MARCO DENTI “Forze Speciali”

MARCO DENTI
FORZE SPECIALI
Fragile Libri

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Non è il suo primo libro, ma Forze Speciali è probabilmente quello in cui Marco Denti combina l’amore per la letteratura e la passione per la musica con maggior lirismo e brillantezza: del resto basta scorrere una delle tante recensioni, dei tanti articoli o interviste che ha stilato negli anni sulle pagine di diverse riviste specializzate, non ultima la mainstreet a cui fa capo questo blog, per intuire quanto Marco sapesse padroneggiare acume critico e eccellenti qualità da romanziere (attualmente si possono apprezzare le sue critiche letterarie nella sezione libri del sito Rootshighway).

Forze Speciali è un’opera di fantasia ambientata nell’attualità di un conflitto che sconvolge la vita di una metropoli europea: uno scenario apocalittico a cui ci hanno abituato tante drammatiche cronache dal Medio Oriente e dove l’ultima cosa che possa venire in mente è l’organizzazione di un concerto di Bob Dylan. La trama è quindi quella di un romanzo d’azione con il colonnello Blind, veterano appassionato di Delta blues, come protagonista principale, ma a renderla diversa da quella di qualsiasi altro libro di genere sono i tanti contenuti musicali che danno l’impressione che Forze Speciali possa essere la fantasiosa combinazione tra un volume di Fredrick Forsyth e un saggio di Peter Guralnick.

Marco racconta di armi, mezzi, tattiche e regolamenti con perizia e linguaggio da esperto militare, costruendo una storia drammatica e avvincente a cui la musica fa da sfondo attraverso versi di canzoni, citazioni, titoli e nomi di artisti che danno un’identità ai personaggi e alla sua prosa. Di sicuro la scrittura ha il ritmo e la potenza del rock’n’roll: spesso incalzante, a volte forsennata, altre volte malinconica e perfino romantica con dialoghi serrati e una serie di frasi primarie che paiono raffiche di mitra o scariche di tamburi. Nell’intreccio dell’azione si delinea un particolare ritratto di Bob Dylan e della sua musica, eletto a icona, metafora e presenza spirituale nel contesto del libro come nella realtà. In proposito sono davvero d’effetto le pagine cinematografiche che raccontano del concerto, in cui con poche frasi Denti inquadra emozioni, energie, sensazioni e atmosfere che trasformano la cronaca in esperienza.

Le oltre 300 pagine di Forze Speciali si leggono tutte d’un fiato come fossero quelle di un thriller, anche se non rappresentano una celebrazione dell’eroismo, ma piuttosto una malcelata denuncia dell’assurdità e della cieca crudeltà di qualsiasi guerra e dei suoi meccanismi: una tesi che per quanto non smetta mai di essere d’attualità, può sembrare quasi banale, ma che Marco Denti elabora e argomenta con ingegno, passione e in maniera mai banale.

Luca Salmini

EVASIO MURARO “Scontro tempo”

EVASIO MURARO

Scontro Tempo

Vololibero – NdA/Self

SCONTRO TEMPO

C’era grandissima attesa per questo nuovo disco di Evasio Muraro, un po’ perché i suoi due ultimi album – Canzoni Per Uomini Di Latta e O Tutto O L’amore – avevano raccolto il plauso incondizionato della critica e il caloroso apprezzamento del pubblico, e poi perché finalmente si inizia a considerare Muraro per quello che è, ovvero uno dei più talentuosi cantautori della sua generazione, un musicista capace di usare il linguaggio del rock all’interno della grande tradizione della canzone d’autore italiana. Del resto, non è certo un novellino Evasio Muraro; tutti gli appassionati di rock italiano non possono certo dimenticare i suoi esordi con i Settore Out, un gruppo che già in epoca non sospetta, cioè a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, era precursore nel farsi carico del tentativo d’ibridare influenze New Wave e canzone d’autore, così come non ci si può dimenticare della sua militanza nei Groovers o dei dischi realizzati in partnership col di loro leader Michele Anelli. A partire dal 2000, però, il tramite più importante con cui ha espresso le sue idee e la sua arte musicale sono i dischi pubblicati esclusivamente a suo nome che, oggi, con Scontro Tempo, giungono a quota cinque. E’ un lavoro importante Scontro Tempo, curatissimo in tutti i suoi aspetti, siano essi quello dei testi, delle musiche, fino ad arrivare alla confezione elegantissima, arricchita da un libro di 96 pagine, con tutti i testi, molte belle fotografie ed un racconto ad opera di Marco Denti, sul quale torneremo più avanti (un plauso va senz’altro alla Vololibero e a NdA per l’impegno produttivo messo in campo). Tematicamente, il centro focale di buona parte dei testi è il tempo (il nostro ovviamente), affrontato secondo le più diverse angolazioni: il tempo sospeso e non lineare del percorso di una vita (Infinito Viaggio), quello necessario alla riflessione (Scontro Tempo), le malinconiche attese dell’amore (Venti Volte), l’incredibile diversità fra i giorni dei primi e quelli degli ultimi (Giorni), la fuggevolezza e la fragilità della memoria (Il Mondo Dimentica) o quelle dei sogni e del frustrato desiderio di libertà (Contiene Il Cielo), la lunga agonia di chi non ha nulla (Puzzo Di Fame, idealmente dedicata anche al problema degli esodati), il ricordo dolce di un vecchio Maestro (Il Maestro E La Sua Chitarra), la poesia insita nel rimpianto di parole mai dette (Lettera Da Spedire Prima O Poi), la voglia di superarlo il tempo, di andare oltre ogni cosa (Un Grido). Alle canzoni si lega poi Radar, il racconto di Marco Denti citato prima, non un semplice omaggio alle canzoni di Evasio, offerto tramite l’affascinante racconto di un lattoniere che si ritrova a viaggiare nel tempo e a far la conoscenza di personaggi capaci di aprire alla consapevolezza, ma un vero compendio ad esse, con cui si ritrova a cortocircuitare, allargandone confini e significati. Ma anche musicalmente Scontro Tempo è un disco rimarchevole. Prodotto da Chris Eckman dei Walkabouts (con Muraro stesso ed Anelli), propone una musica spesso intima, splendidamente arrangiata, dalle timbriche e dalle sonorità avvolgenti ed affascinanti, merito anche di una band che vede allineate le chitarre di Fabio Cerbone, il basso di Marco “Cucu” Denti, la batteria di Cesare Bernasconi, il sax baritono di Lorenzo Rota e le voci dei Gobar (Cristina Gambalonga, Renato Pacchioni, Paolo Ronchetti), oltre al piano e all’organo di Eckman nella title-track e alla voce recitante del giornalista Gianni Del Savio in Contiene Il Cielo. Bello l’intrecciarsi di chitarre acustiche ed elettriche nella romantica ed elegiaca Venti Volte, esemplare nel fondere rock e canzone d’autore Infinito Viaggio, bellissima e tesa Scontro Tempo, capace di lasciarci perennemente in attesa di un’esplosione elettrica che però non arriva mai. Giorni ha una melodia che rimane subito impressa, Il Mondo Dimentica è intimistica, quasi in punta di piedi, in contrasto col dinamismo rock di Contiene Il Cielo e Puzzo Di Fame, col sax a borbottare tra le righe; all’insegna della semplicità due bellissimi pezzi come Il Maestro E La Sua Chitarra e la conclusiva Il Grido. Davvero un gran disco in definitiva, assolutamente da non perdere.

Lino Brunetti