FUORI LUOGO FESTIVAL

FUORI LUOGO FESTIVAL

14-15-16 giugno 2013

San Damiano d’Asti (AT)

ingresso gratuito

www.fuoriluogofestival.com

FuoriLuogo Festival è ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Officine Carabà

Il comitato organizzatore della seconda edizione è composto da: Marco Avoletta, Rudy Calabrese, Marco Ferrero, Silvia Migliarino, Luca Pozzi e con Marta Rabbione e Federico Sacchi

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Dopo la prima edizione dello scorso anno torna, organizzato dall’Associazione Culturale Officine Carabà, il FuoriLuogo festival, un evento unico in Italia all’insegna della multiculturalità e con un programma di respiro internazionale che attinge dai “salotti buoni” della migliore letteratura, arte e musica europea. Tre giorni ad ingresso gratuito nella splendida cornice del borgo medioevale di San Damiano d’Asti, trasformato per l’occasione in una vera e propria città dell’arte, per un’esperienza a 360 gradi con eventi e mostre che si snoderanno per tutte le sue vie e piazze. Tra gli ospiti musicali diverse band di riferimento a livello internazionale che porteranno sul palco del FuoriLuogo le atmosfere ed il sound dei migliori club europei. Tra di loro Turin Brakes (unica data estiva italiana), Marble Sounds (prima data assoluta in Italia), Smoke Fairies (prima data assoluta in Italia) e James Walsh (già cantante degli Starsailor), affiancati a nomi italiani che hanno saputo conquistarsi seguito e credibilità oltre i confini nazionali, quali Fabrizio Cammarata e King of The Opera. Anche la sezione dedicata agli incontri pomeridiani sarà ricchissima, con ospiti quali l’ex calciatore e commentatore sportivo Jose Altafini, la modella e conduttrice olandese Ellen Hidding, la scrittrice irlandese Catherine Dunne, la storica firma di Rolling Stone UK Peter Murphy, il fumettista belga Philip Paquet e moltissimi altri.

 

Per rendere il festival un’esperienza a 360 gradi non mancherà un’offerta enogastronomica di primissimo livello, a partire dal  “Fuori Menu” proposto ogni sera dalla Proloco di San Damiano, un viaggio culinario del tutto “fuori luogo” tra sapori che non ci si aspetterebbe mai di trovare da una Proloco su una piazza di paese. A completare l’offerta, le zone “Asti Hour” dove si potranno gustare cocktail e ascoltare i concerti a pochi metri dal palco, “Barbera Lounge” uno spazio – incontri in cui ci si può fermare a conversare sorseggiando un calice di vino rosso. Inoltre, Wine Lab in collaborazione con Coldiretti Asti, un workshop che permette di lasciarsi guidare in un viaggio attraverso la conoscenza del vino.

 

Da un punto di vista concettuale gli incontri saranno divisi in sezioni tematiche: “fuori di testo” è la sezione dedicata agli incontri per i bambini, mentre “il pesce fuor d’acqua” vedrà l’incontro con un personaggio che si racconta o esprime una posizione controcorrente per stimolare dibattiti. “Luoghi non comuni” prevede convegni e seminari che conducano alla scoperta di nuovi punti di vista, “trappola per topos” racconterà personaggi attraverso incontri, reading e esibizioni originali, mentre “visioni e revisioni” racchiude  esposizioni e installazioni di illustratori, fotografi e artisti accomunati dal gusto per la sorpresa e la rielaborazione visiva. Infine “stereo-tipi” proporrà concerti ed esibizioni live di band e musicisti in grado di portare al festival le atmosfere e il sound dei migliori club europei. Un focus particolare verrà dedicato anche ai due paesi ospiti, l’Olanda e l’Irlanda (in collaborazione con le rispettive ambasciate), con le sezioni “Tuliplano” e “Il cielo sotto l’Irlanda”.

