Construction dans l’espace et le silence

Construction dans l’espace et le silence
di Emiliano Zucchini e Paolo Tarsi

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Video artwork di Emiliano Zucchini e sound design di Paolo Tarsi, una collaborazione tra un artista visivo e un musicista, entrambi italiani. L’opera sarà presentata a Kalejdoskop East-West come parte del progetto “From East to West with Love” il prossimo 27 settembre alla Herbert Art Gallery & Museum di Coventry (West Midlands, Regno Unito). Questo lavoro a quattro mani prende forma dalla creazione dello spazio e del silenzio dal nulla. Lo sfondo a scacchiera bianca e grigia nella computer grafica rappresenta il livello alfa/zero, il punto di partenza dell’immagine, la dimensione dove la materia e la natura virtuale prendono forma. Le musiche composte da Paolo Tarsi sono tratte dall’album “Furniture Music for New Primitives” (Cramps/Rara) e vedono la collaborazione di Paolo Tofani (Area International POPular Group), del Quartetto Maurice e di Roberto Paci Dalò che ha realizzato la parte elettronica che accompagna il brano.

Emiliano Zucchini nasce a Frascati nel 1982, vive e lavora a Roma. La sua ricerca artistica spazia tra la pittura, la fotografia, l’arte digitale e la video-arte. Grafico pubblicitario di professione, nel suo lavoro artistico adopera principalmente la computer grafica, con interventi di pittura, e la fotografia manipolata come mezzo espressivo. Negli ultimi anni la sua ricerca affronta il tema della comunicazione e la costruzione dell’immagine attraverso di questa, partendo dallo studio del mezzo analogico (antenna) fino ad approdare al mezzo più comune e attuale del digitale (computer grafica, web, file, etc…). Ha esposto le sue opere alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di San Marino, a Shanghai al Biz Art Center, a Roma presso “una Vetrina”, al Centro Luigi di Sarro ed alla Galleria Sala Uno, a Philadelphia al Crane Art Center, a Milano al Castello Sforzesco e presso lo Studio Barozzi, al GAMC di Viareggio ed in numerosi Festival internazionali, tra i quali il FILE di San Paolo, il Bideodromo di Bilbao, il Filmideo del New Jersey e molti altri.

Paolo Tarsi (1984) musicista e compositore si specializza nello studio della composizione con il premio Oscar Luis Bacalov, in seguito suona con il chitarrista Paolo Tofani nel progetto Area Open Project e con musicisti dell’attuale scena elettronica, jazz e rock provenienti da formazioni quali Area International POPular Group, Afterhours, Litfiba, CCCP, CSI, Diaframma. Ha preso parte in veste di interprete/compositore a perfomance e installazioni presentate in aeroporti, gallerie e musei d’arte contemporanea quali il MAXXI (Roma), il MUSMA (Matera), il Centro Arti Visive Pescheria (Pesaro) e in luoghi di culto della musica contemporanea come lo Spectrum di New York. Dal 2010 fa parte del gruppo Argo con cui pubblica una serie di romanzi collettivi (nel tempo collaborano con Argo personalità quali Edoardo Sanguineti, Marina Abramović, Wu Ming, Michela Murgia, Erri De Luca, Aldo Nove, Paolo Nori, Antonio Rezza e Flavia Mastrella). Nel 2015 pubblica l’album “Dream in a landscape” (Trovarobato Parade) seguito da “Furniture Music for New Primitives” (Cramps/Rara Records) sugli scritti di William S. Burroughs.

