Anteprima video: METROPOL PARASOL “I.N.N.O.”

Basso elettrico, batteria, voce, e tanta determinazione. Tanto basta per plasmare il roccioso e perfetto suono di I.N.N.O., il primo singolo tratto dal nuovo disco Farabola della band toscana Metropol Parasol. La canzone, apripista del disco, è una granitica marcia sulla quale si staglia in primo piano il cantato deciso e intellegibile a declamare immagini di ricordi dolci e dolorosi, di un’intimità tale da risultare quasi in contrasto con l’incedere cadenzato della controparte strumentale. A cesellare il tutto, l’apertura melodica del memorabile ritornello: un rifiuto a fuggire dalle cose, a dispetto di tutte le evidenze.

IL VIDEO: L’uscita del singolo è accompagnata dal singolare video a cura di Giacomo di Luise e Gioacchino Magnani del Red Box Studio. Un vero e proprio cortometraggio, una sorta di mockumentary fantascientifico, realizzato con diverse tecniche e in maniera volutamente giocosa e amatoriale, nel quale un ufologo chiamato Orlando Procopio discetta di apparizioni aliene e di trottole-astronavi, fino a offrire una finale misteriosa chiave di lettura del senso del brano. I.N.N.O. è il primo singolo tratto da Farabola, l’album di debutto del power trio viareggino Metropol Parasol, in uscita il prossimo settembre per Indiemood.

Sleaford Mods in Italia!

Secondo Steve Albini sono una delle più grandi live band in circolazione. Stiamo parlando degli Sleaford Mods, il duo inglese composto da Jason Williamson e Andrew Fearn, autori di una delle musiche più eccitanti in circolazione.

Il loro ultimo, recentissimo album s’intitola English Tapas ed è il solito effluvio di parole in salsa punk/elettronica ed estetica working class.

I due saranno prossimamente in Italia per ben quattro date che, senza giri di parole, non possono che essere definibili come imperdibili.

Gli Sleaford Mods saranno:

il 27 maggio al Santeria Social Club di Milano

il 28 maggio allo Spazio 211 di Torino

il 30 maggio al Locomotiv Club di Bologna

il 31 maggio al Monk di Roma

Qui di seguito la loro performance negli studi di KEXP radio a Seattle.

Anteprima video: THE SLAPS “Waves”

Waves. Smarrimento, alienazione, evasione da una realtà che non ti appartiene. Tutto all’unisono, delle grida che vogliono essere il messaggio dell’intero disco. Nel momento in cui percepiamo come inesorabile la distanza dalle altre persone, un’altra onda arriva e travolge. L’unico rifugio possibile sembra una realtà intimamente nostra, in cui cercare una nuova sintesi di noi stessi.” Queste le parole con le quali la band padovana The Slaps descrive la realizzazione del loro nuovo video Waves, tratto dal loro album di debutto Declaration of Loss, uscito lo scorso novembre per Dischi Soviet Studio, e che inquadrano perfettamente il concept alla base del loro bisogno di far musica. D’altra parte il nuovo singolo sintetizza altrettanto bene la sonorità del gruppo per chi li ascolta per la prima volta. Un sound di matrice garage-punk contiene echi di power-pop e grunge anni ’90, ispirato ai classici Nirvana e Weezer, fino a raggiungere sfoghi al limite dell’emo-core, analogamente al lavoro di band odierne come Wavves, Fidlar, Cloud Nothings.
IL VIDEO
Nel video il contrasto tra le placide immagini del litorale e boschive, nelle quali si ritrova la protagonista, e le furiose ritmiche sormontate dal muro di chitarre, riflette la presenza di un mondo tumultuoso al di sotto della realtà percepita, un mondo interiore che si manifesta attraverso l’apparizione di un altro-da-sé, un rifugio virtuale creato dai suoni e dalle emozioni. Il video è stato diretto da Petra Errico, in collaborazione con Dischi Soviet Studio.

Rats On Rafts/De Kift: il video di Last Day On De Zon

Uscirà il 14 ottobre l’album congiunto realizzato da due delle formazioni più valide della scena indipendente olandese, i Rats On Rafts – dei quali forse ricorderete il bellissimo Tape Hiss – e i De Kift – punk band sui generis dalla discografia fluviale.

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Rats On Rafts/De Kift conterrà 10 brani e sarà pubblicato da Fire Records, con distribuzione Goodfellas.

 

Last Day On The Zon è il brano che ne anticipa l’uscita. Eccone il video, enjoy!

Arcade Fire news!

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L’attesissimo nuovo album degli Arcade Fire è alle porte! S’intitola Reflektor e arriverà nei negozi il 29 ottobre. Nel frattempo, mentre già alcune versioni “non ufficiali” hanno cominciato a girare in rete, da poche ore è disponibile il primo singolo estratto dal disco, capace d’incuriosire non poco circa quelli che saranno i contenuti dell’album. Disponibili anche due video per la canzone, che è pure quella che dà il titolo all’album: uno interattivo – scritto, diretto e prodotto dal regista Vincent Morriset – apribile solo col browser Chrome, nel quale, attraverso l’utilizzo del mouse, è possibile attivare effetti di luce, entrare a far parte del video stesso e altre cose che vi invito a provare da voi (lo trovate qui). Il secondo, decisamente più tradizionale, porta la firma di Anton Corbijn e lo trovate qui sotto. L’album è già prenotabile su questa pagina.