 

In tutto il borgo di San Damiano durante i tre giorni del festival sarà presente grazie a PlaceJam il free wi-fi, con alcune interessanti iniziative collegate tra cui “Instareportage”, in cui saranno gli stessi spettatori a diventare reporter del festival pubblicando le proprie foto su Instagram, le migliori delle quali verranno premiate e “Under my Umbrella” in cui Davide De Martis, resident artist del Festival, realizzerà una serie di inusuali ritratti fotografici degli ospiti del Festival. Anche i più piccoli potranno trovarsi infine a loro agio nello spazio “Il vizio del gioco”, pensato appositamente per loro.

 

“Il principio ispiratore del FuoriLuogo è quello della divulgazione della cultura come elemento indispensabile al miglioramento della qualità della vita. Cultura generatrice di stimoli e curiosità. Cultura come arricchimento. Clichè e luoghi comuni da sfatare e suggestioni da contrapporre a una crisi ormai non solo economica – raccontano gli organizzatori del festival -, a partire dall’idea di portare un festival di stampo internazionale in un comune di 8000 abitanti. Se a posteriori la prima edizione può essere letta come una sorta di episodio pilota, di esperimento utile a mettere a fuoco gli obiettivi e per capire la direzione da intraprendere, con la sua seconda edizione il FuoriLuogo Festival desidera mantenere una continuità con quanto di positivo e apprezzato c’è stato, lavorando sulla crescita e lo sviluppo di nuovi aspetti e percorsi creativi. Musicisti, scrittori, artisti e ospiti internazionali di ogni genere, alcuni di fama riconosciuta e altri forse meno noti al grande pubblico, ma con una certezza ad accompagnare le intenzioni degli organizzatori e una linea guida del festival precisa: è attraverso il contatto con nuovi linguaggi e l’ibridazione scaturita da viaggi inediti che si crea dialogo e crescita culturale. Al festival parteciperanno musicisti di caratura internazionale, presenze fisse nei più importanti festival europei, con anteprime esclusive e prime esibizioni italiane; sarà possibile seguire incontri e dibattiti con esponenti di primo piano della letteratura, artisti, giornalisti e personaggi che riveleranno aspetti inediti della propria storia, senza tralasciare l’approfondimento di argomenti sensibili. Due Paesi Europei ci faranno conoscere meglio la loro cultura, ci sarà la possibilità di partecipare a laboratori, attività, mostre e performance visuali che potranno coinvolgere anche il pubblico, senza far mancare l’attenzione per i più piccoli. Tutto con un progetto di crescita consapevole e costante, mantenendo forte il legame con il territorio e l’atmosfera intensa e raccolta dell’esordio, ma con l’ambizione di inserirsi nel circolo dei piccoli festival europei caratterizzati da una forte identità. Questa è la nostra sfida e se passerete a trovarci ne farete parte anche voi. Benvenuti.”

 

PROGRAMMA DEL FUORI LUOGO FESTIVAL 2013

 

VENERDI 14 GIUGNO

 

ore 17.30 IL BATTESIMO DEL PESCE ROSSO (Piazzetta Giroldi)

ore 18.30 “Tuliplano” – LE MIE FINESTRE NON HANNO BISOGNO DI TENDE con Ellen Hidding e Lorenzo Scoles

(Piazzetta Giroldi)

ore 19.30 “Il pesce fuor d’acqua” – INCREDIBILE AMICI! con Jose Altafini e Nicola Roggero (Piazzetta Giroldi)

ore 20.30 “Fuori menu” (Piazza Alfieri)

ore 21.30 “Stereo-tipi” – KING OF THE OPERA (Piazza Libertà)

ore 22.45 “Stereo-tipi” – TURIN BRAKES (Piazza Libertà) unica data Italiana

 

SABATO 15 GIUGNO

 

ore 10.30 WINE LAB (Cortile Via Carlo Botta)

ore 16.30 “Sotto il cielo d’Irlanda” – GIORNATACCIA A BLACKROCK con Kevin Power e Stefano Calafiore

