Superorganism live a Milano, 15/11/2018

SUPERORGANISM
MILANO
MAGNOLIA
15 NOVEMBRE 2018

Ecco a voi un racconto per immagini del concerto dei Superorganism al Magnolia di Milano. In apertura c’erano i francesi Pi Jama.

Tutte le foto © Lino Brunetti

DSC_9630

DSC_9635

DSC_9636

DSC_9646

DSC_9659

DSC_9662

DSC_9667

DSC_9679

DSC_9699

DSC_9705

DSC_9707

DSC_9712

DSC_9717

DSC_9725

DSC_9726

 

Annunci

The Pains Of Being Pure At Heart: due imminenti date in Italia

Gli indie rockers newyorchesi The Pains Of Being Pure At Heart stanno per approdare in Italia per due date in cui suoneranno i pezzi dell’ultimo album, The Echo Of Pleasure, e quelli degli altri loro dischi.

preorder

La band sarà lunedì 5 marzo al Magnolia di Milano e martedì 6 marzo al Locomotiv di Bologna.

 

UN ALTRO FESTIVAL 2014 – Magnolia, Milano, 14 – 15 luglio 2014

UN ALTRO FESTIVAL

MAGNOLIA

MILANO

14 e 15 LUGLIO 2014

L’idea, già attuata con maggior sistematicità all’estero, è buona e da usare più spesso: scelti i gruppi atti a formare la line up del festival, li si fa suonare alternatamente in due diverse città. Questo è stato fatto per questa seconda edizione de Un Altro Festival, rassegna musicale su due giorni, divisa appunto fra due città, Milano e Bologna, con line up invertite (la prima serata di Milano era la seconda di Bologna e viceversa, per intenderci). Noi abbiamo assistito all’edizione milanese, svoltasi su due palchi (uno grande, il secondo un po’ più piccolo) al Circolo Magnolia, vicinissimo all’Idroscalo e all’aeroporto di Linate. Non so bene come sia andata a Bologna, ma nel capoluogo lombardo era lecito attendersi una maggiore affluenza di pubblico: le ragioni di un parziale insuccesso – che ci auguriamo non compromettano future edizioni – possono essere diverse, dall’inclemenza del tempo (almeno nella prima serata) ad un prezzo d’ingresso forse un filo eccessivo visti i nomi in campo (anche se immagino bene che meno sarebbe stato decisamente improbabile), per non parlare della vicinanza ad altri e numerosi eventi che, visti i tempi che corrono, impone indubbiamente delle scelte anche agli appassionati di musica. Aldilà di queste considerazioni, Un Altro Festival è stato però un bell’appuntamento, di certo capace di offrire show interessanti e divertenti. La prima sera, aperta dai Kuroma sotto un diluvio biblico, ha visto sfilare l’elettronica danzereccia dei M + A, assurti all’onore delle cronache per essere stati gli unici italiani a suonare quest’anno a Glastonbury (non proprio my cup of tea), e il rock spesso e variegato degli His Clancyness, decisamente bravi nell’offrire buone vibrazioni tramite i pezzi tratti dal loro Vicious. Head-liner della serata erano però Panda Bear e gli MGMT: il primo, già membro degli Animal Collective, ha dato vita ad una quarantina di minuti favolosamente onirici ed intrisi di psichedelia elettronica, affascinanti anche grazie agli ottimi visuals che scorrevano dietro di lui; i secondi, una band che, devo confessare, mai ho frequentato più di tanto, ha invece divertito oscillando tra pop-rock psichedelico, qualche scampolo di electro-pop ed un pugno di canzoni, tra cui molti loro hit, davvero niente male. Per il sottoscritto, era però la serata del 15 quella più interessante, in larga parte all’insegna della neo-psichedelia, a partire dagli italianissimi (e competenti) Foxhound, a cui è spettato il compito di aprire le danze. Dopo di loro i britannici Telegram, moderatamente ruvidi e garagisti, nonché impregnati fino al midollo di aromi ’60s e ‘70s. Stessa cosa che si potrebbe sostenere per i Temples, autori di uno degli esordi più freschi dell’anno e che, forse addirittura inaspettatamente, hanno convinto senza mezze misure, palesandosi quale ottima live band, in grado pure d’imprimere qualche momento improvvisativo alle loro splendide canzoni. Chi temeva di trovarsi di fronte ad un bluff ha avuto modo di convincersi del contrario, probabilmente i migliori di tutto il festival. Non sono stati male, però, neppure i due, veri nomi di punta del Day 2, The Horrors e The Dandy Warhols. I primi, forti di un album riuscito quale il recente Luminous, sono stati in bilico tra la psichedelia pulsante e dalle striature elettroniche delle ultime prove ed il rumore chitarristico del passato; i secondi, da tempo dati per superbolliti discograficamente, dal vivo rimangono una rock’n’roll band divertente ed efficace, con diverse belle canzoni all’attivo, come i super successi Bohemian Like You e Not If You Were Last Junkie On Earth, puntualmente piazzati in scaletta, per la gioia generale. Una piacevolissima e stuzzicante due giorni insomma, a cui speriamo di poter presenziare pure l’anno prossimo!

