MUSICA W FESTIVAL 2015 – XXI EDIZIONE

L’associazione culturale ProLoco di Castellina Marittima,

è orgogliosa di presentare:

MWlogo

MUSICA W FESTIVAL 2015 – XXI EDIZIONE

12/13/14/15/16 AGOSTO

@ CASTELLINA MARITTIMA (PI)

INGRESSO GRATUITO

 

Il MUSICA W FESTIVAL è rimasto uno dei pochi festival italiani interamente ad INGRESSO GRATUITO dal primo all’ultimo giorno!!!

 Musica W Festival 2015

Dopo aver annunciato la presenza della storica formazione alternative metal newyorkese Biohazard, il MUSICA W FESTIVAL delinea in via definitiva il suo fitto cartellone, pronto a ripetere l’incredibile successo degli ultimi anni con l’edizione numero 21 targata 2015, come sempre a ingresso gratuito.

Da mercoledì 12 fino a domenica 16 Agosto il delizioso paese di Castellina Marittima, situato al fresco delle colline pisane a due passi dal mare, ospiterà concerti, workshop ed esposizioni sia presso il palco principale dell’anfiteatro nel parco Pubblico L. Montauti, sia in altre location disseminate per il paese in festa, accogliendo un pubblico così numeroso da essere diventato non solo l’evento estivo di riferimento per tutta la Toscana, ma anche dell’intero Paese.

Degno seguito dell’inizio col botto dedicato alle sonorità rumorose dei Biohazard, sarà il Blues il grande protagonista della seconda serata con l’esperto e rodato trio livornese Tres Radio Express Service accompagnati dal one-man-band Diego Deadman. Il venerdì sarà il turno di quella che per molti è la migliore live band italiana, i Sycamore Age, pronti a illuminare Castellina di colorata psichedelia. Al solito dedicata alla patchanka la notte di Ferragosto con il super ensemble Med Free Orkestra, affiancato nel Second Stage sulla terrazza da un piccolo pezzo della musica italiana, il chitarrista, compositore e arrangiatore Fausto Mesolella. Degna chiusura è affidata all’atteso ritorno degli Aucan che presenteranno il loro nuovo album sempre in bilico tra sonorità elettroniche e indie-rock, accompagnati dagli sperimentatori Warias e da The Whip Hand, che sanciscono l’inizio della collaborazione con il Rock Contest di Controradio.

Un cast di altissimo livello per un’edizione che si preannuncia come l’ennesimo evento indimenticabile. Se poi ci mettiamo la passione con cui gli abitanti preparano la manifestazione ed il volontariato che guida gli ingranaggi organizzativi, ne vien da sé che MUSICA W FESTIVAL 2015 sia assolutamente da non perdere!

LA STORIA DEL FESTIVAL

MUSICA W FESTIVAL è un progetto ambizioso, portato avanti grazie all’entusiasmo, alla passione e al lavoro di uno staff di volontari e di collaboratori che, in questi diciannove anni, ha avuto il piacere di ospitare più di 500 band, decine di eventi culturali e artisti di fama nazionale e internazionale. Fra gli artisti che hanno partecipato alle passate edizioni del Musica W Festival, ricordiamo con piacere: Giovanni Lindo Ferretti, Liars, Teatro degli Orrori, Cristiano Godano, Archie Bronson Outfit, One Dimensional Man, Baustelle, Bugo, Tre Allegri Ragazzi Morti, Cesare Basile, Zu, Julie’s Haircut, Extrema, Appaloosa, Offlaga Disco Pax, Giorgio Canali e Rossofuoco, Diaframma, Federico Fiumani, Disco Drive, Settlefish, Perturbazione, A Toys Orchestra, Malfunk, Hot gossip, Ex Otago, Strana officina, Eldritch, My Awesome Mixtape, Velvet Score, JoyCut, Amari, Altro, Autobam, Orange Goblin, Casino Royale, Ufomammut, Street Dogs, A Place to Bury Strangers, The Ocean, Dead Elephant, Paolo Benvegnù, Iosonouncane, David Rodigan, Stato Sociale, 7 Seconds, Management del Dolore Post-Operatorio, Alessandro Benvenuti, Mondo Generator, Skatalities, Gazebo Penguins, The Soft Moon, Fast Animals and Slow Kis, Levante, Red Fang, Alcest e molti altri….

