NADSAT “Crudo”

NADSAT
Crudo
Toten Schwan, Upupa, Vollmer Industries, Koe Low Profile, E’ Un Brutto Posto Dove Vivere, Oh! Dear, Dischi Bervisti

nadsat
La formula del duo chitarra batteria ha fatto molti proseliti, e anche i Nadsat seguono la strada di questa atipica formazione che ha il pregio della spontaneità, ma anche evidenti limiti compositivi. Bisogna quindi a maggior ragione saper catturare l’ascoltatore con qualcosa che non porti a storcere il naso e a stimolarne la noia. Michele Malaguti e Alberto Balboni, rispettivamente chitarra e batteria, ci riescono grazie ad una improvvisazione che non lascia mai spazio a momenti di languida autoindulgenza ma pestando a fondo sul pedale dell’acceleratore, mantenendo viva l’attenzione con articolati rimbalzi ritmici. Il riferimento più evidente sono chiaramente gli ZU, ma nel loro sound viene elaborato un metodo che ha una caratteristica personale nel non affrontare mai per due volte la stessa strada. La musica è potente dura e cruda ma costruita come un improvvisazione free jazz, decisamente progressiva e con chiari riferimenti math. Non certo di facile fruizione, non ci sono ritornelli o pezzi cantati, tutto è strumentale e bisogna prestare attenzione per non perdersi nel loro magma sonico. Ma alla fine è proprio quello che si fa: si abbandona ogni freno e ci si immerge completamente nella melma scura che scaturisce dalle loro note. Ancora una volta la peculiarità di una formazione di questo tipo da i suoi frutti, coglietene a piene mani.

Daniele Ghiro 

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