Nevermind dei Nirvana compie 25 anni

nirvana-nevermind-coverNevermind does possess the songs, character and confident spirit to be much more than a reformulation of college radio’s high-octane hitsIra Robbins, Rolling Stone, 1991

A little bit punk, a little bit metal, a little bit country, a little bit rock’n’roll. What the hell more do you want?” Lauren Spencer, Spin, 1991

There are enough intriguing textures, mood shifts, instrumental snippets and inventive word plays to provide for hours of entertainment” Karen Shoemer, New York Times, 1991

Nirvana may not stand a chance of selling anywhere near as many records as Guns N’ Roses, but don’t tell Cobain; you never know how he’ll react” David Browne, Entertainment Weekly, 1991

Ascoltare “Nevermind” senza avere nelle orecchie le chiacchiere di ciò che ruota oggi intorno ai Nirvana può far ancora scoprire sensazioni forti ad ascoltatori appassionati di “musica fisica”” Dario Ingiusto, Onda Rock, 2006

The album that changed the course of popular music” Jess Harvell, Pitchfork, 2011

Un misto di slackerness e rabbia repressa, innato senso della melodia e struggimento interiore, consapevolezza di una diversità insuperabile e tutto ciò che un adolescente può provare nel suo apprendistato maturo erano condensate in 3 minuti e, soprattutto, in quei 30 secondi iniziali che nessuno nato in quegli anni può affermare di non aver mai ascoltato” Stefano Pifferi, Sentire Ascoltare, 2011

Nirvana, like so many other bands, inherited and passed along the Promethean mantle, influencing other musicians and artists with their pop-punk sound and lyrical obliqueness, but probably more so with their stark authenticity and anti-authoritarianism; this sense of life’s irrepressible and regenerative nature, more than belief in a God or afterlife, is a source of faith for many, me included. Who carries the fire, however, and from where to where, is typically forgotten, though we can’t help but love the bearers by whose works we were moved, changed, and even defined” John Amen, Pop Matters, 2016

Nevermind didn’t only expand our idea of what rock music can be, but made us face certain relations between rock and commercialism we hadn’t previously lived up to” Tiarney Miekus, Overland, 2016

Nevermind, secondo album dei Nirvana, usciva il 24 settembre del 1991. Comunque la pensiate, è stato l’ultimo album autenticamente epocale della Storia del Rock.

Buon compleanno Bruce!

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1. Baby I — The Castiles (recorded May 2, 1966, at Mr. Music, Bricktown, NJ; written by Bruce Springsteen and George Theiss; previously unreleased)
2. You Can’t Judge a Book by the Cover — The Castiles (recorded Sept. 16, 1967, at The Left Foot, Freehold, NJ; written by Willie Dixon; previously unreleased)
3. He’s Guilty (The Judge Song) — Steel Mill (recorded Feb. 22, 1970, at Pacific Recording Studio, San Mateo, CA; previously unreleased)
4. Ballad of Jesse James — The Bruce Springsteen Band (recorded March 14, 1972, at Challenger Eastern Surfboards, Highland, NJ; previously unreleased)
5. Henry Boy (recorded June 1972, at Mediasound Studios, New York, NY; previously unreleased)
6. Growin’ Up (recorded May 3, 1972, at Columbia Records Recordings Studios, New York, NY; previously appeared on ‘Tracks’)
7. 4th of July, Asbury Park (Sandy) (1973, ‘The Wild, The Innocent & the E Street Shuffle’)
8. Born to Run (1975, ‘Born to Run’)
9. Badlands (1977, ‘Darkness on the Edge of Town’)
10. The River (1980, ‘The River’)
11. My Father’s House (1982, ‘Nebraska’)
12. Born in the U.S.A. (1984, ‘Born in the U.S.A.’)
13. Brilliant Disguise (1987, ‘Tunnel of Love’)
14. Living Proof (1992, ‘Lucky Town’)
15. The Ghost of Tom Joad (1995, ‘The Ghost of Tom Joad’)
16. The Rising (2002, ‘The Rising’)
17. Long Time Comin’ (2005, ‘Devils & Dust’)
18. Wrecking Ball (2012, ‘Wrecking Ball’)

Una validissima recensione di questa ennesima antologia la trovate sul blog dell’amico Zambo,  qui.

Rimaniamo in attesa della biografia, il vero piatto forte!

