anni dopo il precedente, della formazione. E anche se la band di Emidio Clementi viene qui e là evocata, a colpire, alla fine, è invece la qualità musicale dei ferraresi, la potenza fatta sprigionare dai loro strumenti, l’abilità a muoversi lungo registri assai più diversificati di quanto un ascolto superficiale potrebbe far supporre. Al di là della bellezza di brani viscerali quali Bestemmia o Maledetto (quest’ultima con una coda lancinante), piace il modo col quale i ragazzi riescono a districarsi tra le atmosfere più lente e malsane di pezzi come Questa Distinzione o come la bellissima Lezione A Memoria (splendido il giro di basso che sorregge il tutto), col blues di Un Bacio Cieco Interminabile o con la psichedelia di Siamo Già Finiti. Una certa fascinazione per il rock degli anni ’90 rimane sempre in prima linea – è particolarmente evidente in un pezzo dissonante, eppur lirico come Ultimatum Di Un Errore – ma non è l’unico amore, perché anche l’epopea wave/post punk pare essere qui di casa (in questo caso sono da sentire le tastiere di L’Apice Del Masochismo, ad esempio). Nell’insieme, un disco davvero riuscito e d’impatto, che non può che farci salutare con favore il rientro in pista dei Devocka.

Lino Brunetti

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