STARCRAWLER “Devour You”

STARCRAWLER
DEVOUR YOU
ROUGH TRADE

de9fe7a4-baf9-4bc1-aa24-f151f15897e8_b318fc3f-7fb5-4a85-aa1f-b51a08baa736_grande

Nonostante i de profundis riguardanti la “morte del rock” e i continui riferimenti alla “scomparsa della musica con le chitarre” continuino a tenere banco sui social e sui media più alla moda, anche il più distratto degli ascoltatori può ben rendersi conto di quante nuove rock band continuino a spuntare ogni giorno, andando tra l’altro a coprire un amplissimo spettro di sonorità e stili. Può anche darsi che tra i giovanissimi non sia più così significativo e popolare, ma insomma il Rock è per fortuna vivo e vegeto. Un bell’esempio ci viene da una band come gli Starcrawler di Los Angeles, già autori di un ottimo esordio, ma soprattutto live band dalle memorabili esibizioni, selvagge, rumorose, divertentissime, contrassegnate da un pizzico di teatralità glam che non fa altro che renderle ancora più piccanti. Quartetto formato dalla filiforme e brava cantante Arrow De Wilde – figlia della grande fotografa e regista rock Autumn De Wilde, a sua volta figlia di Jerry De Wilde, anch’esso fotografo, noto ad esempio per gli scatti fatti a Hendrix e al Monterey Pop Festival – dal chitarrista e cantante Henri Cash, dal bassista Tim Franco e dal batterista Austin Smith, gli Starcrawler magari non s’inventano nulla, ma quello che fanno lo fanno benissimo, mettendo in piedi un sound eccitante, potente, ben scritto, suonato e prodotto con perizia, tale da farti ricordare perché è il rock’n’roll la musica a cui hai dedicato così tanta parte della tua vita. Il fatto è che le melodie cantate dalla De Wilde sono di quelle che ti si appiccicano in testa all’istante, la sezione ritmica pulsa inarrestabile non lasciando scampo e Cash è uno di quei chitarristi mostruosi nel creare riff che sono pura essenza rock’n’roll, tagliandoli poi con assoli stringati e tonnellate di portentosa elettricità. Per rendersi interessanti suonando una musica stra conosciuta, quello che conta sono sempre due cose essenzialmente: freschezza compositiva e canzoni che ti facciano dimenticare che cose simili le hai sentite mille volte. In questo gli Starcrawler sono campioni e Devour You, ci scommetto, è uno di quei dischi che non toglierete più dal lettore, vista la sua mescolanza di classic rock, glam, punk, grunge, pop, indie, il tutto aggrovigliato in canzoni che non potranno fare a meno di continuare a eccheggiare nella vostra testa e farvi muovere il culo. Qui ce ne sono ben tredici e non rinuncerei mai a nessuna di esse. Se avete sentito il singolo Bet My Brains sapete già di cosa parlo, ma per fare la prova del nove sentitevi anche una No More Pennies che sembra uscire dal canzoniere dei migliori Dinosaur Jr, pezzi clamorosi come Rich Taste o Born Asleep, infine una ballata in esplosione caveaiana quale Call Me Baby. Che qualcuno li porti a suonare dalle nostre parti, perché lì è dove danno il meglio.

Lino Brunetti

Inside Primavera Sound #5

primavera-sound-2018png.jpg

Panoramica sugli artisti della line up del Primavera Sound 2018.

STARCRAWLER

Hanno da poco pubblicato un omonimo album col beneplacito di Ryan Adams. Sono i giovanissimi Starcrawler, quartetto di Los Angeles all’insegna del rock’n’roll e del glam, ma soprattutto live band divertentissima e potente. Provare per credere!!