Rats On Rafts/De Kift: il video di Last Day On De Zon

Uscirà il 14 ottobre l’album congiunto realizzato da due delle formazioni più valide della scena indipendente olandese, i Rats On Rafts – dei quali forse ricorderete il bellissimo Tape Hiss – e i De Kift – punk band sui generis dalla discografia fluviale.

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Rats On Rafts/De Kift conterrà 10 brani e sarà pubblicato da Fire Records, con distribuzione Goodfellas.

 

Last Day On The Zon è il brano che ne anticipa l’uscita. Eccone il video, enjoy!

Monthly playlist n°1: settembre 2016

Di una cosa sono certo, questo blog ha bisogno di essere vivacizzato e rivitalizzato, giusto per usare un eufemismo! Con l’augurio di riuscire a mettere qualche contenuto in più in futuro – ah, ad averci il tempo – partiamo con una cosa che mi auguro possa essere gradita e piacevole, ovvero una playlist mensile con dentro le cose che recensisco mensilmente sul Buscadero, le novità da me ritenute più interessanti o, molto semplicemente, delle belle canzoni in cui mi sono imbattuto. Questo mese, ad esempio, ci sono dentro diverse band scoperte o viste live all’End Of The Road Festival di quest’anno.

Ma lasciamo lo spazio alla musica, ecco qui la prima playlist! Buon ascolto!!

Lino Brunetti

Paolo Tarsi in concerto all’Anfiteatro romano di Suasa

Paolo Tarsi in concerto all’Anfiteatro romano di Suasa

Appuntamento a domenica 21 agosto per la seconda edizione di Apriti Sesamo

Accolto unanimemente dalla critica come uno dei dischi più belli degli ultimi mesi, Furniture Music for New Primitives (musica d’arredamento per nuovi primitivi) è il titolo dell’ultimo lavoro del musicista e compositore Paolo Tarsi pubblicato per la collana POPtraits Contemporary Music Collection di Cramps Music e l’etichetta Rara Records. Il concept dell’album ruota attorno al romanzo Le città della notte rossa (1981) di William S. Burroughs, primo volume tratto da The Red Night Trilogy (1981-87), la trilogia dello scrittore Beat che comprende anche Strade morte e Terre occidentali.

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L’uscita segna un ritorno alle origini del minimalismo e come il precedente Dream in a landscape (Trovarobato Parade) vede dialogare piani sonori differenti tra loro. Ad incontrarsi questa volta sono reminiscenze ambient e rock sperimentale, avant jazz e improvvisazione da cui prende forma un collage sonoro che si arricchisce di tantissimi riferimenti. Da John Cage agli Steely Dan, passando attraverso il cut-up burroughsiano con omaggi ai Pink Floyd e alla Pop Art di Roy Lichtenstein. Per il suo titolo l’album prende spunto dalla traduzione in inglese di musique d’ameublement, l’espressione coniata da Erik Satie per definire l’ultima fase della sua produzione (letteralmente significa “musica da arredamento”, talvolta tradotta con “musica da tappezzeria”) anticipatrice concettualmente dell’ambient music di Brian Eno. Ma non solo. È al tempo stesso specchio e metafora di un mondo, quello in cui viviamo, completamente saturo di segnali e modi di comunicare, popolato da creature virtuali che sembrano muoversi come dei nuovi primitivi di fronte alle possibilità tecnologiche del XXI secolo.

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Durante il concerto, che si terrà a Castelleone di Suasa domenica 21 agosto alle ore 21.30 presso l’Anfiteatro romano di Suasa con ingresso libero, Tarsi (hammond, synth, loops) sarà affiancato da quattro strumentisti provenienti dalla scena jazz-rock marchigiana: Ivan Curzi (sax tenore e soprano), Diego Donati (chitarra elettrica), Manuele Montanari (basso elettrico, contrabbasso) e Lorenzo Marinelli (vibrafono, percussioni). Per chi avesse bisogno di un pedigree, i cinque musicisti hanno collaborato, a titolo personale o collettivo, con musicisti provenienti da formazioni quali Area, Afterhours, Litfiba, Diaframma, Calibro 35, CCCP, CSI, Junkfood 4tet, Colours Jazz Orchestra e artisti quali Raphael Gualazzi, Pietro Tonolo e Sebastiano De Gennaro, tra i molti altri.