Il festival nasce agli inizi degli anni novanta per mano di un gruppo di ragazzi appena adolescenti spinti dalla voglia di creare un’occasione per fare musica e divertirsi. Inizialmente concepito come rassegna musicale per band emergenti, MUSICA W FESTIVAL diventa subito un palcoscenico importante per numerose band locali riuscendo, in pochi anni, ad attirare l’attenzione di artisti provenienti da tutta Italia. Sul palco del MUSICA W FESTIVAL si sono esibite un gran numero di band, alcune delle quali hanno avuto la possibilità di inserirsi con successo all’interno del mercato discografico indipendente. In poco tempo la manifestazione è riuscita a crescere e svilupparsi proponendo concerti, meeting e workshop con artisti importanti del panorama musicale indipendente italiano ed internazionale. Mantenuta la sezione Contest riservata agli emergenti, MUSICA W diventa un festival aperto ad ogni genere di musica e d’arte, sempre attento alle nuove proposte ed alle realtà musicali più interessanti.

Da qualche anno, oltre ai concerti che si svolgono presso l’anfiteatro del parco Pubblico L. Montauti e il Second Stage situato su una bellissima terrazza vista mare al centro del paese, è stata ampliata la sezione MW tra le vie del paese, organizzata in collaborazione con il Comune di Castellina M.ma e dedicata ad esibizioni acustiche e performance teatrali per le strade e nelle piazze del paese.

Quanto costa? NIENTE. MUSICA W FESTIVAL è rimasto l’unico festival italiano interamente ad INGRESSO GRATUITO, dal primo all’ultimo giorno del suo svolgimento. Durante i giorni del MW sarà infatti possibile campeggiare con un costo irrisorio nell’area attrezzata ed allestita nei pressi della manifestazione.

NO Tickets at MW! All Free questa è la filosofia portata avanti per più di 20 anni dal Musica W Festival!

Ed inoltre, ristorante coperto con cucina tipica toscana, bar e stand con vino, birra, panini , ecc. tutto direttamente gestito dall’organizzazione ed a prezzi popolari. Sarà infine presente un mercatino con prodotti artigianali, oggettistica, vestiario e tanto altro.

Come Arrivare

In treno: Da nord o da sud treno regionale o intercity con destinazione Rosignano e poi autobus extraurbano (fermata di fronte alla stazione ) con direzione Castellina M.ma (30 min di autobus) per tutti gli orari www.atl.livorno.it alla voce extraurbano continente. In auto: da nord o da sud prendere autostrada A12 uscita Rosignano, proseguire in direzione Rosignano Marittimo e seguire le indicazioni per Castellina Marittima.

Pernottamento

È possibile campeggiare a 500 m dall’area concerti nei dintorni del campo sportivo: l’area è dotata di bagni pubblici con docce (spogliatoi del campo sportivo). Il costo del campeggio è di 20 euro per tutti i cinque giorni di festival, compresa anche un’ area parcheggio gratuita adiacente.

CONTATTI

Web http://www.musicaw.net/

Myspace https://www.facebook.com/musicawfest

Mail info@musicaw.net

 

ALBUM STREAMING: ROBERTO SCIPPA “Canzoni d’Emergenza”

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Canzoni d’Emergenza (Astral Records/Master Music) è il secondo lavoro ufficiale del cantautore romano ROBERTO SCIPPA. Undici brani nati negli ultimi tre anni dal vissuto e dalle fantasie poetiche del loro autore. Tutti i brani sono legati in modo sottile da quel filo comune che è la condizione dell’“emergenza”. Un’estetica testuale densa di simbolismi contraddistingue tutte le canzoni, accompagnate da affreschi musicali caratterizzati da intrecci di chitarre elettriche e acustiche, armonizzazioni vocali e inserti di tastiere e synth, e costruiti su solide e potenti basi ritmiche. Prodotto da Matteo Portelli e Roberto Scippa, il disco è stato registrato da Matteo Portelli al The White Lodge Studio (Roma), missato da Matteo Portelli e Giacomo Fiorenza (42 Records).

