SUFJAN STEVENS “Silver & Gold”

SUFJAN STEVENS

Silver & Gold

Asthmatic Kitty/Goodfellas – Box Set 5CD

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E così Sufjan Stevens l’ha fatto ancora! Ricorderete senz’altro il cofanetto del 2006, Songs For Christmas, opera in cui raccoglieva tutti gli EP a tema natalizio, da lui realizzati per essere diffusi fra amici e parenti. Era una bizzaria già all’epoca, visto che la cartella stampa ci rendeva edotti circa l’avversione profonda di Sufjan per i suddetti motivi. Ma il cantautore del Michigan è un tipo ben strano ed imprevedibile, ormai lo sappiamo, e quella tradizione non l’ha di certo interrotta, tanto che oggi vengono raccolti in questo sontuoso Silver & Gold, i cinque volumi successivi, quelli presumibilmente effettuati tra il 2007 ed il 2011. Si tratta di 5 EP – Gloria, I Am Santa’s Helper, Christmas Infinity Voyage, Let It Snow e Christmas Unicorn – per quasi tre ore di musica che coprono all’incirca l’intero range espressivo di Stevens, da quello folk a quello rock, da quello barocco a quello lo-fi minimale, da quello orchestrale a quello capace di flirtare con l’elettronica (quest’ultima cosa particolarmente evidente nei pezzi di Christmas Infinity Voyage, il capitolo più strano ma anche quello meno convincente). Il repertorio non potrebbe essere più vario, includendo sia traditional conosciuti praticamente da tutti (Silent Night, Jingle Bells) che pezzi più o meno celebri dei più disparati autori (per dirne uno di quelli famosi, Santa Claus Is Coming To Town, in una versione stupenda), oltre ovviamente ad una marea di pezzi autografi e perfino una sua versione dell’Ave Maria di Shubert, attribuita inoltre a God Himself! In totale sono cinquantotto canzoni che vi allieteranno il Natale come non mai e che, ancora una volta, mostrano tutto il talento di uno dei più grandi songwriter della sua generazione. E’ infatti impossibile non sciogliersi di fronte a queste piccole carole, a questi bozzetti d’infinita dolcezza, a canzoni che riescono ad avvolgere con l’impagabile calore di una melodia, di un coro di voci o di una musicalità sempre memorabile. Ho fatto scorrere queste canzoni lungo un intero pomeriggio e la loro serena forza positiva mi è come entrata dentro, inducendomi quasi ad attendere il Natale con gioia e commozione. Numerosi gli ospiti ed i collaboratori, da Aaron e Bryce Dessner dei National a Richard Reed Perry degli Arcade Fire, passando per Sebastian Krueger degli Inlets, fino a diversi membri della famiglia Danielson. Essendo, basilarmente, un perfetto regalo di Natale, anche i gadgets non mancano: nel box troverete un bel libretto con note, testi e accordi delle canzoni, adesivi natalizi, tatuaggi temporanei, un poster, dei disegni psichedelici e via discorrendo. Che altro aggiungere? Sia pur con un po’ d’anticipo, tanti auguri a tutti!

Lino Brunetti

PS per attenuare un po’ il serpeggiante buonismo del post qui sopra, uno dei video che vi metto qua sotto, oltre a rendere evidente l’ironia che il buon Sufjan mette in questi suoi dischi, propone un bel Natale… horror!!

SHANNON STEPHENS “Pull It Together”

SHANNON STEPHENS

Pull It Together

Asthmatic Kitty/Goodfellas

Se non insolita, quantomeno curiosa la carriera musicale della cantautrice statunitense Shannon Stephens. Sul finire degli anni novanta è leader della band indie-folk Marzuki, nelle cui fila è presente un giovanissimo Sufjan Stevens. Interrottasi quell’esperienza, proprio mentre Stevens pubblicava il suo primo disco (era il 2000), anche Shannon dava il via alla sua carriera solista, pubblicando un album omonimo, interessante ma dalle scarse fortune commerciali. Poi, per quasi dieci anni scompare; fa la moglie e la mamma e pare quasi che la musica sia una faccenda definitivamente accantonata. Tutto ciò fino a che Bonnie “Prince” Billy non rispolvera una delle sue canzoni (I’ll Be Glad, su Lie Down In The Light), e qualcuno, sulla stampa e su internet, si ricorda di quel suo primo disco. Non sappiamo se sia stata quella la molla, sta di fatto che l’anno dopo questa attestazione di stima da parte di Bonnie, nel 2009, la Stephens torna con un nuovo album, The Breadwinner, tra l’altro pubblicato dall’etichetta del vecchio amico, ormai una star, Sufjan Stevens, che l’anno seguente ristamperà pure l’ormai introvabile esordio. Arriviamo così all’oggi e a questo Pull It Together, disco di cantautorato femminile, che ci mostra un’autrice di gran talento, matura e di indubitabile classe. Con alle spalle una band composta dal chitarrista Jeff Fielder, dal tastierista Steve Moore e dal batterista James McAlister (ma della partita è anche il multistrumentista DM Stith) e con l’attenta produzione di Kory Kruckenberg, stavolta Shannon ci ha consegnato il suo disco più vario, solido, testimonianza di una definitiva e rinnovata consapevolezza delle proprie capacità. Si alternano così bei numeri di folk-rock melodico come Care Of You e brani dall’anima quasi blues come Your Faboulos Friends o Buddy Up To The Bully, entrambe con qualcosa di Ani Di Franco. Piace l’intimità di molte delle canzoni in scaletta: Wax And Feathers, voce, chitarra elettrica e contrabbasso, Cold November, opportunamente autunnale e quasi solo voce e piano, l’ottima Responsible Too Long, con cui il disco si chiude. Piacciono soprattutto tre ballate che sono dei piccoli capolavori e da sole valgono l’acquisto: Girl, dai risvolti soul e con un pianoforte sfiorante il jazz, l’impagabile e romanticissimo duetto con Bonnie “Prince” Billy in una Faces Like Ours dai toni country, con l’organo e la pedal steel a donare calore, la lunga e memorabile Down The Drain And It’s Gone, intensa, accorata, accesa di passione in un  ritornello fuso ad un impasto di chitarre elettriche. All’interno di un affollato campo come quello del cantautorato femminile, una prova davvero convincente.

Lino Brunetti