Accanto a composizioni originali di Paolo Tarsi, per l’occasione saranno proposte anche musiche dei Pink Floyd, la band che ha lasciato il suo segno profondo nel sito di Pompei con il memorabile concerto a porte chiuse del 1971. Come già in quella storica occasione, l’Anfiteatro romano di Suasa sarà una cornice privilegiata per un concerto dalle magiche atmosfere che solo la combinazione unica di un luogo sospeso nel tempo e la grande musica possono riuscire a creare. Un’occasione straordinaria per valorizzare il nostro enorme patrimonio culturale partendo dal passato con una traccia profonda nel presente.

L’evento concluderà la seconda edizione di “Apriti Sesamo” (musica e poesia nei luoghi d’arte della provincia di Ancona), iniziativa nata per fondere il pubblico attento alla cultura che si ascolta con le orecchie (musica, poesia) con quello che ama la cultura che si vede con gli occhi. Due pubblici complementari ma che spesso sono stati tenuti, ingiustificatamente, separati!

In caso di maltempo il concerto sarà posticipato a venerdì 26 agosto. Se persisteranno perturbazioni anche in quest’ultima data, l’evento si terrà il 26 agosto al Cinema Suasa di Castelleone.

 

Balla coi cinghiali 2016

Balla Coi Cinghiali al Forte di Vinadio

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Cresce l’attesa per l’edizione 2016 del Festival Balla Coi Cinghiali, che dal 18 al 20 agosto animerà il Forte di Vinadio, simbolo della Valle Stura di Cuneo, con concerti e dj set, distribuiti su quattro palchi, mostre, reading, spettacoli, laboratori, giochi e attività all’aria aperta. Non mancheranno poi stand enogastronomici con proposte di qualità per chi ama mangiare e bere bene e un’area tende per chi desidera fare una vera full immersion nel Festival.

Saranno più di cinquanta gli ospiti musicali che nei tre giorni si divideranno tra il Main Stage, il RadioOhm Stage in riva al laghetto, il Raindogs House Corner, che ospiterà le esibizioni di nomi di spicco del blues italiano e il nuovo Cinghiali Sonici Stage, uno spazio musicale tutto nuovo che presenterà al pubblico del Festival una speciale “selezione BCC” di realtà emergenti italiane.

Sul palco principale apertura in grande stile giovedì 18 agosto con Bugo, che presenterà il suo nuovo album “Nessuna scala da salire”, il duo elettronico Aucan e I Cani, la band-non-band capitanata da Niccolò Contessa. Ad animare l’apertura e la chiusura dei concerti con i loro dj set saranno i The Bad & The Ugly.

Sul RadioOhm Stage si esibiranno Twang, Due Venti Contro, Lo Straniero, Testadimorto e da Trento il duo electro-pop Pop X.
Il Raindogs House Corner ospiterà il trio blues Il Sindacato del Mojo, mentre ad aprire le danze sul nuovo Cinghiali Sonici Stage saranno Daniele Isola e Howlin’ Pussy Experience.

Venerdì 19 agosto tante buone vibrazioni con la Ragga Coi Cinghiali Night by Groove Yard Sound, che vedrà salire sul Main Stage di BCC 2016 Max Romeo, uno dei personaggi cardine della storia del reggae, in tour con i due figli Rominal e Xana Romeo e la Charmax Band. In apertura due tra le band più rappresentative della scena reggae piemontese, i Mahout e i Crazy Power Flowers, e da Genova i travolgenti Tuamadre. Chiusura di serata che va oltre il reggae con il dj tedesco ESKEI83 in una delle sue rare apparizioni in Italia.