(Piazzetta Giroldi)

ore 17.30 “Fuori di testo” – LA MIA PICCOLA OFFICINA DELLE STORIE con Davide Ruffinengo (Cortile Via Carlo Botta)

ore 17.30 “Tuliplano” – VISTI DA LORO E VISTI DA NOI” con Ronald Giphart, Aart Heering e Pier Luigi Vercesi

(Piazzetta Giroldi)

ore 18.30 “Sotto il cielo d’Irlanda” – DONNE ALLA FINESTRA con Catherine Dunne e Noemi Cuffia (Piazzetta Giroldi)

ore 19.30 “Il pesce fuor d’acqua” – TITOLO con Paolo Maggioni e Nicola Roggero (Piazzetta Giroldi)

ore 20.30 “Fuori Menu” (Piazza Alfieri)

ore 21.30 “Stereo-tipi” – FABRIZIO CAMMARATA feat. PAOLO FUSCHI e ADAM DAWSON (Piazza Libertà)

ore 22.45 “Stereo-tipi” – SMOKE FAIRIES (Piazza Libertà) unica data Italiana

ore 00.29 “Stereo-tipi” – PSYCHOTIC INDIE REACTION dj set con LELE ROMA (Piazzetta Giroldi)

 

DOMENICA 16 GIUGNO

 

ore 10.30 WINE LAB (Cortile Via Carlo Botta)

ore 16.30 “Tuliplano” – MATRIMONIO AL MARE E ALTRE STORIE con Abdelkader Benali e Stefano Calafiore

(Piazzetta Giroldi)

ore 17.30 “Fuori di testo” – LA MIA PICCOLA OFFICINA DELLE STORIE con Davide Ruffinengo (Cortile Via Carlo Botta)

ore 17.30 “Il pesce fuor d’acqua” – IL PARADISO DEI DIAVOLI con Franco di Mare e Sergio Miravalle (Piazzetta Giroldi) (da confermare)

ore 18.30 “Sotto il cielo d’Irlanda” – JOHN IL VISIONARIO con Peter Murphy, Fabrizio Cammarata e Carlo Bordone (Piazzetta Giroldi)

ore 19.30 “Il pesce fuor d’acqua” – DIRECTION HOME (VIAGGIO NELL’ITALIA DI ADRIANO OLIVETTI) con Le Voci del Tempo (Piazzetta Giroldi)

ore 20.30 “Fuori menu” (Piazza Alfieri)

ore 21.30 “Stereo-tipi” – MARBLE SOUNDS (Piazza Libertà) unica data italiana

ore 22.45 “Stereo-tipi” – JAMES WALSH from STARSAILOR (Piazza Libertà)

LUOGHI ED INIZIATIVE DEL FUORI LUOGO FESTIVAL 2013

VISIONI E REVISIONI

LINUSTRAZIONI
Dal giugno 2009 a oggi, quattro anni esatti di illustrazioni firmate ogni mese da Sergio Ponchione per la storica rivista “LINUS”. Politica, costume, scienza, sport, sesso e molto altro ancora sono i protagonisti delle sue immagini, per la prima volta presentate in una mostra che raccoglie le più memorabili.

IL GIRO DELLE FIANDRE
Philip Paquet, Leen Van Hulst e Judith Vanistendael. Tre artisti tra i piu apprezzati e innovativi dell’attuale panorama belga. Immagini, tavole e illustrazioni in una selezione inedita realizzata appositamente per il festival, per un viaggio visivo nel caleidoscopico mondo della narrazione per immagini e della Bande dessinée.

UNDER MY UMBRELLA
Se durante il festival doveste imbattervi in un tizio con un ombrello in mano in una giornata di sole, non vi allarmate, si tratta di Davide De Martis (Agenzia Phos). Influenzato dai caravaggeschi e dalla scuola fiamminga, il ritrattista sardo si pone l’obiettivo di indagare l’animo umano attraverso i suoi scatti. Come Resident Artist del FuoriLuogo Festival, De Martis aka DeFuntis realizzerà una serie di inusuali ritratti fotografici degli ospiti della manifestazione.