ALBUM STREAMING: MIMÌ STERRANTINO “Un Lupo Sul Divano”

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Un lupo sul divano  è il titolo dell’ultimo lavoro discografico di Mimì Sterrantino datato 2015. Comprende dieci brani, registrati sempre insieme agli Accusati, che ripercorrono le vie sonore nord americane degli anni settanta. Blues, country, folk e rock si fondono insieme ai testi del cantautore siciliano che non abbandona la sua vena ironica, le lodi a madre natura, lo spirito rivoluzionario, la fantasia e la classica autoreferenzialità cantautorale con cui parla di se stesso e delle proprie esperienze di vita.

STRIKE “Havana-Kingston-Ferrara-New York”

STRIKE
Havana-Kingston-Ferrara-New York
Musicraiser/Soulove

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Era il 1986 quando, a Ferrara, si formarono gli STRIKE e divennero tra i principali interpreti italiani di quel miscuglio musicale che, negli stessi anni, ma oltralpe, i Mano Negra avevano definito Patchanka. Un 7”, due EP (Scacco Al Re e Croci & Cuori), la partecipazione alla compilation Rappamuffin d’Azione e un album (La Grande Anima, uscito nel 1992) furono il loro lascito e quel tanto che basta per entrare nel cuore degli appassionati. Ricordo ancora oggi un loro esplosivo concerto in piazza a Gallarate; erano i primi anni ’90, loro erano all’apice del successo e di certo nessuno pensava che avremmo dovuto attendere 23 anni anni per vedere il seguito del loro primo disco. Cosa sia accaduto all’epoca e cosa abbiano fatto in tutti questi anni non lo so. Il ritorno in pista è di un paio d’anni fa, in occasione dell’inaugurazione del “Parco Joe Strummer” a Bologna, in compagnia di artisti come Manu Chao, Modena City Ramblers, Punkreas e Banda Bassotti. Oggi, grazie ad una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Musicraiser, pubblicano finalmente un nuovo album – sia pur solo su piattaforme digitali, almeno per ora – che sancisce il definitivo ritorno in pista. Non c’è nessuna traccia di nostalgia nelle dieci tracce di Havana-Kingston-Ferrara-New York, così come è assente la pretesa patetica di suonare selvaggi e pungenti come all’epoca. Oggi il suono degli Strike continua a mescolare reggae, suoni caraibici, funk, ska e rock, ma smussate le propaggini punk presenti all’epoca, s’ibrida con la canzone d’autore e con un evidente capacità di allestire melodie ineffabilmente pop. Lo dimostrano chiaramente la bella Fiumi D’Inchiostro, la quanto mai luminosa Ogni Giorno Di Sole, il primo singolo A Mio Modesto Parere, la quale ingloba un insolito clarinetto jazzato. Eleganti, pulsanti e musicalmente fascinose, queste canzoni passano dalle istanze cubane di Sedie, Rabbia E Libertà (aperta da una clip audio tratta dal film “Sacco e Vanzetti”), al mambo-rock di Mambo Club; dal reggae sinuoso di Tracce Distratte, alla quasi funk Ran Khan Khan (featuring Forelock); dallo ska di Tutto Riparte Da Qui, allo strumentale conclusivo Road To Capri. Al contrario che all’epoca, in cui questi erano suoni nuovi e freschi, oggi la cosidetta Patchanka è un genere consolidato e prevedibile come molti altri. La qualità media di queste tracce è però alta e tutto quello che possiamo dire non può essere che: bentornati Strike!

