King Khan LTD live a Milano, 23/4/2019

KING KHAN LTD
MILANO

CIRCOLO MAGNOLIA
24 APRILE 2019

King Khan ha alle spalle una discografia ormai piuttosto nutrita, sparpagliata fra diverse sigle e formazioni – quella probabilmente più nota King Khan & The Shrines – ma sempre in bilico tra garage, punk, soul, rhythm & blues, generi serviti nel più selvaggio, scoppiettante e divertente dei modi.

A Milano si è presentato con un progetto nuovo di zecca, King Khan LTD (dove l’acronimo sta per louder than death), messo a punto con Looch Vibrato Aggie Sonora dei francesi Magnetix (a chitarra e batteria) e Fredovitch  degli Shrines al basso. Garage punk sputato fuori con ugola scartavetrata da grande entertainer e tanto, tanto divertimento. Le foto dovrebbero spiegare più di mille parole! Per loro, in arrivo un disco sulla mitica In The Red.

Tutte le foto © Lino Brunetti

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TY SEGALL & MIKAL CRONIN “Reverse Shark Attack”

TY SEGALL & MIKAL CRONIN

Reverse Shark Attack

In The Red/Goodfellas

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Anche se sarebbe stato lecito crederlo, vista l’incredibile prolificità del soggetto, Reverse Shark Attack non è il nuovo album di Ty Segall, bensì la ristampa, ad opera della benemerita In The Red, di un disco uscito sul finire del 2009, solo in LP, per la piccolissima Kill Shaman. A tenergli compagnia in questa sortita, c’era il vecchio amico e sodale MIKAL CRONIN, cointestatario dell’opera e coautore degli originali in scaletta. Dischetto piuttosto strampalato e bizzarro questo, sia pur irresistibile sotto molti aspetti. Tanto per iniziare dura appena venticinque minuti ed ha una forma a dir poco schizofrenica: i primi sei pezzi sono uno sputacchioso e super eccitante concentrato di garage rock rumorosissimo e lo-fi, che definire selvaggi è poco ma che, altrettanto sicuramente, garantiscono divertimento a profusione. Durata media, inferiore ai due minuti, superati giusto in un paio di occasioni. A seguire, quasi come un intermezzo, c’è un’allucinata e caotica (anche se per molti versi fedelissima) cover di Take Up Stethoscope And Walk, pezzo appartenente al primo repertorio dei Pink Floyd. Consumato anche questo passaggio, l’album si completa con i dieci minuti della title-track, una lunga escursione che alterna garage folk psichedelico, surf indiavolato e momenti rumoristi, per una girandola continuamente cangiante. Che dire? Che gran personaggio Ty Segall!

Lino Brunetti