TOY nei prossimi giorni in Italia!

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TOY, che hanno di recente pubblicato l’ottimo Happy In The Hollow, forse il loro miglior disco, stanno per arrivare in Italia per tre attesissimi concerti che si segnalano imperdibili se si vuole godere delle nuove e delle vecchie canzoni dal vivo.

Il quintetto di Brighton sarà il 6 marzo all’Ohibò di Milano, il 7 al Largo Venue di Roma e l’8 al Covo Club di Bologna.

A voi i tre video realizzati in occasione dell’uscita di Happy In The Hollow per prepararvi all’evento!

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ROYAL TRUX “White Stuff”

ROYAL TRUX
WHITE STUFF
Fat Possum

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Gli indizi per un ritorno discografico di quella coppia di scoppiati di Neil Hagerty e Jennifer Herrema come Royal Trux c’erano tutti, da tempo: nuovi concerti a partire dal 2015, un disco live che li celebrava, il riaccendersi di un’intesa a lungo sopita. All’inizio non c’era nulla di preventivato, ma se oggi i due – in compagnia di Brian Mckinley al basso e di Andy Macleod alla batteria – arrivano alla pubblicazione del nuovo White Stuff, vuol proprio dire che la chimica fra loro si è riattivata sul serio. Negli anni della separazione, Hagerty aveva continuato a produrre ottima musica, da solo o con gli Howling Hex, mentre non le stesse lodi potrebbero essere fatte per quel riguarda gli RTX e i Black Banana della Herrema. Forse c’era da temere il peggio per questo ritorno in pista, ma White Stuff, lungi dall’essere un capolavoro, è invece la prova che i Royal Trux rimangono una band originalissima, personale e si, assolutamente folle. La prima impressione è quella di trovarsi di fronte a qualcosa che si dovrebbe conoscere a menadito, ma in cui gli elementi sono tutti fuori posto, esposti comunque non proprio nel più canonico dei modi. La registrazione e il missaggio sono a dir poco caotici, con le voci che rimbalzano in ogni dove, le chitarre che svirgolano come in un disco free-jazz e con infiltrazioni di synth a mettere ancora più in difficoltà la sezione ritmica che tutto prova a tenere insieme. A tratti pare proprio di trovarsi di fronte a degli Stones o a dei New York Dolls martoriati dai Sonic Youth più allucinati (White Stuff, Year Of The Dog), qui e là le melodie si fanno più nette, ma si perdono tra scarsa linearità e falcidiature psych (Purple Audacity #2) o bizzarria e spasmi free (Suburban Junkie Lady, Whopper Dave, Purple Audacity #1, Under Ice). I due, imperterriti, proseguono per tutto l’album nella loro opera di destrutturazione del formato canzone, perseguita con fare istintivo e per nulla cerebrale, vedi il baccanale drogato in cui fanno sprofondare Every Day Swan o gli esperimenti hip-hop di Get Used To This o quelli al confine tra hard-funk e intarsio ritmico giapponese di Sic Em Slow. Insomma, il rischio che vi facciano venire il mal di testa c’è eccome, ma vista la quantità di musica stereotipata, incolore e perfettina che ci tocca sorbire ogni giorno, ben venga il delirio rock’n’roll dei Royal Trux. 

Lino Brunetti

Anteprima Video: ISV di CNJR

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ISV / MSS è il primo assaggio del prossimo album di CNJR (intitolato WSTLND). I due singoli sono un viaggio oscuro ed emotivo, ricco sia di complessità sonora che di energia appassionata. Il sound è pesantemente elettronico, ma con elementi di calore analogico, fatto di sintetizzatori retrò e strumentazione registrata.
WSTLND è l’album di debutto di CNJR, in arrivo il 7 giugno 2019. Esplora la lotta per sopravvivere all’esperienza umana, le complessità della salute mentale e della depressione e l’alienazione dell’essere strani. WSTLND è un’esperienza emotiva.
IL VIDEO
Il video musicale di ISV è un collage visivo astratto, che cattura la tensione e l’estetica della musica esplorando l’attrito tra umanità e tecnologia, uomo e macchina, progresso e sopravvivenza. Lo ha realizzato Victor Ferreira (Sun Glitters).

 

LA FANTASIMA “Notte”

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NOTTE
HELLBONES

Per quanto i La Fantasima descrivano loro stessi come un gruppo ambient / drone, c’è da dire che nella loro musica di entrambi i generi in pratica non c’è nulla. È curioso che a parole si vogliano definire così, quando sarebbe forse più facile per loro trovare degli estimatori dichiarandosi palesemente per quello che sono, ovvero una band d’ascendenza progressive. Ce lo dicono tutti gli altri indizi, a partire dalla pittorica copertina di questo loro secondo album, passando per la foto che li vede ritratti nel salotto di qualche vecchia magione a luce di candela, per giungere alle note in cui parlano di “antiche leggende nel tepore della luce dei fuochi”. Soprattutto ce lo dicono le cinque tracce che compongono Notte, per uniformità di sonorità ed atmosfere palesemente i cinque movimenti di quella che possiamo considerare un’unica suite. Sebbene a tratti mostrino qualche eco wave e darkeggiante è proprio il prog all’italiana a permeare il loro sound, con la chitarra spessissimo suonata con ampio dispiego di chorus, il basso liquido a tratteggiare romantiche frasi melodiche, un mood evocativo e (ovviamente) notturno, col rumore dei passi che come un leit motiv ci guida in questa passeggiata nella “natura italica”. Qui e là s’insinua un pizzico d’inquietudine che m’ha fatto pensare ai Goblin (Dea Mia), mentre il tono onirico viene scosso da un più marcato vigore metallico solo nella lunga Sino Al Mattino, prima del conclusivo sciogliersi malinconico alle prime luci dell’alba. Per gli amanti del genere.

