ADAMENNON “Le Nove Ombre Del Caos”

ADAMENNON
Le Nove Ombre Del Caos
Boring Machines

BM074
Partito nel 2006 come progetto black ambient dalle striature droniche ed industriali, nel corso degli anni la musica di Adamennon è mutata sempre più, mantenendo il suo essere sostanzialmente d’umore dark, ma avvicinandosi all’esperienza di formazioni quali i Goblin e di compositori di colonne sonore come Fabio Frizzi e Walter Rizzati. Da tempo si assiste alla riscoperta del nostro cinema di genere degli anni ’70 e buona parte del fascino di quelle pellicole arriva anche dalle musiche che li accompagnavano. Le Nove Ombre Del Caos, in quanto colonna sonora di un ipotetico film in realtà mai girato, si rifà in tutto e per tutto a quell’immaginario e a quelle musiche, dichiarando la sua appartenenza a quel mondo fin dall’artwork e dal poster incluso nel bel digipack in cui è inserito il CD. Adamennon (organo, string machine, basso, synth modulari, batteria e grida), insieme al suo collaboratore Maximilian Bloch (pianoforte, voci, cori, synth) ha qui dato vita a nove tracce (le ombre del caos del titolo) plumbee e oscure, dove è l’organo a farla da padrone e dove lo spettro dei Goblin è ben più che un’aleggiante presenza. Non del tutto assenti, ma comunque tenute a freno entro accettabilissimi confini, le tendenze prog, questi pezzi evocano orrore e morte, sentimenti oscuri e paura, attraverso deliri degni dei film del migliore Dario Argento. Pezzi non solo strumentali, come uno potrebbe supporre, ma anche con parti vocali (anche se la voce è quasi sempre sepolta nel mix), cantate tra l’altro in latino. Volendo sarebbe lecito ritenerlo un esercizio di stile o poco più, ma l’insieme è così efficace che si finisce per non farci caso. Sentitevi la chiesastica litania infernale de Il Risveglio Della Morte Universale, chiusa da bordoni rumoristi, e tremate.

Lino Brunetti

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