Lino Brunetti

FRANKIE MAGELLANO “Ho Poco Ma C’Ho”

FRANKIE MAGELLANO
Ho Poco Ma C’Ho
Muki Edizioni

FUSTELLA DIGIPACK VUOTA(2 ante)

Non è faccenda recente l’amore di FRANKIE MAGELLANO per il grande scrittore emiliano Pier Vittorio Tondelli. Entrambi di Correggio – dove il primo, smessi i panni del cantautore, fa il postino col nome con cui è nato, Matteo Morgotti – i due s’erano già incontrati in occasione delle “Giornate Tondelliane 2011”, dove Frankie aveva presentato la sua messa in musica di un testo del compianto scrittore, Amore Mio Fallimentare. Parte da lì un percorso che lo ha visto dapprima operare una sorta di studio e recupero dell’opera tondelliana – tra l’altro in stretta collaborazione con Fulvio Panzeri, che dei testi di Tondelli è curatore per Bompiani – per poi approdare allo spettacolo teatrale “Frankie Magellano canta Pier Vittorio Tondelli” ed infine a questo mini album tributo Ho Poco Ma C’Ho. Due letture e cinque canzoni per meno di venti minuti di durata, in cui le parole dello scrittore vengono musicate da Magellano con l’aiuto di un validissimo gruppo di musicisti: Pippo Bartolotta al piano, Paolo Gilioli alla chitarra, Andrea Moretti al basso e i due batteristi Michele Trapljiov e Maicol Morgotti. Bell’esempio di cantautorato appassionato, a cui rimane attaccato un qualcosa di teatrale, che ben riesce a riaccendere i riflettori su un autore giustamente celebratissimo in passato, ma che forse, oggi, le nuove generazioni conoscono troppo poco. Intensissima L’Uomo Di Marble Arch, che lo stesso Tondelli aveva pensato come testo di una canzone; divertente, in bilico tra sixties ed il Capossela più frizzante, Macho Man (La Canzone Dell’Uomo Sulla Spiaggia); sempre notevole Amore Mio Fallimentare, giustamente posta in apertura di scaletta; esemplificativa della grande capacità di sguardo sul mondo dello scrittore, la lettura conclusiva, tratta da “L’abbandono”. Magellano è sia un ottimo interprete, che un musicista capace di dipingere passaggi musicali di gran classe, poi resi magistralmente dai musicisti citati, in cui a rifulgere è soprattutto il pianoforte di Bartalotta. Un gran bel dischetto insomma, senza nessun dubbio meritevole d’attenzione.

Lino Brunetti

FABRIZIO TESTA “Bestiario”

FABRIZIO TESTA
Bestiario
Autoprodotto

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Con Bestiario, FABRIZIO TESTA conclude la sua trilogia di album iniziata nel 2013 con Mastice e proseguita l’anno seguente con Morire (del primo avevamo scritto qui, del secondo nel Backstreets cartaceo sul Buscadero). Una trilogia intensa, fatta d’espressionismo terso e poetico, che non dispiacerebbe veder riunita in una sola confezione, magari dalla più ampia diffusione rispetto a questi CD autoprodotti. Come il suo titolo fa intuire, Bestiario si concentra sul rapporto tra il nostro mondo e quello animale, con passaggi lirici fra l’ironico ed il disturbante, in cui viene evocato in un continuo intrecciarsi di temi e suggestioni, sempre tutt’altro che banali, sia lo sfruttamento da noi perpetrato nei confronti del mondo animale, con le bestie spesso viste solo come vera e propria carne da macello, che alcune sostanziali similitudini, non ultimo il destino comune, fra noi e loro. Il disco, aperto e chiuso dalla lettura di due poesie lette da Gianni Mimmo (La Bestia Morente di Ivano Ferrari e Io Spero Che Un Giorno di Francesco Toma), si sviluppa attraverso quattro canzoni e due interludi strumentali per sole percussioni, il primo ad opera di Ingar Zach, il secondo di Stefano Giust. L’unico pezzo cantato da Testa – autore di testi e musiche ed impegnato a piano e synth – è Bestiario, in cui la sua riconoscibilissima voce baritonale si stende sulle pennellate di violoncello di Simona Colonna. Macello si pone al confine tra blues astratto e virulenza punk, soprattutto grazie alla viscerale ed allucinata interpretazione vocale di Federico Ciappini, presente più avanti anche nella più elegiaca e drammatica narrazione avant di San Lorenzo. In tutto l’album, fortemente incentrato sulle percussioni, furoreggia dietro ai tamburi un grande Francesco Cusa che, con l’aiuto del contrabbasso di Fabio Sacconi ed il pigiare i tasti bianchi e neri di Testa, in Purosangue dà vita ad una partitura fortemente jazzata, su cui Gianmarco Busetto ha modo di srotolare la sua stranita narrazione in bilico tra declamazione didattica d’altri tempi e urlo animale non trattenuto. Un disco che ancora una volta, sia pur con il solito minutaggio ristretto, neppure venti minuti, conferma la lucidità poetica ed il talento multiforme di Fabrizio Testa. Per qualsiasi ulteriore info, questo è il sito di riferimento.

