GIÖBIA “Magnifier”

GIÖBIA
Magnifier
Sulatron

giobia-magnifier

Stefano Bazu Basurto (voce, chitarre, ouz, bouzouki, santhur, synth), Saffo Fontana (organo, Moog, voce), Paolo Dertji Basurto (basso) e Pianetgong (batteria e percussioni) sono i GIÖBIA, formazione milanese tra le veterane della scena psichedelica nazionale, anche se ormai dovremmo dire internazionale, visto che suonano regolarmente all’estero e i loro dischi sono da tempo pubblicati dalla tedesca Sulatron Records. Il loro nuovo album, Magnifier, non fa eccezione, è inscatolato in una splendida copertina psych-prog disegnata da Laura Giardino (autrice anche dei testi di alcuni brani) e rischia seriamente di manifestarsi quale il più potente, visionario e riuscito dei loro lavori. Il gorgo in cui ci risucchia fin dall’inizio This World Was Being Watched Closely, trova continuazione in una The Pond che farà impazzire tutti i fan dei White Hills; in una più ondivaga (e sabbathiana) The Stain; nelle allucinazioni space di Lentamente La Luce Svanirà, dalle più marcate striature seventies prog (grazie alle pennellate d’organo); nei riff heavy, comunque disciolti in acide drappeggiature lisergiche, di Devil’s Howl. È a questo punto che, a dare il definitivo colpo di grazia, arrivano i 15 pulsanti minuti di una Sun Spectre vero e proprio space trip in direzione dell’accecante bagliore solare, un groviglio di ipnosi e rilasci ambientali con cui spappolarsi le ultime sinapsi rimaste ancora in funzione. Meno oscura invece The Magnifier posta in chiusura, anche se sempre un prismatico rifrangersi di chitarre liquide, ritmi e tastiere. Noi questa navicella spaziale la prendiamo al volo, augurando anche a voi buon viaggio!

Lino Brunetti

Annunci