PAOLO TARSI “I Can’t Breathe”

Il Covid-19 è un virus che può togliere il respiro. Ora, in conseguenza della pandemia, viviamo in un contesto nel quale tutti, chi più chi meno, siamo portati a riflettere su che cosa significhi respirare. Che cosa sia in fondo, davvero, a non farci respirare. 

Nel 2014 un arresto a New York da parte di un poliziotto bianco provocava la morte a Eric Garner al grido soffocato di“I Can’t Breathe”. Ancora, il 25 maggio 2020 è George Floyd, anche lui afroamericano, a implorare il suo “I Can’t Breathe” immobilizzato dalla polizia di Minneapolis.

Un uomo che può morire asfissiato per strada in quanto nero non è libero. Ha bisogno di respirare così come ogni altro essere vivente. L’essenziale, il minimo, è respirare“. 

Con queste parole il musicista Paolo Tarsi ha presentato il suo nuovo EP, I Can’t Breathe, disponibile in digitale su Bandcamp.

In scaletta 5 brani, di cui due inediti, due remix e una nuova versione di Anitya Ma(sk), realizzati con la collaborazione di musicisti quali l’ex Soft Machine Percy Jones, il sassofonista jazz Bruno Spoerri, EmilKr e il rapper Zona MC.

Artwork e video sono curati dall’artista Robert Rossini.

Construction dans l’espace et le silence

Construction dans l’espace et le silence
di Emiliano Zucchini e Paolo Tarsi

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Video artwork di Emiliano Zucchini e sound design di Paolo Tarsi, una collaborazione tra un artista visivo e un musicista, entrambi italiani. L’opera sarà presentata a Kalejdoskop East-West come parte del progetto “From East to West with Love” il prossimo 27 settembre alla Herbert Art Gallery & Museum di Coventry (West Midlands, Regno Unito). Questo lavoro a quattro mani prende forma dalla creazione dello spazio e del silenzio dal nulla. Lo sfondo a scacchiera bianca e grigia nella computer grafica rappresenta il livello alfa/zero, il punto di partenza dell’immagine, la dimensione dove la materia e la natura virtuale prendono forma. Le musiche composte da Paolo Tarsi sono tratte dall’album “Furniture Music for New Primitives” (Cramps/Rara) e vedono la collaborazione di Paolo Tofani (Area International POPular Group), del Quartetto Maurice e di Roberto Paci Dalò che ha realizzato la parte elettronica che accompagna il brano.

Emiliano Zucchini nasce a Frascati nel 1982, vive e lavora a Roma. La sua ricerca artistica spazia tra la pittura, la fotografia, l’arte digitale e la video-arte. Grafico pubblicitario di professione, nel suo lavoro artistico adopera principalmente la computer grafica, con interventi di pittura, e la fotografia manipolata come mezzo espressivo. Negli ultimi anni la sua ricerca affronta il tema della comunicazione e la costruzione dell’immagine attraverso di questa, partendo dallo studio del mezzo analogico (antenna) fino ad approdare al mezzo più comune e attuale del digitale (computer grafica, web, file, etc…). Ha esposto le sue opere alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di San Marino, a Shanghai al Biz Art Center, a Roma presso “una Vetrina”, al Centro Luigi di Sarro ed alla Galleria Sala Uno, a Philadelphia al Crane Art Center, a Milano al Castello Sforzesco e presso lo Studio Barozzi, al GAMC di Viareggio ed in numerosi Festival internazionali, tra i quali il FILE di San Paolo, il Bideodromo di Bilbao, il Filmideo del New Jersey e molti altri.

Paolo Tarsi (1984) musicista e compositore si specializza nello studio della composizione con il premio Oscar Luis Bacalov, in seguito suona con il chitarrista Paolo Tofani nel progetto Area Open Project e con musicisti dell’attuale scena elettronica, jazz e rock provenienti da formazioni quali Area International POPular Group, Afterhours, Litfiba, CCCP, CSI, Diaframma. Ha preso parte in veste di interprete/compositore a perfomance e installazioni presentate in aeroporti, gallerie e musei d’arte contemporanea quali il MAXXI (Roma), il MUSMA (Matera), il Centro Arti Visive Pescheria (Pesaro) e in luoghi di culto della musica contemporanea come lo Spectrum di New York. Dal 2010 fa parte del gruppo Argo con cui pubblica una serie di romanzi collettivi (nel tempo collaborano con Argo personalità quali Edoardo Sanguineti, Marina Abramović, Wu Ming, Michela Murgia, Erri De Luca, Aldo Nove, Paolo Nori, Antonio Rezza e Flavia Mastrella). Nel 2015 pubblica l’album “Dream in a landscape” (Trovarobato Parade) seguito da “Furniture Music for New Primitives” (Cramps/Rara Records) sugli scritti di William S. Burroughs.

