Wallace Records Radio & WallaceXX Party

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Nemmeno due mesi fa Mirko Spino ha lanciato un crowdfunding su Kickstarter per finanziare la produzione di “TracceXX”, la compilation per festeggiare i venti anni di attività della sua Wallace Records: la raccolta fondi è stata un successo e il disco vedrà presto la luce, anche grazie al vostro aiuto! Come promesso, sarà una compilation con brani rigorosamente inediti e stampa rigorosamente analogica, un bel vinile 180 grammi, di cui ci sarà anche un’edizione limitata colorata. Le band presenti sul disco?: 3tons, Anatrofobia, Gerda, Hysm?Duo, Makhno, Masche, Meteor, Quasiviri, The Rambo, The Shipwreck Bag Show, Uomoman.

Nel comunicato stampa di inizio gennaio avevamo anticipato anche un’altra interessante iniziativa che avrebbe accompagnato l’uscita di “TracceXX”: il broadcasting della WRR – Wallace Records Radio. Wallace Records Radio è un’idea di Chiara Mattioli, “follower” della Wallace Records quando ancora non esistevano i followers: riascoltando i 200 album pubblicati dall’etichetta le è venuta l’ispirazione di narrare le proprie fantasie letterarie e musicarle con brani del catalogo Wallace Records. Ne sono nate 10 puntate + 2 che presenteranno “TracceXX”, la compilation del ventennio. “In onda” dal 22 febbraio, ogni venerdì, in streaming sul sito e sui social Wallace Records.

E infine che compeanno sarebbe senza la festa?! Tenendo fede alla propria tradizione di party, Wallace Records festeggia i venti anni nella propria città, Milano, e in un luogo simbolico per Milano e per la cultura underground tutta: il CSOA COX18. Il 3 maggio sopra e sotto il palco del centro sociale si alterneranno alcune delle band che hanno fatto la storia dell’etichetta e che difficilmente capiterà di vedere dal vivo ancora o presto: Tasaday, R.U.N.I., X-Mary, Anatrofobia, Makhno e Xabier Iriondo. Sarà anche l’occasione per presentare “TracceXX”, oltre a vari eventi di contorno che prenderanno forma da qui al 3 maggio. Ma soprattutto, sarà l’occasione per fare festa.

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Wallace Records compie 20 anni!!

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Se c’è una label che ha segnato e disegnato l’underground italiano di inizio millennio, questa è la Wallace Records di Mirko Spino.

L’etichetta apre i battenti nel 1999 con la pubblicazione di una compilation, Tracce, fotografia di una fetta della scena dell’epoca ai confini tra punk e avanguardia. E che fetta:One Dimensional Man, Six Minute War Madness, Starfuckers, A Short Apnea, solo per citare alcune delle band presenti. Per i successivi 20 anni continua a fare esattamente la stessa cosa, senza cedere a mode passeggere o a logiche di mercato, senza paletti di genere, spinto solo dalla propria passione. Oltre 200 dischi pubblicati – e altrettanti ci auguriamo che escano nei prossimi anni – un faro per molte label DIY che dopo il 2000 decidono di lanciarsi in simili avventure.

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Arriva il 2019, è tempo di festeggiare. È tempo di pensare a cosa è Wallace oggi. È tempo di fare un’altra fotografia. Una nuova compilation, Tracce XX.

Brani rigorosamente inediti. Stampa rigorosamente analogica, con un bel vinile in 180gr, di cui verrà fatta anche un’edizione limitata colorata. Già scelti i soggetti: 3tons, Anatrofobia, Gerda, Hysm?Duo, Makhno, Masche, Meteor, Quasiviri, The Rambo, The Shipwreck Bag Show, Uomoman. Per l’occasione verrà realizzata anche una maglietta celebrativa dei 20 anni, in concomitanza con il broadcasting della WRR (Wallace Records Radio), di cui si saprà di più a febbraio.

Cosa manca? Solamente il supporto degli appassionati. Per mandare in porto il progetto Wallace ha lanciato un apposito Crowdfunding su Kickstarter.

Per i donatori più ambiziosi, oltre ad essere nominati a tutti gli effetti come produttori direttamente sulla grafica del disco, verrà realizzato anche un poster dedicato in edizione limitata. Il tempo stringe, è possibile contribuire solo entro il 31 gennaio, così da garantire i tempi tecnici per la stampa del disco entro il compleanno della Wallace Records, che sarà festeggiato il 26 aprile.

IL LUNGO ADDIO “Pinarella Blues”