Lino Brunetti

DON JUAN AND THE SAGUAROS “Don Juan And The Saguaros”

DON JUAN AND THE SAGUAROS
Don Juan And The Saguaros
South Side Songs/Goodfellas

Don Juan And The Saguaros - copertina

Il cantautore romano Juan Fragalà ha vissuto la sua adolescenza tra il Messico e gli Stati Uniti, luoghi di cui ha assorbito i suoni e dove non solo ha formato i suoi primi gusti musicali (principalmente Dylan e Johnny Cash), ma ha pure iniziato a maneggiare chitarra ed armonica. Rientrato in Europa, di certo il suo interesse per la musica non è scemato, anzi, si è allargato a generi come il blues, il country, il rockabilly. Nel 2011 pubblica un primo disco – a nome The Gamblin’ Hobo – con dentro ospiti come il bluesman americano Luke Winslow King, ma già l’anno dopo si muove per dare vita ad una nuova formazione che sia in grado di dare un taglio più movimentato e ruspante alle sue composizioni. Nascono così DON JUAN AND THE SAGUAROS – oltre a Fragalà, la band è formata da Andrea Pesaturo alla chitarra elettrica e al banjo, Adriano Cucinella al basso e Andrea Palmeri alla batteria – oggi all’esordio con un disco di genere, frizzante, fresco e pimpante. Non che Don Juan e i suoi compagni s’inventino chissà che di nuovo, ma il modo in cui approcciano la materia, scombinando leggermente le carte qui e là, e la bontà di una scrittura diretta e melodica, ci fa promuovere il loro disco senza esitazioni. Pesaturo è un ottimo chitarrista, capace di risultare tradizionale ma d’imprimere pure pennellate personali ed assai efficaci; la sezione ritmica è un treno inarrestabile nella sua adesione al classico boom-chicka-boom; il resto, come dicevamo, lo fa la qualità di canzoni che, anche grazie al contributo di altri musicisti come, tra gli altri, Antonio Sorgentone (piano), Flavio Pasquetto (pedal e lap steel), Mirko Dettori (fisarmonica) e Giorgio Tebaldi (trombone), conquistano con leggerezza. Il grosso dell’album viaggia sui binari di un country-rock pimpante e ritmato (Help Me Jesus, Help Me Lord, Highway Song #61, la cashiana Julio, con un gran lavoro di pedal steel), acceso da sfumature western swing (Pickin’!), dal tiro rockabilly (Lonely Child), con un occhio puntato all’old time music (Trombone) o punteggiato da un mirabolante piano da saloon (Love Makes You Blind). E se Saint Louis Blues è così classica da sfiorare il plagio, bello è il modo in cui Take Your Time parte folk, per poi impennarsi e perdersi tra fiati New Orleans; fantastico l’impasto elettrico di chitarre nel pezzo più rock in scaletta, Rolling Down; appiccicosa la melodia di One More Time, riuscite le ballate Another Love Song e Out Of Work, la seconda segnata dall’amore per Bob Dylan. Sono le diverse sfumature di una band dal sound tradizionale e limpido, immagino capace di fare faville anche dal vivo.

Lino Brunetti

Il disco, che esce il 10 aprile, lo potete ascoltare in anteprima streaming qui sotto: