THE EROTIK MONKEY “TUTTI I COLORI DEL BUIO”

THE EROTIK MONKEY

Tutti I colori del Buio

Autoproduzione/Believe

 COVER_EROTIK_MONKEY

Deciso passo in Avanti per la band sarda che al terzo album assesta il colpo decisivo per rinsaldare le proprie ambizioni. Tutti I Colori Del Buio è un album di ottime canzoni, registrato superbamente nonostante l’autoproduzione e aiutato dal lavoro al mixing di Magnus Lindberg (Cult Of Luna) che ha un tocco metallic superiore, rendendo le tracce decisamente scintillanti (a me ha ricordato il suono dei System Of A Down). Un po’ di tribolati cambi di formazione non hanno indebolito il gruppo e già dall’apertura potente di Golden Gate Bridge si capisce subito che i cinque ci sanno fare, perchè l’assalto potente punk/grunge è impressionante ed hanno anche la sfacciata presunzione, in mezzo a tutto questo casino, di piazzare li in mezzo un chorus estremamente musicale. Calendule è tesa e cupa, si espande su fragorosi riff, vira su liquidi tocchi psichedelici e termina con urla belluine. Una sezione ritmica pulsante ed instancabile caratterizza l’aggrovigliamento chitarristico dello strumentale Alito Del Doposole. Come L’aurora è una bugia, presente nel precedente Samsara, anche qui la parte central è caratterizzata da una sorta di mini suite in tre parti (distinte): Nel Giorno pt1 bilancia cattiverie con dolcezze, Nel Giorno pt2 è nervosa, tesa e tirata, Nel Giorno pt3 è più dilatata, musicale e melodica, ma sempre pesante anche quando I ritmi rallentano. Tempo e Cambiamento è in linea con cose alla Deftones, Asbesto ha tempi spezzati in un contest più tradizionale ma poi si infila in un baratro di distorsione e sporcizia, in Anomia Mortifera e Non Pensi prevalgono le chitarre acustiche, Voci è il finale elettronico un po’ fuori contesto. Disco intenso e di notevole impatto: ascoltatelo!

Daniele Ghiro

https://soundcloud.com/user206027030/sets/giugno2013_tre/s-yOerC

SLEEPING EMPIRE “Mutiny”

SLEEPING EMPIRE

Mutiny

Sounday

Di base a Roma ma etnicamente mista, questa band ha dalla propria una grande capacità di scrivere ottime canzoni. I suoni degli Sleeping Empire sono perfetti, misurati, mai sguaiati e sempre controllati. Ogni chitarra, ogni tocco di pianoforte, ogni arrangiamento è perfettamente incastonato nel quadro generale e questo rende l’album perfettamente godibile, anche perché le loro melodie sono notevoli. Fin qui le note positive ma arrivano anche quelle negative, che poi alla fine sono le stesse. Infatti il contraltare è un’eccessiva pulizia, l’assenza di picchi e voragini, in questo disco c’è solo pianura, bellissima ma si sa, stancante. Le melodie vicino a certo prog moderno (Porcupine Tree) portano Fill Me e Take Him Away ad avere un evocativo ritornello, un rock di facile presa, anche se tutt’altro che banale. Ignorant Girl è intensa e drammatica con il pianoforte in evidenza, Pitiful World è una particolare composizione che mescola percussioni, voce sofferta e musica che va quasi a contaminarsi con il rap. Sanno anche essere energici, come dei System Of A Down depotenziati (Choice & Consequence) ma love song sdolcinate e dichiaratamente pop quali Sleep e Susanna (quest’ultima veramente bella, niente da dire) fanno intendere che gli Sleeping Empire ancora non sanno a che pubblico rivolgersi. Potrebbe essere un vantaggio abbracciare entrambe le sponde, quella più dura e quella più morbida, ma potrebbe anche rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Daniele Ghiro