Lino Brunetti

All photos © Lino Brunetti

A + M

A + M

His Clancyness

His Clancyness

Temples

Temples

Panda Bear

Panda Bear

The Horrors

The Horrors

The Dandy Warhols

The Dandy Warhols

UFOMAMMUT + BOLOGNA VIOLENTA live @ Magnolia – 29 novembre 2012

Come giustamente mi faceva notare il mio amico Lino in quel del Magnolia, per assistere ad un concerto di Nicola Manzan, alias Bologna Violenta, bisogna arrivarci con un minimo di preparazione, altrimenti si rischia di rimanere quantomeno spiazzati davanti alla sua performance. Si presenta sul palco con chitarra, set di pedali e le sue basi, scatenando mezzora di inferno. Il suo grind core, mischiato ad elettronica (“altro che Skrillex” urla) punk, rumore puro, a volte spruzzate classiche, violenza e velocità è un’originale performance ai confini della musica. Poi bisogna riconoscergli grande ironia e un’ottima presenza, con quel suo sinistro fare luciferino, salta, implora drammaticamente pietà a dio, imbraccia un violino e lo tortura, insomma, come detto in apertura anche per chi è avvezzo già alla sua musica si rimane piacevolmente sorpresi. Immagino (e ho origliato) commenti di stupore, ma gli va dato atto di avere una coerenza esemplare nel portare avanti il suo non facile credo musicale. Dopo una breve pausa (insolitamente stringati i tempi questa sera) ecco gli Ufomammut, freschi di contratto con Neurot e di un tour europeo che ha ulteriormente consolidato la loro crescente fama. Si perché dopo la doppia release di Oro, le loro quotazioni sono in netta ascesa e decidono di prendersi un meritato periodo di riposo non prima di aver salutato il proprio paese con quest’ultimo show. Discreta la partecipazione di pubblico e la loro partenza è un diesel che lentamente si mette in moto, fino al raggiungimento del giusto regime e dell’esplosione che puntualmente avviene dopo pochi minuti. La presentazione del loro ultimo lavoro è compatta e sulfurea, suoni possenti e fortemente doom si alternano a piccoli momenti di quiete, spazzati poi via dalle impressionanti accelerazioni che ne caratterizzano il sound. Vita è un batterista che picchia come un dannato, Urlo da sfogo a basso ed headbanging, cimentandosi anche in un cantato proveniente dall’oltretomba, Poia piazza riff a ripetizione scatenando la sua barba contro l’audience. Un volume decisamente alto ma che permette di cogliere appieno tutte le sfumature del loro sound, una partecipazione dei tre caratterizzata da grande impegno (senza spiaccicare una parola, però) catalizzano l’entusiasmo del pubblico che ancora una volta ha avuto la sua sana razione di orecchie fumanti e pesantezze varie.

