CLAUDIO MILANO / ERNA FRANSSENS AKA KASJANOOVA “Adython”

Claudio Milano / Erna Franssens aka Kasjanoova

Adython

dEN Records

Pubblicato dalla coraggiosa dEN Records e suddiviso in due tracce, Adython approfondisce quella ricerca che il vocalist (cantante in questo caso è riduttivo) Claudio Milano porta avanti da anni con la band Nichelodeon: un progetto realizzato in collaborazione con la scrittrice ed artista belga Erna Franssens aka Kasjanoova, autrice degli immaginifici testi interpretati da Milano. Ne L’Oracolo di Delfi e nella lunga title-track, i brani che compongono il lavoro, Milano esplora territori sonori da cui emergono la ricerca di Demetrio Stratos (da sempre un punto di riferimento), la recitazione di Carmelo Bene e le sperimentazioni di Diamanda Galas: qui la voce si trasforma in un vero e proprio strumento, capace di eccelso lirismo ma anche di violente avanguardie. Le funamboliche ed espressive acrobazie vocali di Milano si stagliano su un’oscuro sottofondo elettronico, fatto di rumori atmosferici, percussioni, voci trattate e scenografici suoni sintetici, elaborato da Attila Faravelli ed Alfonso Santimone, mentre il sassofono di Stefano Ferrian sparge note in libertà nella sulfurea title-track. Sospeso tra musica, teatro, letteratura e poesia, Adython non è un disco facile, più vicino ad una performance d’arte contemporanea che a quanto circola normalmente sulle radio: un lavoro sperimentale e coraggioso, frutto di una passione che merita il prestigio dell’introduzione scritta da Arrington De Dionyso, leader della band avant-rock Old Time Relijun, e contenuta nel booklet.

Luca Salmini

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STEFANO FERRIAN’S dE-NOIZE “Chapter # 2 Lophophora”

Stefano Ferrian’s dE-NOIZE

Chapter # 2 Lophophora

dEN Records

Considerando la visuale ristretta e l’aria stantia che aleggiano sul panorama italiano, l’etichetta discografica dEN Records ha le proporzioni di un sogno: fondata dall’artista Stefano Ferrian per l’autoproduzione dei propri progetti, in breve tempo si è trasformata nella cartina di tornasole della scena avanguardistica milanese, attirando anche l’attenzione di artisti internazionali. L’obiettivo di Ferrian è evidentemente quello di creare una realtà dalla precisa identità artistica e dalla mentalità aperta ed eclettica, per questo affida la progettazione del packaging a Davide Soldarini, che riesce a trasformare ogni pubblicazione in uno studio di design, realizzando confezioni uniche e particolari che conferiscono ad ogni CD la forma e la bellezza di curati oggetti d’arte, del tutto in sintonia con lo spirito che anima la musica in essi contenuta. I propositi della coraggiosa dEn Records sembrano aderire ai canoni ed alle alte aspirazioni che hanno mosso il lavoro di prestigiosi marchi come la Esp Records degli anni ’60 o come la celebre Tzadik di John Zorn, dando voce e visibilità ad un underground artistico e culturale altrimenti muto ed ignorato: jazz, avanguardia, rock, noise, elettronica, poesia e sperimentazione, tutto quanto trascende il formato canzone e va oltre le note. Collocato in una splendida ed elegantissima conchiglia di cartone, il CD del progetto di Stefano Ferrian dE-NOIZE intitolato Chapter # 2 – Lophophora è ispirato al movimento religioso pellerossa Ghost Dance ed al massacro di Wounded Knee, dove le truppe statunitensi sterminarono la tribù dei Sioux: un soggetto curioso che si articola lungo un’unica suite suddivisa in otto movimenti, dove si intrecciano melodie e suoni astratti, voci ed emozioni in un flusso armonico sospeso tra rock e sperimentazione, tra spigoli noise e avanguardia jazz. Suonando diversi strumenti, Ferrian realizza uno straordinario a solo da cui traspaiono le ombre free del sassofono di Ornette Coleman, le scintille noise dei Naked City di John Zorn e l’art-prog dei Van Der Graaf Generator di Lemmings. Cupo e visionario, Chapter # 2 Lophophora potrebbe essere la musica che scaturisce dalle pagine di uno scritto di William Burroughs o appunto dalla scena di un massacro.

 Luca Salmini