Paolo Tarsi in concerto all’Anfiteatro romano di Suasa

Paolo Tarsi in concerto all’Anfiteatro romano di Suasa

Appuntamento a domenica 21 agosto per la seconda edizione di Apriti Sesamo

Accolto unanimemente dalla critica come uno dei dischi più belli degli ultimi mesi, Furniture Music for New Primitives (musica d’arredamento per nuovi primitivi) è il titolo dell’ultimo lavoro del musicista e compositore Paolo Tarsi pubblicato per la collana POPtraits Contemporary Music Collection di Cramps Music e l’etichetta Rara Records. Il concept dell’album ruota attorno al romanzo Le città della notte rossa (1981) di William S. Burroughs, primo volume tratto da The Red Night Trilogy (1981-87), la trilogia dello scrittore Beat che comprende anche Strade morte e Terre occidentali.

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L’uscita segna un ritorno alle origini del minimalismo e come il precedente Dream in a landscape (Trovarobato Parade) vede dialogare piani sonori differenti tra loro. Ad incontrarsi questa volta sono reminiscenze ambient e rock sperimentale, avant jazz e improvvisazione da cui prende forma un collage sonoro che si arricchisce di tantissimi riferimenti. Da John Cage agli Steely Dan, passando attraverso il cut-up burroughsiano con omaggi ai Pink Floyd e alla Pop Art di Roy Lichtenstein. Per il suo titolo l’album prende spunto dalla traduzione in inglese di musique d’ameublement, l’espressione coniata da Erik Satie per definire l’ultima fase della sua produzione (letteralmente significa “musica da arredamento”, talvolta tradotta con “musica da tappezzeria”) anticipatrice concettualmente dell’ambient music di Brian Eno. Ma non solo. È al tempo stesso specchio e metafora di un mondo, quello in cui viviamo, completamente saturo di segnali e modi di comunicare, popolato da creature virtuali che sembrano muoversi come dei nuovi primitivi di fronte alle possibilità tecnologiche del XXI secolo.

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Durante il concerto, che si terrà a Castelleone di Suasa domenica 21 agosto alle ore 21.30 presso l’Anfiteatro romano di Suasa con ingresso libero, Tarsi (hammond, synth, loops) sarà affiancato da quattro strumentisti provenienti dalla scena jazz-rock marchigiana: Ivan Curzi (sax tenore e soprano), Diego Donati (chitarra elettrica), Manuele Montanari (basso elettrico, contrabbasso) e Lorenzo Marinelli (vibrafono, percussioni). Per chi avesse bisogno di un pedigree, i cinque musicisti hanno collaborato, a titolo personale o collettivo, con musicisti provenienti da formazioni quali Area, Afterhours, Litfiba, Diaframma, Calibro 35, CCCP, CSI, Junkfood 4tet, Colours Jazz Orchestra e artisti quali Raphael Gualazzi, Pietro Tonolo e Sebastiano De Gennaro, tra i molti altri.

Accanto a composizioni originali di Paolo Tarsi, per l’occasione saranno proposte anche musiche dei Pink Floyd, la band che ha lasciato il suo segno profondo nel sito di Pompei con il memorabile concerto a porte chiuse del 1971. Come già in quella storica occasione, l’Anfiteatro romano di Suasa sarà una cornice privilegiata per un concerto dalle magiche atmosfere che solo la combinazione unica di un luogo sospeso nel tempo e la grande musica possono riuscire a creare. Un’occasione straordinaria per valorizzare il nostro enorme patrimonio culturale partendo dal passato con una traccia profonda nel presente.

L’evento concluderà la seconda edizione di “Apriti Sesamo” (musica e poesia nei luoghi d’arte della provincia di Ancona), iniziativa nata per fondere il pubblico attento alla cultura che si ascolta con le orecchie (musica, poesia) con quello che ama la cultura che si vede con gli occhi. Due pubblici complementari ma che spesso sono stati tenuti, ingiustificatamente, separati!

In caso di maltempo il concerto sarà posticipato a venerdì 26 agosto. Se persisteranno perturbazioni anche in quest’ultima data, l’evento si terrà il 26 agosto al Cinema Suasa di Castelleone.