Lino Brunetti

 

I Nothing sbarcano in italia!

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Mancano ormai pochissimi giorni all’arrivo dei Nothing in Italia. Tre date che sono parte del loro tour a supporto dell’ultimo album, Dance On The Blacktop, uscito a fine agosto su Relapse.

Quello che era successo l’ultima volta, poco più di un anno fa, potete andare a rileggervelo  qui .

Sicuro che anche stavolta Dominic Palermo e compagni metteranno a ferro e fuoco i locali che li vedranno ospiti, offrendo un set viscerale e potente. Non si può mancare insomma!!

24/11 – Bologna, Locomotiv
25/11 – Roma, Largo venue
26/11 – Milano, Ohibò

Qui di seguito i video di tre canzoni estratte dal nuovo album.

JESSICA RISKER “I See You Among The Stars”

Jessica Risker
I See You Among The Stars

Western Vinyl

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È un disco all’apparenza improntato alla semplicità quello appena pubblicato da Jessica Risker, otto canzoni sostanzialmente folk, solo una mezz’ora di musica, appena increspata da un sentire psichedelico che adombra la limpida purezza delle trame acustiche attraverso le quali si esplicita. Eppure, a guardare con più attenzione, si nota il lavoro che sta dietro a queste canzoni. Intanto varrà la pena sapere che la giovane cantautrice di Chicago è pure sound designer e, in passato, prima di scoprire il suo lato gentile, aveva pubblicato un album composto da ritmi e noise elettrico, un qualcosa di completamente diverso dalle atmosfere incantate di I See You Among The Stars. Ha detto la Risker di questo suo nuovo disco: “Tendo ad affrontare la musica da due diverse angolazioni. Come prima cosa c’è il songwriting – la melodia, il cambio degli accordi, i testi – gli elementi basici. Il secondo angolo è più un’esplorazione del suono, con l’idea che non ci sono limiti. È un qualcosa tipo me che suono con la registrazione. L’idea è quella di creare un grande flusso”. Realizzato in quasi totale solitudine – ci sono giusto Joshua Wentz con le sue tastiere e Fumo Stromboli a violino e violoncello in un pezzo – I See You Among The Stars si apre con la stessa canzone che titola l’album, una folk song sognante e fantasmatica, in cui eccheggiano piccoli rintocchi sonori che evaporano in un battito di ciglia, come ricordi inafferabili. Le seguenti Cut My Hair e Anyway When I Look In Your Eyes mettono in mostra la straordinaria capacità della Risker nel costruire melodie meravigliose, la prima sfiorando senza mezza termini un sentire pop, la seconda affondando in un’atmosfera fatata, in contrasto con gli spettrali interventi di synth. Lo psych-folk Zero Summer Land s’accoppia all’onirico svolgimento di Shallow Seas, accarezzata dagli archi, mentre un passo folk un po’ più classico emerge da pezzi come Reassign Me, nella quale solo i synth si segnalano come elemento parzialmente alieno, e A Cooling Sun, sempre più sospesa a mezza via tra sonno e veglia. La chiusa è sintomatica dell’approccio alla musica di Jessica Risker: Help Me, Help Me è un pezzo per voce e chitarra acustica, con tutt’attorno, però, dei rumori d’ambiente. E pare proprio di vederla, la cantautrice, suonare la sua canzone all’alba, nell’intimità della sua cucina. Incantevole davvero, da sentire.

Lino Brunetti

RUMBA DE BODAS “Super Power”

Rumba De Bodas
Super Power
Irma Records

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Arriva l’estate e, come è naturale che sia, magari vi viene anche voglia di musica solare, pimpante, da ballare e con cui divertirvi. Alla bisogna potrebbe venirvi in aiuto Super Power, terzo album, ma il primo ad uscire per un’etichetta vera e propria, dei Rumba De Bodas, collettivo bolognese in assetto voce, fiati, chitarra, basso batteria e tastiere, che ha già avuto modo di suonare in lungo e in largo sia per l’Italia che in Europa. Non lasciatevi ingannare dai due funkettoni messi in apertura,  Lucky To Be Here e Freaky Funky, simpatici e dinamici, ma che potrebbero indurvi a pensare di trovarvi di fronte a dei semplici entertainer non troppo originali. Le cose iniziano a farsi più intriganti con lo scorrere della scaletta, prima con una Super Power che spezia il suo tiro inarrestabile con infliltrazioni latin jazz; poi con un soul/r&b ideale territorio d’azione per la voce della cantante Rachel Doe; e a seguire con la melodia solare, eppur sottilmente venata di spleen di una Pale Blue Dot orientata al reggae. Si capisce così che ai Rumba De Bodas piace la contaminazione e non hanno paura di tentare soluzioni diverse, vedi le chitarre che irrompono definitivamente nel latin rock Sound Assault; la melodia intinta nel son cubano di Strawberry Head; il ritmo irresistibile della divertente La Cumbia Di Elio; lo ska colorato di punk di Heebie Jeebies o il piglio scoppiettante di Imaginaria e Tin Machine. Immagino che il loro meglio lo diano dal vivo, ad ogni modo, un disco come Super Power potrebbe animare più di una festa.

Lino Brunetti