WINE LAB
Nelle mattine di sabato e domenica FuoriLuogo Festival, in collaborazione con Coldiretti Asti, presenta un mini corso per avvicinarsi al vino in maniera consapevole. Wine Lab vuole essere un’occasione per scoprire e condividere la passione, l’amore e la cultura che c’è alle spalle di uno dei prodotti d’eccellenza del nostro territorio. Un workshop di quattro ore in cui si vuole offrire un approccio sano e appassionato al consumo del vino, strumenti di conoscenza di base da raggiungere attraverso il racconto, la spiegazione e l’assaggio. Quasi una suggestione sensoriale per ricordare che il vino è cultura, è entusiasmo, è piacere, è un corollario di orizzonti che hanno a che fare con il bello e il vivere bene. Che insomma, in nessun modo può essere trasformato in un mezzo per eccedere perché significherebbe non aver capito nulla di quello che c’è nella bottiglia.

Per iscrizioni scrivere a info@officinecaraba.com

IL VIZIO DEL GIOCO
Dal cuore del festival, bastano pochi passi sotto i portici di via Roma per ritrovarsi in un cortile tramutato in un’oasi d’intrattenimento e apprendimento ludico per bambini dai 3 ai 99 anni. Un laboratorio didattico a cura dell’associazione Gam che durante i tre giorni, dalle 18,00 alle 22,00, sarà il riferimento per i più piccoli ma non solo.

INSTAREPORTAGE AND PHOTOWALK
Muniti di smarthphone e installata l’applicazione Instagram, FuoriLuogo Festival, InstagramersASTI e weLand vi invitano a partecipare a due eventi nell’evento. Per tutta la durata della manifestazione sarete una sorta di reporter del festival attraverso i vostri scatti, ognuno dei quali dovrà essere pubblicato su Instagram e dovrà contenere i tags #igersfuoriluogo + #igersasti. Le foto raccolte verranno proiettate durante il festival e nei giorni successivi le cinque fotografie più belle saranno pubblicate sui nostri profili social e premiate. Alle 10,00 di domenica, appuntamento per il Photowalk alla scoperta degli scorci suggestivi di San Damiano. Le fotografie del Photowalk potranno partecipare al concorso internazionale Wiki Loves Monuments di settembre 2013. Maggiori informazioni su queste iniziative sui nostri account social network.

ASTI HOUR – L’aperitivo di frutta
Asti Hour è lo spazio che fronteggia il main stage. Un cocktail-bar sulla piazza dove alla sera è protagonista la musica. È una zona dove ritrovarsi e intrattenersi prima dell’inizio dei concerti, oppure dove fermarsi per ascoltare e scoprire le band ospiti del festival restando in un ambiente dall’atmosfera rilassata anche se a pochi passi dal palco. Nel tambler drink a bassa gradazione, attorno il piacere di stare insieme e godersi al meglio quello che accade al festival. Qui la giornata del festival allo stesso tempo vive il suo momento focale e si conclude.

BARBERA LOUNGE
Barbera Lounge è lo spazio in cui si svolgono gli incontri del pomeriggio ma non solo questo. Si tratta di un luogo raccolto in cui sostare per conversare sorseggiando un calice di Barbera d’Asti d.o.c.g. Situato in modo che ci si possa sentire nel cuore del festival pur trovandosi in una piccola piazza che si svela all’improvviso, dove è impossibile non volersi fermare. Un contesto leggero e rilassato eppure caldo come i colori che lo tratteggiano, un’enoteca sotto le stelle in cui è possibile lasciarsi guidare in un viaggio attraverso la Barbera d’Asti d.o.c.g., oppure fare nuovi incontri, ritrovare gli artisti al termine di un incontro o rimanere a chiacchierare fino a tardi. È qui che ci si può ritrovare al termine della giornata per dirsi buonanotte.

