MARCO NOTARI “Le Fotografie”

marco notari solo tour

Marco Notari, cantautore del quale qui abbiamo elogiato l’ultimo album, pubblica a sorpresa su youtube una versione chitarra e voce di un brano del suo nuovo disco, attualmente in lavorazione ed in uscita a fine 2014. La canzone si intitola “Le fotografie”, ed è stata registrata in presa diretta nella cascina di Dogliani in cui il cantautore registrerà il suo prossimo lavoro. Nei prossimi mesi Marco Notari sarà inoltre protagonista di un tour in solo, in cui presenterà in anteprima anche alcuni dei nuovi brani.

Queste le prime date confermate del Solo Tour:

  • 24 gennaio BOOKIQUE (Trento)
  • 27 gennaio GATTO’ (Milano)
  • 14 febbraio RATATOJ per M’ILLUMINO DI MENO (Saluzzo – CN)
  • 15 febbraio DIAVOLO ROSSO per TRIBUTO A LOU REED (Asti)
  • 2 marzo PANTAGRUEL (Casale Monferrato – AL)
  • 15 marzo CHUPITO (Perugia)
  • 18 marzo FANFULLA (Roma)

MARCO NOTARI “Io? – Deluxe Version”

MARCO NOTARI

Io? – Deluxe Version

Libellula/Audioglobe

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“Chiuso in una bellissima confezione, arricchita dai disegni di Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione, Io? è il terzo album del cantautore torinese MARCO NOTARI, come sempre affiancato dai suoi Madam (Andrea Bergesio, Pax Caterisano, Luca Cognetti, Roberto Sburlati). Caratterizzate da un tessuto strumentale ricchissimo in cui a rifulgere sono soprattutto il piano, il glockenspiel e le chitarre – ma a cui si aggiungono tastiere varie, fiati, archi, insoliti drum set fatti di scatole di cartone o di tamburi da banda – queste dieci canzoni si segnalano per un sound avvolgente che circuisce l’ascoltatore guidandolo in atmosfere tra l’estatico ed il sognante. E se è facile trovare nel cantato di Marco l’elemento più marcatamente pop, più difficile è definire univocamente le musiche qui contenute, continuamente ondeggianti tra slancio rock e melodia, introspezione folk ed elettronica psichedelica. A tratti, questi brani, potrebbero ricordare un qualcosa a metà tra i Radiohead ed i Sigur Ros, ma sono giusto delle suggestioni per indirizzarvi nella giusta direzione. Tra le altre, ottime davvero Le Stelle Ci Cambieranno Pelle e Hamsik”. Ecco cosa scrivevamo, sulle pagine del Buscadero del settembre 2011, al momento dell’uscita del terzo disco di Marco Notari. Oggi, in occasione della partecipazione del cantautore al concertone del Primo Maggio a Roma, Io? viene ripubblicato – solamente in digitale sul sito dell’artista o su quello dell’etichetta – con l’aggiunta di ben due dischi, Canzoni Segrete, contenente b-sides, demo ed alcune belle cover, e Live @ Ratatoj,registrato chiaramente dal vivo durante una data dell’ultimo tour. E’ così possibile, non solo riapprezzare nuovamente la bellezza di un disco che non ha certo smesso di essere fascinosamente in bilico fra diverse istanze musicali, ma pure recuperare alcuni brani di meno larga diffusione (vedi ad esempio la bella e radioheadiana Thesiger, in origine b-side di Io), assaporare ottime riletture di brani di Vasco Rossi (Jenny è Pazza), Garbo (Un Bacio Falso), Francesco De Gregori (Caterina), Fabrizio De André (Hotel Supramonte), Beatles (Happiness Is A Warm Gun), nonché godere dell’efficacia, dal vivo, di Notari e dei suoi Madam. Insomma, non avete più scuse per non far vostro questo disco! Per info, download e acquisti, qui.