Daniele Ghiro

Bologna Violenta © Lino Brunetti

Bologna Violenta © Lino Brunetti

Ufomammut (Urlo) © Lino Brunetti

Ufomammut (Urlo) © Lino Brunetti

Ufomammut (Poia) © Lino Brunetti

Ufomammut (Poia) © Lino Brunetti

Ufomammut (Vita) © Lino Brunetti

Ufomammut (Vita) © Lino Brunetti

SoloMacello Fest

Magnolia

Milano

26 giugno 2012

Amo il Magnolia. Un locale unico che ha una marcia in più. Strategicamente posizionato all’interno del parco dell’idroscalo di Milano, con una programmazione estremamente varia ed interessante, sempre in grado di attirare un pubblico assortito che va da quello delle serate danzanti di liscio a quello dei più brutali gruppi grind, in mezzo c’è tanta roba e al Magnolia c’è tutta. Nelle gelide serate d’inverno, quando la nebbia avvolge sinistramente gli alberi che lo circondano sembra di andare a finire nel nulla, fino a quando il covo rosso si materializza tra la bruma ed è pronto ad inghiottirti. Piccolo ma con la dependance per i concerti più numerosi, economico ed accogliente, caldo e fuoco quando fuori i gradi vanno sottozero. Poi d’estate, come il bruco che diventa farfalla, si espande a dismisura sfoggiando tre palchi, tanto spazio e una cucina pronta a fornire vettovaglie e beveraggio con anche il portafoglio che respira, e questo non è un fatto secondario. In questo contesto, prendendo la palla al balzo, una congrega di loschi figuri dediti al turpiloquio e alla blasfemia si sono inventati un festival dedicato alla musica metal, e relative derivazioni. Solo Macello, questa la denominazione dell’organizzazione, nel 2009 ci ha regalato grandi gruppi italiani (ZU, Cripple Bastards, Morkobot) e nel 2010, andando oltre, ha deciso di trasformarlo in un piccolo festival internazionale. Insieme a Ufomammut, Lento, Fine Before You Came arrivano Amen Ra e i fantastici 16 autori di un concerto dall’intensità pazzesca. Il 2011 è l’anno della consacrazione: insieme a una nutrita schiera di piccole e grandi realtà italiane si arriva a proporre Kylesa, Church Of Misery, Russian Circles, Eyehategod e i fantastici Boris che l’anno scorso mi hanno letteralmente ipnotizzato per tutta la durata del loro breve set. Questo è (stato) il MIODI. A sorpresa, e non ne conosco il motivo, quest’anno si cambia denominazione e il festival precedentemente conosciuto come MiOdi si trasforma in SoloMacello Fest. Ma non cambia assolutamente nulla. Il bill è di tutto rispetto e quindi ci approcciamo al Magnolia con ottime prospettive, incontrando i soliti stand goduriosi dai quali attingiamo a piene mani, riuscendo a scovare sempre qualcosa di interessante. Purtroppo mi scuso con Maso e O ma il lavoro mi ha impedito l’arrivo alle ore 19 e quindi mi presento proprio quando i Tons stanno sfrigolando per benino le orecchie ancora distratte dei presenti. Grande impatto il loro e un concerto che conferma live gli ottimi due CD (uno mini) finora pubblicati dalla band. Manco il tempo di riprendersi che sul main stage esplodono i Big Business e sono una bomba sonora. Scott Martin macina riff e se la ride, Jared Warren pompa il basso e urla nel microfono ma non guarda in faccia a nessuno, Coady Willis al solito è una furia e il risultato è una mezz’ora intensissima. Dopo di loro contemporaneamente Johnny Mox e Rise Above Dead, questi ultimi già visti di recente e sempre in continua costante crescita, mentre il noise sperimentale del primo è ben accolto. Arriva il momento dei Gandhi’s Gunn che si confermano un gruppo dalle enormi potenzialità ma che ancora devono aumentare presenza scenica. Le canzoni che hanno da proporre sono però talmente belle che il pubblico applaude e gradisce. Sorry, mi sono perso i Mombu per mangiarmi qualcosa e poi vedermi l’incredibile set di due olandesi, Dead Neanderthal, batteria e sax, che letteralmente distruggono le orecchie dei presenti con la loro proposta anomala ed intrigante. A questo punto sono dispiaciuto ma devo abbandonare purtroppo i bravissimi Squadra Omega (mi rifarò appena possibile perché meritano) a favore dei dirompenti Unsane. Devo ammettere che se proprio devo dire il gruppo che non mi sarei perso stasera avrei detto il loro nome e mi hanno ripagato con tre quarti d’ora sanguinanti ed intensi, di una compattezza senza confini e che confermano Chris Spencer e Dave Curran una macchina da guerra imbattibile. Nicola Manzan con il suo monicker Bologna Violenta riceve ovazioni e scalda a dovere la folla per l’avvento dei Napalm Death. Il main stage del Magnolia, e questa è la sua unica pecca, deve sottostare alle inutili e idiote leggi della limitazione di decibel per spettacoli all’aperto, penalizzando non poco questo tipo di gruppi che fanno dell’impatto sonoro la loro forza. Ma gli inglesi non si perdono d’animo e pettinano a dovere gli ormai stremati metallari, che non paghi di nulla sfogano la loro delusione con buuuu di disapprovazione alla chiusura puntuale delle dodici e trenta. Ma nel frattempo mi sono fatto un giretto anche dai Grime che nel palco esterno riescono a raccogliere una discreta schiera di transfughi dagli headliner e si dimostrano assolutamente in palla. A questo punto il festival è finito, ma Christian (e il nome non poteva essere più inopportuno) continua con la selezione di musica direttamente dalla più scalcinata cantina del SoloMacello, per chiudere la serata ancora ad alto volume. Che dire, una serata prestigiosa e perfettamente organizzata, un concerto che è stato una delizia e senza aver detto che il tutto ci è stato servito alla cifra di quindici eurini. Insomma, perfetto e come ogni evento che si rispetti speriamo di rivederci anche l’anno prossimo. Capisco che la logistica invernale non permette l’organizzazione di un evento del genere a dicembre, ma se magari si riuscisse a farne uno anche all’inizio dell’autunno, tanto per riprenderci dalla fatica delle ferie estive, beh, due SoloMacello all’anno sarebbero ben accetti.