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BEST OF THE YEAR 2012 – Lino Brunetti

Come è tipico di ogni fine anno, è giunto il momento dei bilanci. E dunque, come è stato questo 2012 in musica? Partiamo da una considerazione generale: ormai da tempo è impossibile identificare, non dico un album, ma anche solo uno stile, che possa essere rappresentativo dell’anno appena trascorso. Le tendenze musicali, che sono comunque propense a ripetersi ciclicamente, sono da tempo esplose in miriadi di rivoli che, lungi dal potersi (se non in sporadici casi) definire nuovi, hanno perso pure la loro capacità di caratterizzare un’epoca. Se un lascito ci rimarrà di questi anni di download selvaggio e strapotere della Rete, sarà quello di un azzeramento dell’asse temporale, non più verticale bensì orizzontale, dove passato, presente e futuro convivono allegramente assieme in una bolla dove non c’è più nessuna vera differenziazione. Lo si evince dall’enorme numero di ristampe, deluxe edition, cofanetti celebrativi, ma pure dalle musiche contenute nei dischi dei cosidetti artisti “nuovi”, talmente nuovi che a volte suonano esattamente come i loro omologhi di quarant’anni fa. In questo scenario, le cose migliori nel 2012 sono arrivate in larga parte proprio dai grandi vecchi o comunque da artisti sulle scene ormai da parecchio tempo. Bob Dylan è tornato con un disco stupendo, Tempest, celebrato (giustamente) ovunque. Non gli è stato da meno Neil Young che, assieme ai Crazy Horse, ha assestato due zampate delle sue, prima con le riletture di Americana, poi con le cavalcate elettriche di Psychedelic Pill. Dopo due ciofeche quali Magic Working On A DreamBruce Springsteen se ne è uscito finalmente con un disco vitale, intenso, potente sotto tutti i punti di vista. Magari imperfetto, di sicuro non un capolavoro, Wrecking Ball è comunque un album di grandissimo livello, che ha riposizionato il Boss ai livelli che gli competono. Rimanendo sui classici, bellissimo il nuovo Dr. John (Logged Down), splendido il Life Is People di Bill Fay, di gran classe il Leonard Cohen di Old Ideas (un disco che comunque io non ho amato pazzamente come altri hanno fatto), mentre solo discreto è stato il Banga di Patti Smith. Per la serie “e chi se l’aspettava?”, credeteci o no, è ottimo invece il nuovo ZZ TopLa Futura, band a cui la produzione di Rick Rubin ha fatto un gran bene. Ma non solo i “grandi vecchi” ci sono stati, anche se sempre tra i veterani  si è dovuto andare a cercare le cose migliori. Partiamo da quello che è senza dubbio il mio disco dell’anno, The Seer degli Swans, un triplo LP magnetico, ottundente, potentissimo e visionario. Poi, in ordine sparso, il sorprendente ritorno sulle scene dei Godspeed You! Black Emperor (‘Hallelujah! Don’t Bend! Ascend!), i Giant Sand sempre più Giant di Tucson, i loro fratelli Calexico con Algiers, i Dirty Three di Towards The Low Sun, gli Spiritualized di Sweet Heart Sweet Light, i Sigur Ros di Valtari, i Lambchop di Mr Mil Mark Stewart di The Politics Of Envy, i redivivi Spain di The Soul Of Spain, i Mission Of Burma di Unsound, gli Om  di Advaitic Songs, Dirty Projectors di Swing Lo Magellan. Deludente il ritorno dei PiL, decisamente buoni quelli di Jon Spencer Blues ExplosionLiars, EarthBeach House (sia pur meno efficace degli album precedenti), Six Organs Of AdmittanceAnimal CollectiveNeurosis, UnsaneThe Chrome CranksThee Oh SeesGuided By Voices (ben tre dischi!), Woven HandGrizzly BearPontiak (memorabile il loro Echo Ono, e non solo perché hanno avuto la bontà di mettere una mia foto sulla copertina della versione in vinile), la doppietta Clear Moon/Ocean Roar dei Mount Eerie, il Moon Duo di Circles, i Tu Fawning di A Monument, i Peaking Lights di Lucifer. Dagli artisti solisti non moltissimi dischi da ricordare a mio parere: di sicuro lo è quello di Hugo Race & Fatalists (We Never Had Control), tra le cose migliori dell’annata, anche superiore al Blues Funeral della Mark Lanegan Band (comunque bello), ma lo sono pure la doppietta di Chris Robinson Brotherhood, i due dischi di Andrew Bird (soprattutto Break It Yourself), l’esordio del leader dei Castanets come Raymond Byron & The White Freighter (Little Death Shaker) ed il The Broken Man di Matt Elliot. Ancora meglio ha fatto il gentil sesso: per una Cat Power a fasi alterne (Sun, solo parzialmente riuscito), ci sono state una Fiona Apple in odor di capolavoro (The Idler Wheel…), una grandissima Ani Di Franco (Which Side Are You On?), la sorprendente Gemma Ray (Island Fire), le sorelline svedesi First Aid Kit (The Lion’s Roar), la Beth Orton di Sugaring Season. Tra le nuove band, la palma di rivelazione dell’anno se la beccano i grandissimi Goat di World Music, seguiti a ruota dai The Men di Open Up Your Heart, dai Big Deal di Lights Out, dagli Islet di Illuminated People, dai Fenster di Bonesdagli Allah-Las e dalla Family Band di Grace & Lies. Tra le cose più sperimentali, vetta incontrastata allo Scott Walker di Bish Bosch, un disco per nulla facile ma di una intensità rarissima. In campo improvvisativo, grandi cose sono arrivate dagli svizzeri Tetras (Pareidolia il titolo del loro album). Altri dischi da non dimenticare, Effigy dei Pelt, msg rcvd dei Neptune, Fragments Of The Marble Plan degli AufgehobenWe Will Always Be di Windy & Carl. E l’Italia? Certo, anche l’Italia ci ha dato grandi cose. Gli Afterhours hanno pubblicato uno dei loro dischi più belli di sempre, Padania. Potente e visionaria l’opera in due parti degli Ufomammut, così come Il Mondo Nuovo de Il Teatro Degli Orrori. E poi: Sacri Cuori (Rosario), King Of The Opera (Nothing Outstanding), Father Murphy (Anyway, Your Children Will Deny It), Paolo Saporiti (L’ultimo Ricatto), Ronin (Fenice), Mattia Coletti (The Land), manZoni (Cucina Povera), Xabier Iriondo (Irrintzi), Sparkle In Grey (Mexico), Guano Padano (2), Calibro 35. E chissà quante altre cose mi son perso o avrò dimenticato! Qui sotto, la selezione della selezione. Ed ora, prepariamoci al 2013!

