PicaPica “Together & Apart”

PicaPica
Together & Apart
Rough Trade Records

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È probabile che nella routine di un musicista in tour le uniche occasioni per socializzare capitino nel backstage di un concerto, perchè è lì che una decina di anni fa sono sbocciate l’amicizia tra la cantante JosienneClarke e la cantautrice Samantha Whates e le inconsapevoli premesse per il nuovo progetto PicaPica, concretizzatosi oggi grazie ai fondamentali contributi del chitarrista Adam Beattie e del bassista e produttore Sonny Johns. Nonostante abbiano impiegato un decennio per realizzarlo, non è difficile intuire quali siano le intenzioni del progetto e cosa abbia ispirato le soffici traiettorie dell’album di debutto Together & Apart, se si considera che, quando è accompagnata dal chitarrista Ben Walker, Josienne Clarke si sente la versione inglese di Gillian Welch e David Rawlings e che Samantha Whates è una folksinger con un repertorio di canzoni in cui “…i fantasmi di Joni Mitchell, Vashti Bunyan e Suzanne Vega sussurrano la propria presenza…”; senza contare che Adam Beattie è un musicista dotato di quello che la BBC definisce “…un grande orecchio per la melodia e un talento naturale per la composizione…” e Sonny Johns è considerato “...il re di Scozia della canzone dolce...”. Visti i presupposti, Josienne Clarke e Samantha Whates devono essersi subito trovate d’accordo quando si è trattato di confrontare le proprie esperienze, le proprie storie e le proprie emozioni per trasformarle in canzoni sospese tra la malinconia del folk e l’euforia del pop con l’aiuto delle idee di un chitarrista estroso come Beattie e degli arrangiamenti di un raffinato produttore come Johns. “…Cantare con Josienne è stata una rivelazione…” dichiara la Whates e l’intesa instauratasi tra le interpreti è chiaramente percepibile nelle celestiali armonizzazioni che riempiono Together & Apart, che si tratti dell’unisono dei vocalizzi gregoriani dell’atmosferica titletrack o dei fragranti ritornelli pop di Seesaw e SuckerPunch, perché nel complesso il disco è musicalmente piuttosto articolato, con arrangiamenti creativi e interessanti soluzioni sonore da less is more, oscillando tra i fragili accordi acustici di un’incantevole Teeth &Chin e i distorti riverberi elettrici di Cast In Stone, tra l’aria esotica delle percussioni di On The Wing e l’umore malinconico di una ballata cameristica come Opposite Song, tra le tensioni alternative di Village Kids e l’ariosa sinfonia elettroacustica di una fragrante Day To Day Parade. A giudicare da quanto si ascolta in Together & Apart, una dicotomia che in qualche modo si riflette sui suoni, sui temi e sulle canzoni, pare che i PicaPica siano riusciti a gestire al meglio il potenziale a loro disposizione per esordire con un disco affatto scontato e decisamente affascinante.

Luca Salmini

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ZEUS! “Opera”

ZEUS!

Opera

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A poco più di due anni dall’omonimo esordio, tornano in azione gli ZEUS!, il duo composto dal bassista Luca Cavina (Calibro 35, Craxi, Incident On South Street) e dal batterista Paolo Mongardi (ex Jennifer Gentle, ora anche in Ronin, Fuzz Orchestra, FulKanelli ed al servizio di molti altri). Sono stati due anni intensi questi per i due, due anni passati a calcare palchi e a continuare a fare musica. Due anni che gli hanno permesso di far conoscere il loro nome anche fuori dai confini italiani, tanto che questo nuovo album, oltre che in Italia ed in Europa, sbarcherà pure negli Stati Uniti grazie alla Three One G di Justin Pearson (Locust, Swing Kids, Retox) ed alla distribuzione da parte di Rough Trade. In Opera, la cifra stilistica del duo non cambia rispetto all’esordio, procedendo piuttosto ad un più lucido affinamento. Nelle undici tracce qui contenute, il basso elettrico di Cavina trafigge coi suoi riff ed i suoi fraseggi metallici, mentre Mongardi dimostra ancora una volta di essere un batterista dalla potenza matematica. In bilico tra hardcore punk, metal e prog, i loro pezzi si stendono compressi ed intricati, violenti ed inarrestabili come Panzer, ma a loro modo raffinati per come sono costruiti in sezioni tutt’altro che semplici o figlie soltanto dell’aggressività. In qualche pezzo Cavina fa filtrare in filigrana la sua voce, che è più un urlo tra gli strumenti, in qualcuno appare un filo di tastiera, il theremin di Vincenzo Vasi o qualche noise ad opera di Nicola Ratti. In Sick And Destroy, il citato Justin Pearson dà sfogo ad una viscerale performance vocale, mentre memorabili sono i titoli di molti dei brani, vedi Lucy In The Sky With King Diamond, La Morte Young, Giorgio Gaslini Is Our Tom Araya, Bach To The Future o Blast But Not Liszt. E’ un disco, questo, che piacerà molto a tutti gli appassionati di musica estrema, a quelli che non hanno mai smesso di seguire tutto quanto sta tra gli Hella e le cose più potenti di John Zorn o Mike Patton. Bella anche la confezione e l’artwork curato da Mongardi e Carlotta Morelli, con gli insetti sul retro che, visto il titolo del disco, non possono che far venire in mente l’Opera di Dario Argento. Produzione, registrazione e missaggio di Tommaso Colliva, mastering dell’espertissimo James Plotkin.

Lino Brunetti