Sul RadioOhm Stage sarà il turno di Neverwhere, Arturocontromano, Calvino, Crunk e Ronny Taylor. Il Raindogs House Corner ospiterà Angelo Leadbelly Rossi, considerato tra i principali interpreti italiani di blues, e i DeadMan’s Blues Fuckers, in una delle loro prime uscite ufficiali, mentre sul palco Cinghiali Sonici arriveranno Hermit, Twee, Amarcord e Giorginess.

La serata conclusiva di sabato 20 agosto vedrà protagonisti sul Main Stage i “padroni di casa”, i Lou Seriol, con il loro trascinante folk-rock occitano, e due ospiti internazionali, Yaite Ramos in arte La Dame Blanche, musicista cubana figlia di Jesus Aguaje Ramos, direttore della leggendaria orchestra Buena Vista Social Club, e Omar Souleyman, musicista siriano che ha fatto ballare i palchi di mezza Europa e che sarà a Vinadio per la sua unica data estiva italiana. Resident dj della serata sarà Keller Dj. La programmazione del RadioOhm Stage si aprirà con i NI.CO e a seguire gli Adam Smith, Francesco Motta, in tour col suo primo album da solista “La fine dei vent’anni”, Albedo e RAM.

Sul Raindogs House Corner sarà la volta di due blues band genovesi, i Sepvlcrvm e i Barche a Torsio, mentre il Cinghiali Sonici Stage ospiterà The Chanfrughen, John Hollande Experience, La Colpa e ElectricBallroom.

Ogni sera, inoltre, al termine dei live il palco del laghetto si trasformerà in una grande dancehall sotto le stelle con: giovedì 18 Groove Yard Sound + U Elettronicu, venerdì 19 Tropical Zena e sabato 20 BID + Natty Roots.

E oltre che sui quattro palchi il venerdì e il sabato la musica sarà anche itinerante per il Forte con Roberto Ranghieri e la sua BigaUp, una cargo bike elettrica con un impianto audio da 6000 watt, luci a led e consolle da dj, e I Bravòm, cantastorie delle Langhe.

Anche l’area letteratura, curata in collaborazione con AsapFanzine.it, vedrà alcuni importanti ospiti musicali nel proprio programma di appuntamenti mattutini e pomeridiani, tra i quali: venerdì 19 agosto alle 10.00 Giovanni Succi dei Bachi Da Pietra, che leggerà Guido Gozzano, il giorno seguente, sabato 20, sempre alle 10.00 Umberto Maria Giardini si esibirà in un concerto chitarra elettrica e voce con i migliori brani del suo repertorio e alle 18:00 Lalli e Stefano Giaccone, due dei protagonisti di Franti, progetto culto tra gli amanti del punk/rock e della controcultura italiana degli Anni Ottanta , daranno vita ad un omaggio musicale in occasione della presentazione del libro “Franti. Perchè era lì” (Nautilus).

Oltre alla musica e alla letteratura, numerose altre attività arricchiranno le tre giornate del Festival: spettacoli teatrali, esposizioni e laboratori artistici, sessioni di live painting, workshop, bookcrossing, proiezioni di cortometraggi e documentari, dibattiti, sedute di yoga, shiatsu, ayurveda e sciamanesimo, stage di boulder e invito all’arrampicata, esibizioni di slackline, escursioni, tornei di beach volley, calcio balilla e giochi contadini, nonché attività per famiglie con bambini.

Maggiori informazioni sul programma sul sito http://www.ballacoicinghiali.com

BIGLIETTI E ABBONAMENTI

Il costo del biglietto d’ingresso alla singola giornata è di 20,00 Euro, l’abbonamento due giorni costa 30,00 Euro e l’abbonamento tre giorni 40,00 Euro.
Per maggiori info sulle prevendite: http://www.ballacoicinghiali.com/ticket/