SWANS “THE SEER”

GOAT “WORLD MUSIC”

FIONA APPLE “THE IDLER WHEEL…”

PONTIAK “ECHO ONO”

GODSPEED YOU! BLACK EMEPEROR “‘ALLELUJAH! DON’T BEND! ASCEND!”

AFTERHOURS “PADANIA”

TETRAS “PAREIDOLIA”

MOUNT EERIE “CLEAR MOON/OCEAN ROAR”

HUGO RACE FATALISTS “WE NEVER HAD CONTROL”

THE MEN “OPEN UP YOUR HEART”

SCOTT WALKER “BISH BOSCH”

BRUCE SPRINGSTEEN “WRECKING BALL”

BOB DYLAN “TEMPEST”

NEIL YOUNG & CRAZY HORSE “AMERICANA/PSYCHEDELIC PILL”

FIRST AID KIT “THE LION’S ROAR”

GIANT GIANT SAND “TUCSON”

BOX SET: CAN “THE LOST TAPES”

KING OF THE OPERA “Nothing Outstanding”

KING OF THE OPERA

Nothing Outstanding

La Famosa Etichetta Trovarobato/Audioglobe

Fino ad oggi, per veicolare la sua musica, il ventiseienne Alberto Mariotti aveva utilizzato lo pseudonimo di Samuel Katarro. Chiunque segua, anche solo distrattamente, la scena musicale indipendente italiana, non avrà potuto non imbattersi in questo nome, visto che i suoi due dischi – Beach Party del 2008 e The Halfduck Mystery del 2010 – sono stati tra i più chiacchierati ed osannati dalla stampa negli ultimi anni. Non un abbaglio critico, giacché davvero la miscela di blues, psichedelia acida, folk, pop barrettiano e rock indipendente messo a segno in quei dischi, si è palesata quale una ventata di creatività ed aria fresca da far rizzare non poco le orecchie. Qualche mese fa, pubblicando prima il semi bootleg dal vivo Live At The Place e poi l’antologia (in digitale) The Death Of Samuel Katarro, Mariotti dava il via ad una nuova fase della sua carriera musicale, stavolta sotto la denominazione King Of The Opera. A giustificare il cambio d’intestazione, vi è una revisione dei canoni musicali fin qui proposti, anche se i musicisti che lo seguono in questa nuova avventura sono praticamente gli stessi, ovvero il batterista Simone Vassallo ed il multistrumentista Wassilij Kropotkin (chitarre, violino, piano, tastiere ed effetti). Il blues, che già era in buona parte scomparso nel secondo album, qui è del tutto assente, e lascia il posto a sonorità nettamente più rock. Anche la scrittura stessa dei brani pare muoversi verso territori meno bizzarri, lasciandosi alle spalle le derive barrettiane e watsiane del passato. In un primo momento, questo aspetto, aveva indotto a pensare ad un ridimensionamento del lato più originale della sua musica. Gli ascolti ripetuti hanno però alla fine fugato ogni dubbio: Nothing Outstanding è ancora un disco notevolissimo, probabilmente ancora più solido e lucido dei precedenti, un po’ più istintivi. Lo dimostra subito, del resto, l’attacco con Fabriciborio, un’espansa ballata lisergica, dapprima liquidamente lirica, poi sempre più rock nel suo svolgersi. Worried About, venisse da una band inglese, sarebbe un singolo perfetto: bella melodia in primo piano, stesa su un arrangiamento elettroacustico, reso dinamico da una propulsiva spinta pop-rock. La successiva GD invece rallenta, preferendo virare su malinconici lidi psych-folk, lasciando a The Floating Song il compito di tornare a far vibrare le chitarre, attraverso un pezzo che non poco porta alla memoria i Radiohead più rock, quelli di The Bends per intenderci. Molto d’atmosfera la title-track, guidata da un piano Rhodes e con un mood notturno e sospeso, mentre Heart Of Town è una lunga ballata dai tratti wave, percorsa da lancinanti lamine chitarristiche. Nine-Legged Spider getta un ponte verso le sonorità dei dischi di Katarro, esplicitando scenari da incubo bizzarro, ben sottolineati dal piano e dalla chitarra elettrica. In qualche modo fa lo stesso anche Pure Ash Dream, ma qui il proscenio è preso da un’inquieta filastrocca dark, contrappuntata dallo svisare di un violino e aperta nella seconda parte da un elettrico moto ascensionale, parente di certe cose dei Low. Rimanendo in tema di ponte col passato, la dolce ballata pianistica che chiude le danze, s’intitola The Halfduck Misery, quasi come il suo secondo album. In definitiva, un disco che rimane vario e molto creativo questo primo King Of The Opera, che conferma il talento di un ragazzo che, alla faccia dei tempi grami che stiamo vivendo a tutti i livelli, ha un grande futuro di fronte a sé. Consigliatissimo.

Lino Brunetti