ONE MAN 100% BLUEZ “Psycho Voodoo”

One Man 100% Bluez

Psycho Voodoo

Autoprodotto

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“…se oggi qualcuno facesse della musica per l’oggi che avesse il potere trasformativo che gli Who o Hendrix avevano al loro tempo rispetto alla storia della musica, non suonerebbe come niente di quello che abbiamo sentito. Ci diremmo “E questo che cazzo è?”. Forse la gente direbbe “Questa mica è musica”, ma sarebbe potente e vagamente ipnotica…”: è possibile che qualcuno possa porsi gli stessi interrogativi espressi da Gerald Casale, ascoltando per la prima volta Psycho Voodoo, ma è molto probabile che il pensiero del cantante dei Devo racchiuda proprio l’idea esatta che gli One Man 100% Bluez avevano in mente quando hanno realizzato il loro nuovo album. Se la storia del blues sta già tutta nei dischi di Robert Johnson, Muddy Waters e John Lee Hooker ed è anche difficile raccontarla meglio (del resto gli One Man 100% Bluez la conoscono bene e ne sono consapevoli), Psycho Voodoo cerca di scovare lo stesso stato d’animo in una scarica di breakbeat elettronici; in una sequenza di parole cantate in italiano e perfino in un successo dei Daft Punk, dando vita ad una musica che può sembrare aliena e straniante, almeno quanto in passato devono esserlo sembrati i gutturali ululati di Howlin’ Wolf o le astruse geometrie di Captain Beefheart. Per quanto lo conoscano e lo rispettino, gli One Man 100% Bluez, il progetto del cantante e chitarrista Davide Lipari e del batterista Ruggero Solli, a cui si aggiunge ora il fantomatico Low Chef al basso e all’elettronica, non sembrano interessati al blues in quanto identità storica, ma lo vivono come materia per l’oggi e quindi ancora capace di trasformarsi, cambiare pelle ed accogliere il nuovo, attraverso il sound mutante e febbricitante, o citando Casale, potente e vagamente ipnotico, di Psycho Voodoo. Amplificando le intuizioni della Electro side del precedente album Shock!, gli One Man 100% Bluez frantumano i classici canoni delle 12 battute, dando vita ad un’entità psichedelica, tribale e visionaria: il suono che potrebbe echeggiare da un rave-party in un juke-joint del profondo nel Mississippi. E’ il feroce ribollire di un voodoo cibernetico ed allucinante  ad esplodere dalle casse, quando partono le prime note della venefica titletrack, un futuristico big-bang di chitarre, armonica e ritmi sintetici; ma in generale, tra grasse pennellate di nero, tutto Psycho Voodoo porta a galla una prospettiva del blues poco manieristica ed ortodossa, a partire dalla bellissima Deep Black Moon, che pare scaturita dall’intreccio  tra i Los Lobos di Kiko ed il Tom Waits di Heartattack and Vine; dal selvatico boogie della crampsiana Her Sister; passando per l’allucinata spirale di Around the World; per la fantastica Marcorre, per sentire cosa avrebbe suonato R.L. Burnside se fosse nato a Roma; fino all’ipnosi kimbroughiana di Hold You; allo sferragliare mantrico di The Same Man; alla lisergica Changed; ed al delizioso cameo acustico della conclusiva Intreccio, seconda traccia che combina alla perfezione i suoni del Delta alla lingua italiana. Certo, si può anche sostenere che Psycho Voodoo non sia affatto blues; oppure si potrebbero porre gli stessi quesiti sollevati poco sopra da Gerald Casale; ma forse ciò che più conta è che in tempi mediocri come quelli che stiamo vivendo, si tratta di un disco assolutamente coraggioso e pieno di idee  e sopratutto è fondamentale e sorprendente che a produrlo sia una band tutta italiana.

Luca Salmini

MUDHONEY live on KEXP

Mudhoney

Mudhoney-Vanishing-Point

L’emittente radiofonica di Seattle KEXP Radio, come sarà senz’altro noto alla maggioranza di voi, è famosa per le numerose sessions live realizzate all’interno dei suoi studios e poi postate sul loro sito e sul loro canale YouTube. Il recente, ancora una volta ottimo, nuovo album dei MudhoneyVanishing Point, segna un doppio compleanno: il venticinquesimo anniversario della nascita sia della band, che dell’etichetta a cui quasi continuativamente sono stati legati indissolubilmente durante tutti questi anni, la Sub Pop. Consigliandovi ovviamente di farlo vostro e di andare a vedere i Mudhoney dal vivo, dovessero passare dalle vostre parti, qui sotto trovate il video del loro passaggio negli studi della KEXP. Buona visione!

Lino Brunetti