Daniele Ghiro

OFF! + TRASH TALK Live

OFF! + TRASH TALK

Circolo Magnolia

4 giugno 2012

Ah sì… è la stessa sera in cui all’Arena di Milano Rho suonano i Soundgarden… aspetta un attimo che decido… ok, vado al Magnolia, decisione facile facile. Avere l’occasione di ritrovarsi di fronte Keith Morris, fondatore e prima voce dei Black Flag, non capita tutti i giorni. Keith è del 1955, quindi signori fate i vostri calcoli e stupitevi di quanto ancora quest’uomo stà dando all’hardcore. La sua band, OFF! è una sorta di supergruppo composto da Shane McDonalds dei Red Kross (a proposito, sembra che stiano per ritornare insieme), Mario Rubalcaba degli Earthless e Dimitri Coats dei Burning Brides. Niente da dire, una band con i controcazzi e il loro set non delude le aspettative. Una scaletta che praticamente comprende tutta la loro produzione, anche perché i pezzi “lunghi” arrivano al minuto e mezzo, un hardcore vecchia scuola che più vecchia non si può. L’essenza di questa musica viene raccolta in un’ora di concerto, tra serratissimi riff di chitarra, batteria instancabile e le divertenti cazzate di un Morris per nulla stanco, vecchio o intimorito, a suggellare, se mai ce ne fosse bisogno, che la carta d’identità non conta assolutamente nulla se lo spirito è lo stesso… chissà se quei quattro che stanno suonando all’Arena di Milano Rho la pensano così… a vederli non sembrerebbe. Quindi grande serata, OFF! notevoli se non fosse che… prima di loro i Trash Talk da Sacramento, California. Ammetto di averli ascoltati e un po’ snobbati, ma questa sera mi hanno letteralmente aperto gli occhi sulla loro musica, un hardcore moderno, velocissimo, potente e suonato con una violenza devastante. Chitarrista e bassista sono di colore e il primo ha un fisico a dir poco pauroso, è un animale invasato che non sta fermo un attimo, supportato dal cantante che sembra uscito da un gruppo thrash degli anni ’80 e che invece urla come un lupo feroce tra la folla (?) sotto il palco. Si mette in mezzo alla gente, aizza la rissa, si arrampica sulle strutture, porge il microfono a chi vuole cantare. Un set breve ma intenso che ha reso la performance degli OFF! quasi soft (proporzioni, please). Grande serata spaccaossa, due band che insieme se la godono e che mi sono gustato senza rimpianti nei confronti dei quattro spoonman.

Daniele Ghiro