IL LUNGO ADDIO

Pinarella Blues

Wallace-TB/Audioglobe

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Dal 2010 ad oggi, a nome Il Lungo Addio sono usciti la bellezza di 6 CDr ed un 7″, a dimostrazione di una prolificità difficilmente contenibile. Se poi consideriamo che dietro la sigla si nasconde quel Fabrizio Testa a sua volta intestatario di un paio di dischetti – con un terzo presto in arrivo – usciti anch’essi nello stesso periodo, la faccenda assume contorni ancora più chiari. Pinarella Blues è il suo primo disco ufficiale, nel senso che per la prima volta c’è una vera etichetta – o meglio, due – a sostenere il progetto. Il quale, nelle sue linee generali, non cambia, riproponendo una assai particolare canzone d’autore, plumbea e drammatica. Quello che c’è di fortemente diverso, rispetto al passato, è che anziché essere solo una faccenda di voce e chitarra, qui Testa è accompagnato da una band a basso e batteria, a dare una nuova spinta al suo suono, senza dubbio più rock che in passato. Per il resto, non cambia l’immaginario, fatto di storie ambientate lungo la riviera romagnola; non cambia il modo di raccontarle, in narrazioni che mescolano abilmente tristezza e dramma ad un’ironia esplicitata attraverso il ricorso a particolari fortemente visivi; non cambia il modo d’interpretarle, con una voce baritonale ed enfatica, a sua volta così carica da sottolineare ulteriormente quell’ironia di cui parlavamo poc’anzi. Sette tracce in diciotto minuti che portano titoli quali Pinarella BluesL’ultima FotografiaHotel Karim, giusto per citare le mie preferite. Sono canzoni stranianti, sia pur nella loro limpida chiarezza, che ancora una volta affascinano per la loro trasversale originalità. Per ulteriori info: www.illungoaddio.it

Lino Brunetti

THE PHONOMETAK LABS ISSUES vol. IX e X

WALTER PRATI & EVAN PARKER/LUKAS LIGETI & JOAO ORECCHIA

Phonometak #9

PAOLO CANTU’/XABIER IRIONDO

Phonometak #10

Wallace/Audioglobe

Con i volumi IX e X (questo secondo, fresco di stampa), si chiude la cosiddetta serie gialla, messa assieme tramite lo sforzo congiunto di Wallace Records e Phonometak Labs. L’intera serie è composta da dieci split album (in vinile 10″, tiratura limitata e numerata di 500 copie), il cui unico imperativo è sempre stato la più totale libertà, senza preoccuparsi troppo di seguire una linea precostituita che non fosse, semplicemente, quella di pubblicare grande musica. Ed è così che negli otto volumi precedenti si è passati dall’avanguardia al doom, dal jazz alle sperimentazioni rock e così via, spesso all’interno dello stesso LP. Tanti i nomi importanti che si sono susseguiti, sia italiani che internazionali: gli Zu (con Iriondo) e gli IceburnMats Gustaffson Paolo Angeli, gli OvO e i Sinistri (ancora una volta con Iriondo), Damu Suzuki (con Metak Network e con gli Zu), i Talibam! e i Jealousy PartyGianni Gebbia Miss Massive Snowflake, il trio Uchihasi KazuhisaMassimo PupilloYoshigaki Yasuhiro e gli On Fillmore, gli Scarnella di Nels Cline Carla Bozulich ed i Fluorescent Pigs. Nel nono volume della serie, il primo lato è occupato dalla collaborazione tra il sassofonista (al soprano) Evan Parker ed il compositore e ricercatore musicale Walter Prati (electronics, violoncello), già in passato protagonisti pure in un progetto musicale che vedeva coinvolto Thurston Moore dei Sonic Youth. Due tracce, la prima registrata durante una performance al Vancouver Jazz Festival del 2004, la seconda, invece, a Risonanze, a Venezia, datata 1999: The Western Front espone un serratissimo fraseggio di sax, mescolato alle infiltrazioni degli electronics, in modo da dar vita ad un sound brulicante e densissimo; più nebulosa e sospesa è invece Sonanze, decisamente più cinematica ed evocativa, tanto da guidare l’ascoltatore in un paesaggio indistinto, misterioso, fumoso. Sul secondo lato ci sono invece tre tracce fuoriuscite da una session tra Lukas Ligeti (batteria, microfoni) ed il sudafricano Joao Orecchia (electronics, chitarra, armonica, voce). Tre tracce, le loro, che pongono l’enfasi sui ritmi dettati dalle bacchette di Ligeti, attorno ai quali si attorcigliano le folate soniche in bilico tra avant, jazz e sperimentazione rock di Orecchia. In un pezzo come Fox paiono farsi avanti anche delle derive etno che aggiungono ulteriore carne al fuoco. Per il capitolo finale della serie si è, giustamente, deciso di giocare in casa: i titolari dell’ultimo split sono il proprietario stesso di Phonometak Labs, l’Afterhours e molto altro Xabier Iriondo, ed il suo compagno di mille avventure (Six Minute War Madness, A Short Apnea, Uncode Duello, gli ultimi Tasaday), Paolo Cantù. Quattro tracce, sul primo lato, per quest’ultimo, due sul secondo per Iriondo. L’idea di partenza, qui, per le musiche di entrambi è simile, è sta nel far interagire field recordings e reperti etnografici con nuova musica di matrice avant rock/elettronica. Sono assai diverse, però, le modalità che i due utilizzano: Cantù, armato di chitarre, clarinetto, batteria, sanza, organo, zither, voce, electronics e tapes, utilizza le registrazioni del passato come elementi d’arrangiamento, quindi come parti di nuove canzoni vere e proprie, ottimamente orchestrate e musicalmente d’incredibile fascino. Iriondo fa qualcosa di diverso: prende vecchie gommalacche a 78 giri, con registrazioni di vecchi jazzettini, canti delle mondine, voci e ne fa dei collage su cui poi interviene con svantagliate noise e ritmiche sfrangiate e destabilizzanti, creando dei cortocircuiti tra passato e presente di notevole impatto. Una chiusa, insomma, davvero ottima per l’intera serie che, ci auguriamo, possa essere un giorno raccolta in un unico cofanetto, magari anche in CD.

Lino Brunetti