CAPTAIN MANTELL “Dirty White King”

CAPTAIN MANTELL
Dirty White King
Overdrive, Cave Canem, Dischi Bervisti, Dischi Sotterranei/Goodfellas

captain mantell
Con colpevole ritardo segnalo l’uscita del sesto disco del capitano, alias Tommaso Mantelli, polistrumentista produttore tuttofare veneto. Se già lo conoscete andate tranquilli e sul sicuro, altrimenti potete scoprire con piacere un progetto che ha dalla sua una notevole forza espressiva realizzato con la collaborazione di Mauro Franceschini alla batteria e Sergio Pomante al sax. La loro è una musica oscura e senza una connotazione ben precisa, anche se il lato stoner rock ha una certa prevalenza sul resto (Dirty Withe King). Ma va considerato che è qui presente anche molto blues, seppur trattato sempre con una particolare visione, che di certo non è quella tradizionale alla quale siamo abituati (Stuck In The Middle Ages). La paurosa messa in scena scenografica di Worst Case Scenario/Alone, a me ha ricordato qualcosa che potrebbe essere racchiuso tra i King Crimson e i Cop Shoot Cop, Blood Freezing sgomma sulle strade del grunge e piazza rudezze di contorno. La sua ormai ventennale esperienza in sala di registrazione si sente eccome, ogni suono è posizionato al posto giusto, gli arrangiamenti sono perfetti e se poi vengono combinati con quelli di qull’altro geniaccio musicale di Nicola Manzan agli archi, ne scaturisce la strumentalmente straniante Livor Mortis. Aggiunge talmente tanto canzone dopo canzone che l’intero album ha bisogno di più ascolti per materializzarsi al meglio e coglierne le sfumatura più nascoste. Inner Forest ne è un esempio e anche Days Of Doom con quelle aperture di sax che non ti aspetti aggiunge la zavorra che permette di atterrare su pianeti sconosciuti. Crimsoniana anche In The Dog Graveyard e quando tutto sembra ormai detto, ecco che la conclusiva And Nothing More To Come… Maybe ancora ci fa balzare sulla sedia con una costruzione possente da opera rock, a cavallo tra luci e ombre, stop e ripartenze, sax e mellotron fino ad arrivare alla maestosa e psichedelica coda finale. Di certo una produzione superiore alla media, la conferma che Captain Mantell rimane al top della musica di genere in Italia realizzando il suo lavoro più scuro, duro e completo.

Daniele Ghiro