PINS “Girls Like Us” + LA LUZ “It’s Alive”

PINS

Girls Like Us

Bella Union/[COOP]

LA LUZ

It’s Alive

Hardly Art/Audioglobe

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Già chiacchieratissimo prima ancora di essere sentito – grazie all’EP che l’aveva preceduto e alle esibizioni live – il debutto delle PINS, quartetto tutto al femminile da Manchester, arriva finalmente nei negozi. E’ un disco che non s’inventa nulla Girls Like Us, ma siamo pronti a scommettere che, magari per una sola stagione, il suo segno in effetti lo lascerà. E non solo per una questione di immagine delle ragazze: le loro canzoni sono un sapido melange di garage rock abrasivo, punk velvettiano, surf music tarantiniana, guitar pop virato wave, reminiscenze Jesus & Mary Chain. Con canzoni che raramente superano i tre minuti, anzi, che a volte stanno sotto i due, Girls Like Us è un disco diretto ed eccitante, minimale e stilizzato, colmo in ogni suo angolo di canzoni contrassegnate dalla tipica urgenza giovanile e che a modo loro potrebbero essere tutti singoli perfetti. Sta soprattutto in questo, nella bontà dei loro pezzi killer, la forza delle Pins. Provare per credere!

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Altro quartetto femminile, stavolta però californiano, sono le LA LUZ. Anche loro al debutto, ed anch’esse forti dell’appoggio della stampa locale, con It’s Alive mettono a punto un album con qualche punto di contatto con quello delle Pins, anche se alla fine più platealmente di genere. Riprendono in mano la lezione di gruppi quali Ronettes e Crystals e la inseriscono in elettriche canzoni surf dove ad essere protagonista sono chitarre twanging, strati d’organo e ritmi minimali. Le melodie angeliche poste su ronzii elettrici, a volte, spostano l’asse quasi verso il dream pop (vedi Morning High o What Good Am I?, dove la voce pare essere quasi quella della Sandoval) ma, nell’insieme, a segnare l’album sono le chitarre tremolanti e a rotta di collo di una It’s Alive e le melodie sixties di una memorabile Call Me In The Day. Niente male, ad ogni modo.

Lino Brunetti

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PHOSPHORESCENT live on KEXP

Phosporescent

phosphorescent-muchacho-520Del nuovo album di Matthew Houck aka PhosphorescentMuchacho, abbiamo già detto tutto il bene possibile sul Buscadero, tramite recensione ed intervista. Ci torniamo su ora, giusto per segnalarvi la sua performance negli studi della sempre ottima KEXP Radio di Seattle. Enjoy!

MUDHONEY live on KEXP

Mudhoney

Mudhoney-Vanishing-Point

L’emittente radiofonica di Seattle KEXP Radio, come sarà senz’altro noto alla maggioranza di voi, è famosa per le numerose sessions live realizzate all’interno dei suoi studios e poi postate sul loro sito e sul loro canale YouTube. Il recente, ancora una volta ottimo, nuovo album dei MudhoneyVanishing Point, segna un doppio compleanno: il venticinquesimo anniversario della nascita sia della band, che dell’etichetta a cui quasi continuativamente sono stati legati indissolubilmente durante tutti questi anni, la Sub Pop. Consigliandovi ovviamente di farlo vostro e di andare a vedere i Mudhoney dal vivo, dovessero passare dalle vostre parti, qui sotto trovate il video del loro passaggio negli studi della KEXP. Buona visione!

Lino Brunetti