Lino Brunetti

VENUA “Blah Blah Blah”

VENUA

Blah Blah Blah

Libellula/Audioglobe

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L’accoglienza con le melodie brillanti di Lei Dice Ormai, ci parla di un secondo album che fa un bel passo avanti rispetto all’esordio di tre anni fa. E’ il primo pezzo di Blah Blah Blah, nuovo disco dei, parzialmente rinnovati, VENUA di Bergamo. Ai membri storici, Samuele Ghidotti e Jodi Pedrali, si aggiungono oggi Fabio Dalè al basso ed il Jennifer Gentle Marco Fasolo alla batteria e alla produzione del disco. Le sonorità che facevano già bella mostra di sé nel primo album, oggi vengono rilanciate con maggior efficacia, con un suono più rifinito e attraverso una più matura ed oculata scrittura. Le ascendenze rimangono più o meno le stesse: i sixties pop e rock, il surf, un po’ di psichedelia o di blues. Brani come 9 Settembre o Se Vuoi Devi, fanno pensare ad una versione italianizzata degli ultimi Black Keys, Aprile Dolce Dormire, uno dei pezzi più platealmente rock in scaletta, non sarebbe stato male nel disco solista di Jack White, la sbarazzina ed ironica Bang!, al suo mood anni sessanta, aggiunge una sfumatura morriconiana. I sixties furoreggiano inoltre nelle trame della bella Alice, dove è l’organo lo strumento cardine, o nel pop virato surf di Sunday. Solo due, ma di gran livello, le ballate in scaletta: la notturna, con un bel dialogo piano-chitarra acustica, Via Petrarca, e la malinconica Nuova Amsterdam, con un sapido intreccio di chitarre che continua nella psichedelica A Presto.., un po’ la coda strumentale del pezzo precedente. Un disco di svagata ma non disimpegnata leggerezza. Da sentire.

Lino Brunetti

IL DISORDINE DELLE COSE “La Giostra”

IL DISORDINE DELLE COSE

La Giostra

Cose In Disordine Dischi/Audioglobe

Basta una semplice occhiata all’artwork e alla confezione in cui è inserito il CD, per rendersi conto di quanto impegno e passione IL DISORDINE DELLE COSE mettano in quello che fanno: fatto in cartoncino, con un formato 14×19 e con all’interno un libretto con i testi e delle bellissime foto del paesaggio islandese – l’album è stato registrato poco fuori Rejkjavik, nello studio dei Sigur Ros – l’involucro è specchio della sostanza contenuta qui dentro. Il Disordine Delle Cose è un sestetto piemontese, attivo dal 2007 e con già un disco alle spalle che gli ha permesso di girare in tour con gruppi come Marlene Kuntz, Perturbazione, Paolo Benvegnù. A tre anni da quell’esordio, escono ora con La Giostra, opera per la quale hanno pure fondato la loro etichetta personale. Poco fa abbiamo citato l’Islanda; per iniziare a metter giù le coordinate del loro suono, le latitudini del nord Europa indubbiamente sono un riferimento importante. Nella loro musica, infatti, convivono mirabilmente sia le sonorità di un gruppo come i Sigur Ros – dichiaratamente una delle loro band preferite – che quelle del pop-rock e del cantautorato italiano. Si può anzi dire che, proprio in questo melange, risiedano i motivi d’apprezzamento per la loro proposta. Sono canzoni introspettive ed avvolgenti quelle de Il Disordine Delle Cose, arrangiate con cura certosina attorno ai testi, dotati di qualità anche letteraria, di Marco Manzella, e contrassegnate dai suoni del pianoforte e degli archi, con ulteriori sfumature date da tromba, trombone, harmonium, glockenspiel, metallofono. Dicevamo quindi della loro abilità a mescolare elementi italiani e nordeuropei: il primo elemento lo si ritrova nella scansione delle melodie, nella metrica dei testi, nel tono pop vicino a quello di una band quale gli Amor Fou (abbastanza palesemente evocati in un brano come Addio e qui e là lungo la scaletta), il secondo in un uso evocativo ed impressionista delle campiture strumentali (a mò d’esempio, ascoltatevi il tessuto sonoro dell’ottima title-track, dove tra l’altro collabora il noto quartetto d’archi delle Amiina). Forse, in un album lungo quasi un’ora e composto da quattordici canzoni, sarebbe stato lecito aspettarsi qualche variazione d’atmosfera e un po’ di movimento in più (si discostano in parte dal mood generale solo la più ariosa Marionette, la cadenzata La Preda ed uno strumentale intitolato Improvvisazione n.9), ma anche così La Giostra è un album largamente riuscito, che mi auguro faccia conoscere il nome di questa band ad un pubblico il più ampio possibile.

Lino Brunetti