DESERTION TRIO ” Twilight Time”

Desertion Trio
Twilight Time
Long Song Records

a2583883816_10

Basta scorrere la sua ricca biografia per rendersi conto che non si tratta di un musicista qualunque, ma per capire a quale categoria appartenga Nick Millevoi occorre citare quanto scrisse il critico John Szwed a proposito di Sun Ra, perchè il chitarrista di Philadelphia ha tutta l’aria di “…chi vive la vita jazz, chi abita ai margini della società e dell’arte – gli artisti del turno di notte della vita che diventano famigerati, più che famosi…”. Per quanto pretenzioso, il riferimento non è casuale visto che nel terzo e nuovo album pubblicato con il progetto Desertion Trio, canta Tara Middleton, da anni ormai vocalist dell’Arkestra; senza contare che la musica che riempie Twilight Time pare quasi orbitare tra le visioni astrali e spesso astratte di Sun Ra e le scenografie desertiche dei Calexico o per usare le parole dell’emittente radiofonica NPR “…si colloca esattamente tra le improvvisazioni esplorative dei Crazy Horse di Neil Young e la colonna sonora di uno spaghetti western…”, una posizione che lascia intendere quanto l’opera e l’approccio di Nick Millevoi siano trasversali se non del tutto marginali rispetto al canone jazzistico. In ogni caso, sebbene le dinamiche e i sincronismi espressi in Twilight Time facciano supporre che i presupposti siano quelli di un classico guitar trio, Nick Millevoi ha sempre cercato di esplorare a fondo una terra di nessuno che sta tra jazz, rock’n’roll, folk, noise e avanguardia attraverso svariati progetti e una miriade di collaborazioni che vanno da John Zorn a Chris Forsyth, anche se probabilmente l’idea che sta alla base del Desertion Trio formato con Johnny Deblase al basso e Kevin Shea alla batteria, è quella in grado di garantirgli una maggiore libertà in termini artistici e le migliori opportunità per oltrepassare i confini del circuito jazz. A quanto pare, l’azione del Desertion Trio è almeno riuscita a strappare Millevoi dalle segrete dell’underground in cui ha stazionato finora in veste di chitarrista, compositore e improvvisatore e tutto sommato Twilight Time pare il disco meno criptico e visionario di quanto realizzato fino a questo punto, almeno nelle intenzioni, visto che dovrebbe trattarsi di una raccolta di canzoni. Nulla che vada bene per una qualsiasi festa ovviamente, perchè in Twilight Time tira più aria d’avanguardia che di classifiche pop, nonostante Sleepwalk di Santo & Johnny sia stata una numero uno alla fine degli anni ’50 e Taboo, scritta dalla cubana Margarita Lecuona, perfino il tema di successo di una delle pellicole di James Bond. L’idea era appunto rivisitare dei classici del passato, resuscitandone il fascino e stravolgendone la sintassi, tanto che è difficile supporre che la titletrack facesse parte del repertorio dei Platters, visto che la Middleton la canta come fosse un’inno gospel, Ron Stabinsky ci mette un organo da cerimonia e basso e batteria rumoreggiano in una caotica epifania free. Nemmeno Busy Port di Les Baxter è troppo ortodossa perchè Millevoi lascia da parte la patina esotica dell’originale e la suona come fosse un rocambolesco rock’n’roll di Link Wray, per non parlare di Lullaby Of The Leaves che sembra sfuggita ad un assolo di Dick Dale o della produzione di Joe Meek I Hear A New World che pare echeggiare da una stupefacente galassia lisergica, mentre la splendida interpretazione della cowboy song Red River Valley mescola in maniera affascinante la polvere delle praterie con il sapore inebriante di un margarita, diventando il paradigma dell’estro e della fantasia con cui il Desertion Trio ha riarrangiato il tutto. Non è la prima volta che succede e non sarà nemmeno l’ultima, perchè il passato è fonte inesauribile d’ispirazione, anche se Twilight Time del Desertion Trio non suona affatto come un’operazione puramente nostalgica, ma come un vero e proprio colpo di genio.

Luca Salmini