CLAUDIO LOLLI “Il Grande Freddo”

CLAUDIO LOLLI
Il Grande Freddo
La Tempesta Dischi

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L’uscita de Il Grande Freddo segna, a otto anni dal lavoro precedente, il ritorno discografico del bolognese Claudio Lolli, uno dei più importanti cantautori italiani, nonché un uomo che ha sempre perseguito coerenza morale, artistica, politica e di pensiero. Realizzato grazie ad una riuscita campagna di crowdfunding, Il Grande Freddo è un disco intriso di riflessione malinconica, di disillusa tristezza nel constatare la definitiva deriva politica ed esistenziale dei nostri tempi. Dal punto di vista musicale segna l’importante, nuova collaborazione con il sassofonista Danilo Tomasetta e col chitarrista Roberto Soldati, ritornati a lavorare con Lolli a quarant’anni dal loro precedente incontro, avvenuto nel celebrato, famosissimo album del 1976, Ho Visto Anche Zingari Felici. Le chitarre acustiche ed elettriche di Soldati e il sax di Tomasetta sono elementi essenziali del sound avvolgente ed elegante di queste canzoni profondamente cantautorali, il cui suono organico è poi completato dalla sezione ritmica composta da Felice Del Gaudio (basso e contrabbasso) e Lele Veronesi (batteria e percussioni), nonché dal piano e dalle tastiere di Pasquale Morgante e dagli interventi di qualche altro ospite. La voce di Lolli è placida e carezzevole, adagiata più su una sorta di talking che non in forma di vero cantato. Sia pur tra qualche accelerazione definibile anche come rock, la musica avvolge le parole facendole rifulgere, non rinunciando comunque a porsi attraverso arrangiamenti di grande classe, tocchi strumentali cesellati con impagabile cura, tanto che la conclusiva Raggio Di Sole può essere quasi considerata un pezzo strumentale, sul quale poi Lolli recita teatralmente un racconto dolce, ma colmo di rimpianto e forse un pizzico di rassegnazione. Il Grande Freddo è un disco che riflette sull’oggi, che si chiede come sia possibile la solitudine e l’indifferenza fra gli uomini (Il Grande Freddo), che ti mette di fronte all’ineluttabilità della vita e della morte (La Fotografia Sportiva), che riflette sulle nostre disillusioni (Non Chiedere), sui nostri rimpianti (400.000 Colpi). In testi di grande pregnanza letteraria, appaiono poi dei piccoli ritratti poetici: un partigiano (Sai Com’è), il destino degli uomini soli (Gli Uomini Senza Amore), l’appartenenza politica (Prigioniero Politico), un tragico ritratto femminile (Principessa Messamale). In un disco profondo ed importante, anche l’artwork è stato curato in maniera maniacale: per ogni brano troverete infatti una bellissima illustrazione, delle “finestre pittoriche” come le chiama lui, ad opera dell’artista salentino Enzo De Giorgi, che ulteriore poesia apportano all’intera opera. Un gran bel ritorno davvero, che ovviamente consigliamo.

Lino Brunetti